Il vino nell’Antico Egitto: archeologia in mostra a Alba

Il fascino della storia antica e il mistero di uno dei popoli più affascinanti e studiati nei secoli: con la mostra Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere va in scena l’archeologia, insieme al racconto dell’Antico Egitto, territorio onirico di tradizioni che affondano nel cuore della cultura mediterranea arcaica.

Organizzata dall’Associazione Culturale Mummy Project in collaborazione con le istituzioni del territorio, la mostra desidera indagare la storia del vino attraverso il periodo dall’Antico Regno fino all’Epoca Romana in una formula vibrante, capace di rendere l’archeologia fatto dinamico, esperienza emozionale di un essere umano che si cala nella materia del tempo per trarre nuovi sensi del mondo.
Particolare rilievo ha la sezione dedicata alla mummia di Epoca Tarda, dal 650 a.C. al 332 a.C., e il relativo sarcofago, conservati presso Museo Civico di Merano e studiati dai membri dell’équipe multidisciplinare Mummy Project, le cui indagini sono documentate grazie a pannelli fotografici in 3D. La ricostruzione in scala reale della tomba TT290 di Irynefer della necropoli del villaggio degli operai, che costruirono le tombe della valle dei Re e delle Regine, Deir el Medina, occupa un’ulteriore sezione dell’esposizione, che mette a confronto antichità e storia tramite un dialogo serrato capace di legare Alba e Egitto fra tecniche agricole, utensili e oggetti di uso quotidiano, oltre ai densi segreti di una viticoltura che ancora oggi si presenta materia complessa da approfondire.

L’esposizione Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere è stata curata dall’archeologa egittologa Sabina Malgora, che ha messo in rilievo la profonda connessione fra una materia antichissima quale lavorazione del vino, cultura egizia e il contesto di vita della nostra penisola.
Durante il percorso potrete visionare circa 50 reperti, fra cui anfore e vasellame in terracotta utilizzato per contenere vino, come mostrato nella Stele di Senbi, risalente al periodo Medio Regno, nella quale è possibile scorgere un recipiente insieme a floridi grappoli d’uva fra i doni destinati ai defunti. Simbolo di fertilità e rigenerazione, la Vitis vinifera è originaria dell’Europa, mentre la Vitis labrusca, che vede le sue origini nell’America del Nord ed è immune dalla fillossera, alla fine dell’Ottocento verrà utilizzata come innesto per la vite europea.
Ciò che oggi costituisce una solida tradizione per tutti i Paesi del Mediterraneo intreccia culture e storie variegate. Fra ornamenti raffiguranti grappoli d’uva e preziosi intarsi, si prospetta la gnerosa immersione in una materia mitica. Al riguardo la curatrice ha spiegato: «La sfida più grande che riconosco in una mostra è proprio la volontà di tradurre gli innumerevoli messaggi che un reperto archeologico trasmette in un linguaggio comprensibile a tutti, in un piacere fruibile e condivisibile. La mostra crea un contesto dove il sapere scientifico e specialistico si scioglie in un linguaggio estremamente semplice da cui nasce una storia».
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 19 maggio 2014 presso la Chiesa di San Domenico. In occasione dell’esposizione sarà possibile partecipare a serate di degustazione, conferenze, laboratori e live performance.

Info Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere
Presso la Chiesa di S. Domenico, Alba, Cuneo
Orari: da martedì a venerdì, dalle ore 14.30 alle ore 18.30.
Sabato dalle ore 10 alle 22, domenica dalle ore 10 alle 19.
(mattina e lunedì su prenotazione)
Ingresso mostra: biglietto intero 5 euro
Scuole, over 70, under 14: 4 euro, under 6 ingresso gratuito
Per informazioni, prenotazioni e visite guidate (su richiesta con il curatore)
Tel. 017335833 info@ambientecultura.it mummyproject@libero.it

Maddalena De Bernardi
RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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