Treno dei Sapori: enogastronomia e arte sul lago d’Iseo



Una vecchia motrice del Novecento percorre la strada ferrata che si snoda da Iseo alla Val Camonica, passando per la Franciacorta. È il Treno dei Sapori: mentre dai finestrini panoramici scorrono i dolcissimi paesaggi lacustri, a bordo vengono serviti deliziosi prodotti locali.

Ecco di vita men lieta sì, ma non certo men cara rianimarsi il lago. In sull’opposte sponde presso al confin, dove al Sebino porta di sue perenni acque tributo l’Oglio fecondator della pianura.

Angelo Fava, precettore del famoso doge veneziano Enrico Dandolo, regalava immortalità, con questi versi, alle sponde del lago d’Iseo, a 180 metri sul livello del mare tra le province di Bergamo e Brescia, nascosto tra le prealpi che serrano la Val Camonica e le colline della Franciacorta. Lo alimentano le acque del fiume Oglio, prima di gettarsi nel Po. Fin dall’antichità, la zona circostante Iseo si rivelò di importanza cruciale per il commercio. La via romana Valeriana collegava, passando sulla sponda orientale del lago, il passo del Tonale e le vette aguzze delle Alpi con la terra fertile della pianura padana. Fino a metà del XIX secolo, quando venne costruita la ferrovia costiera, l’unica strada che conduceva dal villaggio di Iseo a Pisogne, imbocco della Val Camonica, era questo lungo sentiero inerpicato sulle montagne. Oggi l’antica ferrovia è stata riconvertita in un itinerario panoramico, mentre la vecchia strada romana è diventata una meta famosa per l’escursionismo.

La strada ferrata che percorre il Treno dei Sapori si snoda da Iseo fino alle estremità settentrionali del lago, passando per gallerie, pendii fioriti, uliveti e pareti di roccia a strapiombo sul lago. Un vecchio treno degli inizi del Novecento, una motrice diesel e quattro carrozze arancioni con ottantadue posti a sedere, sfreccia sbuffando e stridendo a pelo d’acqua. A bordo vengono servite degustazioni di prodotti eno-gastronomici locali. A seconda dei gusti il Treno dei Sapori propone diversi itinerari. Un itinerario classico con visita agli affreschi del Romanino, degustazione di menù locale a bordo e fermata al monastero di San Pietro in Lamosa. Il percorso Lago con Gusto, che prevede anche una gita in battello a Monte Isola. L’itinerario della Franciacorta in Fiore, tra il 16 e il 18 maggio, quando si tiene la fiera della rose e delle erbacee perenni. Infine un itinerario medievale, con fermata al Castello di Bornato.

La storia di questi paesaggi è profondamente legata allo sviluppo politico e commerciale della penisola italiana. I Camuni, popolazione dell’Età del Ferro e autori della famose incisioni rupestri, colonizzarono questa valle a partire dal I millennio a.C. Nell’VIII secolo Carlo Magno donò i territori di Iseo ai monaci di Tours. Nel 1161 Federico Barbarossa sottopose la cittadina di Iseo a un terribile saccheggio. I villaggi della zona vennero poi contesi per un lungo periodo durante le guerre tra guelfi e ghibellini, per cadere infine sotto la mano della potentissima Repubblica di Venezia, che controllerà la sponda orientale del Lago e il passaggio in Val Camonica fino alla sua definitiva sconfitta, avvenuta per mano di Napoleone nel 1797.

Il Treno dei Sapori parte dalla cittadina di Iseo. Un bel viale costeggiato dalle folte chiome di alti pini marittimi si allunga dalla stazione al porto. La strada alberata venne costruita nell’800 in occasione dell’inaugurazione della nuova linea ferroviaria, per facilitare il trasporto delle merci dal porto alla stazione. Tra le vie ciottolate del centro di Iseo si ergono palazzi antichi le cui pareti sono affrescate con le figure di eroi della tradizione cavalleresca della Chanson de Roland. In Piazza Garibaldi, in cima a una grossa roccia muschiata, troneggia un’enorme statua di Giuseppe Garibaldi, in ricordo di tutti quei cittadini che persero la vita per l’unificazione d’Italia. Le stradine di Iseo si inerpicano fino alla chiesa dalla Madonna del Latte, dove è tradizione che le donne in gravidanza si rechino a pregare. Salendo verso il Castello Oldofredi si incrociano vicoli dai nomi suggestivi, come il vicolo della Cacciamatta. Qui sopra si innalzano le mura del castello, un vecchio monastero benedettino espropriato alla Chiesa da Napoleone dopo la caduta di Venezia, che ora ospita il Museo delle Due Guerre, in ricordo dei caduti delle guerre mondiali. Il Santuario della Madonna delle Neve vigila severo da una collina sopra Iseo. All’interno, tra sfarzose decorazioni barocche, l’icona del Cristo e della Madonna sono diligentemente coperte da un drappo di velluto viola, in segno di penitenza per il periodo di Quaresima. Nelle acque del lago si specchia la statua di  Gabriele Rosa, patriota e prigioniero nella fortezza dello Spielberg, dove venne detenuto anche Silvio Pellico. A pochi metri Giuseppe Boni, artigiano e scultore della zona, intaglia pazientemente le radici degli alberi che le onde del lago gettano ben levigate e tornite sulla riva.

Segue >>


Sfoglia il magazine – Vai alle info utili


Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.