Treno dei Sapori: enogastronomia e arte sul lago d’Iseo



Il treno procede poi verso nord, inoltrandosi tra uliveti, serre e costeggiando le acque brillanti del lago in cui nuotano trote e lucci. Nelle carrozze vengono serviti fumanti gnocchi ripieni ai quattro formaggi, polenta biologica macinata a pietra con crema di funghi, salumi e formaggi della Val Camonica e un’ottima torta di pinoli e crema. I tutto accompagnato da una selezione di vini e spumanti della Franciacorta, accuratamente selezionati da esperti sommelier. Dai finestrini si scorgono le isole del Lago d’Iseo. A Monte Isola le macchine non possono circolare e le chiatte portano pazientemente avanti e indietro i rifornimenti ai villaggi. Sulla cima del monte che le dà il nome, si erge il bellissimo Santuario della Madonna della Cerriola. In questa isola, nel paese di Carzano, ogni cinque anni, si tiene la festa della Santa Croce. Gli abitanti fabbricano migliaia di elaboratissimi fiori di carta così simili al reale che le api ne rimangono ingannate e vi si posano. Poco più a nord si scorge l’isola di San Paolo, dove si trovava un vecchio monastero, che oggi ha lasciato il posto alla bellissima villa della famiglia Beretta. L’isola di Loreto invece ospitava un gigantesco monastero femminile, dedicato alla Madonna.

Tra i fumi caldi della polenta e le bollicine dello spumante di Franciacorta si raggiunge il villaggio di Pisogne, dove sono conservati i meravigliosi affreschi del Romanino, conosciuti in tutto il mondo come “la Cappella Sistina bresciana”. Una volta entrati nella navata centrale è facile subire la sindrome di Stendhal. Le enormi volte sono affrescate con gigantesche figure di sibille e di profeti, che ricordano le grandiose figure romane di Michelangelo. Romanino, uno dei figli più importanti del Rinascimento, affrescò le pareti di questa chiesa con le scene della Passione di Cristo. Il ciclo di affreschi si conclude con la monumentale scena della Crocifissione, dove troneggiano le enormi figure di Gesù e della Maddalena. La pittura realista e anticlassica di Romanino è preludio al realismo carnale di Caravaggio. L’artista bresciano celebra la sua terra raffigurando un Cristo e una Maddalena terreni e lontani dal mondo ideale ed etereo del cristianesimo classico. Le grosse mani callose, i piedi possenti e sporchi di terra e i visi rugosi dei suoi protagonisti sono la diretta rappresentazione fisica dei contadini della Val Camonica, lontani dal linguaggio artistico ufficiale e più vicini al dialetto locale. Pisogne sorgeva in una importante zona di frontiera con i paesi nordici protestanti. La vicinanza umana e quotidiana delle figure contadine del Romanino servivano ad avvicinare i fedeli a un Dio più intimo e umano, nel fragile periodo dei contrasti tra il dogmatico e gerarchico cattolicesimo con il protestantesimo più spirituale e vicino all’uomo. Giovanni Testori, storico dell’arte del secolo passato, celebrò la grandiosità degli affreschi di Pisogne con queste parole: Romanino prende la carne di un popolo e ne fa verbo figurativo. Lasciata alle spalle la chiesa, si scende in paese e, attraversata l’alta Torre del Vescovo, si giunge al lungolago, dove si incontra una scultura di Renato Guttuso. Un’epigrafe recita: “ Romanino ci serva, ci inviti a guardare la realtà e ad avere il coraggio di andarci dentro, anche se essa è grande e terribile”.

L’itinerario artistico ed enogastronomico del Treno dei Sapori si conclude con la visita al monastero di San Pietro in Lamosa, nelle terre di Franciacorta. Tra le antiche torbiere che ospitano centinaia di uccelli migratori, sta il monastero di San Pietro. Questo complesso monumentale romanico è  costruito in medolo, la pietra grezza di cui sono fatte le montagne circostanti, versione più povera del marmo botticino, utilizzato per l’Altare della Patria a Roma. Il monastero venne costruito nel 1083 dai monaci cluniacensi sulle rovine preesistenti di un tempio pagano dedicato al dio Mitra, mentre l’interno ospita dei bellissimi cicli di affreschi del XIII secolo.

L’itinerario del Treno dei Sapori si snoda attraverso una terra bellissima,orgogliosa dei suoi sapori tradizionali, prodotti artigianali cresciuti e coltivati con la cura e l’amore dei contadini, tra perle della storia dell’arte e della storia d’Italia.


Testo di Elena Brunello | Foto di Ilaria Bianchi © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA

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