Lasciare la Liguria trent’anni fa, fermarsi a vivere in faccia al Mare del Nord, e ritrovarsi la Liguria sempre aggrappata alla schiena. 
Quartiere e caseggiati tanto diversi dai nostri, paesaggi urbani e costieri da esplorare, abitudini di vita e comportamenti sociali da tradurre: Magliani è un poeta in prosa, al momento uno dei più eccelsi nel panorama letterario italiano, ma a volte quasi dispiace che non sia pure un pittore, poiché è riuscito – ormai da anni – a compiere quel miracolo ambito, forse inconsciamente, da ogni scrittore, di dipingere quadri con le parole. Chissà che piacere per gli occhi sarebbero state le sue tele! Forse ogni narratore è un pittore mancato, quello che da bambino non ha mai saputo imparare a disegnare. Mentre ci accompagna per le strade oblique di vento dei suoi rioni, in mezzo a un repertorio umano sbirciato attraverso le vetrate delle casette col giardino davanti, nascono nelle sue pagine ritratti e dipinti silenziosi. È una pittura scarna ma precisissima, esatta, alla Hopper, cui Magliani aggiunge la malinconia divertita dei liguri. Da perfetto flâneur baudelairiano egli percorre il mondo del Nord parlandoci con la medesima intelligenza di certe solitudini d’interni così come di altri spazi sconfinati fra le selve marine, sovrapponendo il tutto ai ricordi rurali della sua Liguria bambina.
Ne scaturisce una lirica commovente e acuta, dove l’autore non si limita all’incontro con l’animo umano dei personaggi, ma inventa soprattutto una sua personale visione del paesaggio, una vera e propria psicologia delle cose. Luoghi, case, oggetti, dettagli, architetture, alberi. Sia che ci descriva sottovoce ambienti piccolo-borghesi, sia che si volga verso i moli coi pescherecci e i mercati di aringhe, il mare ingrigito di rimpianti, Magliani dà voce, qui come altrove nella sua opera, a un’estetica affrancata dall’ossessione per l’intreccio, per la mera vicenda, privilegiando, invece, la cura del pensiero, la pennellata ironica o mesta della singola scena, l’affondo incuriosito sulla vita ritagliata e incorniciata fra i ricordi. Il libro si conclude con una sorpresa che ne impreziosisce vieppiù la raffinatezza: le chine inconfondibili di Marco D’Aponte, a ripercorrere le immagini del magico mondo ligure-olandese dell’autore. Non si può, infine, non dedicare una cenno all’editore Amos, il quale, in epoca di packaging grossolani e superficialità redazionali anche nelle grandi case editrici, confeziona qui in controtendenza un volume elegantissimo, su carta Modigliani neve da 95 gr/mq, in copie numerate.
Soggiorno a Zeewijk | di Marino Magliani | Amos Edizioni – collana Calibano 2014 | pp. 169 | euro 14,00
Testo di Andrea B. Nardi RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM


































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