Francia | Lungo l’acqua nella terra del vino



Dove attracchi la barca marinaio

La vita del navigante da canale vorrebbe essere epica e sovente è solo gastronomica. Cambusa di bordo, mozzo ai fornelli e la ciurma campa. Ma un buon attracco portuale offre anche altro. La corrente elettrica senza il brontolio del motore di bordo, ad esempio. Il rifornimento d’acqua, come se non bastasse quella che ci regala Giove pluvio. E poi il villaggio o la cittadina vicina da visitare. Prima i monumenti, ma subito dopo cantine, negozi, bistrot, ristoranti, selezioni di formaggi. Più puzzolenti sono, più il colesterolo gode. In alternativa le deliziose escargorts, ovviamente alla Bourguignonne, con ipocrita promessa di una dieta successiva che mai verrà. La barca di Topolino, che ormai s’è fatta casa, offre altri vantaggi ancora. Gli incontri lungo i canali. Noi ad esempio, pirati della terza età, abbiamo incontrato e addomesticato un leone. Giuro! Moritz il suo nome: bello, mite e pacioso. Razza Leonberger. Dicono che sia un cane, ma è un leone. Anche se è nato da un incrocio tra il San Bernardo, il Terranova e il cane da montagna dei Pirenei. Il Moritz di cui parliamo, in vacanza con i suoi genitori bipedi di razza tedesca e due sorelline umane, usava la nostra barca per scendere dalla tinozza di casa per fare la pipì a terra. Ed era un leone di sessanta splendidi chili.

La geografia in cantina

I canali navigabili francesi sono tanti. La campagna francese, le sue abbazie, i suoi castelli sono tanti tanti. E la grandeur francese è tanta tanta tanta. La carta geografica che ho di fronte, assieme al Fluviacarte sulle Voies navigables, più che di regioni sembra parlarmi di vini. E che vini! L’orgoglio nazionalista è pronto a colpire. “Perché in Italia abbiamo vini inferiori?”. Vero. Ma in Italia non c’è una regione che si chiama  Barbera, o Dolcetto o Grignolino. E parliamo soltanto di vitigni originali prima di arrivare al Barolo o al Chianti. In Francia invece, rileggi la carta geografica – oltre le fondamentali parole d’ordine della democrazia, Liberté, Egalité, Fraternité– e scopri Bourgogne, che è la patria dei rossi di Pinot e del bianco Chablis. Confinante a nord Champagne, che ha insegnato a imbottigliare bollicine a tutto il mondo. A scendere Beaujolais, prima della pregiata viticoltura della valle del Rodano. Sulla costa atlantica vai a Bordeaux per poi passare ai distillati, con Cognac verso la Loira e Armagnac dei Pirenei. Scusate se è poco. Dettaglio da consumatore. I vini francesi, che sono buoni ma che non suscitano più l’invidia del mondo rispetto a quelli italiani, hanno un dettaglio che mi ha colpito. Costano abbastanza cari in enoteca, più che a casa nostra, ma molto meno cari al ristorante. Quindi i viticultori francesi campano meglio di quelli italiani e i ristoratori di casa nostra sono più ladri.

Il resto è arte e cultura

Il resto della crociera d’avventura sono incursioni corsare via terra. Quando non bastano le biciclette di salvataggio pronte sul ponte, aiuta un’autovettura. Dal canale di Borgogna a quello di Nivernais a incrociare la bella Auxerre e la vicina cattedrale di Vezelay. Nel nostro vagare anche di fantasia  oltre agli ottocenteschi Salgari e Kipling abbiamo trovato persino l’Umberto Eco del Nome della Rosa. Rocche e abbazie medioevali dove i danni del tempo non cancellano lontane grandezze e severità monastiche. Sulla scia del monaco Adso da Melk e del suo maestro Guglielmo da Baskerville, col volto del grande Sean Connery. E sei nell’abbazia di Fontenenay, patrimonio mondiale dell’Unesco. Qui, con la regola di San Benedetto, nel 1118 si realizza la più preziosa abbazia cistercense di Francia. La rivoluzione del 1789 vende a un erede Montgolfier, quello dei voli in pallone, che trasforma tutto in una fonderia. Poi un banchiere mecenate la ricompone. A Tanlay invece, castello privato, incroci Luigi XIV e l’abruzzese cardinale Mazzarino. Da queste parti i Tre Moschettieri di Dumas padre, ebbero molto da fare. Portos soprattutto col Borgogna. Decido di scendere dal battello sul canale e montare a cavallo con la spada al fianco verso la personale Guascogna.

Vostro D’Artagnan.


Testo di Ennio Remondino* Foto di Federico Klausner © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA

* Giornalista, autore  di numerose inchieste su Br,  P2, mafia e poteri occulti è stato a lungo il principale inviato di guerra della RAI, corrispondente da Belgrado, Gerusalemme e Istanbul. Ha da poco fondato, con grande successo, REMOCONTRO la virtù del dubbio, un giornale che si occupa di politica, intelligence e di notizie scomode.

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