Bluefields, dove laguna e foresta si incontrano

Bluefields è il capoluogo della regione autonoma del sud della costa caraibica nicaraguense. Completamente isolato via terra, è raggiungibile via aerea o fluviale ed anche questo isolamento contribuisce a renderlo un angolo del mondo unico. Per raggiungere questa città abbiamo preso un autobus fino a El Rama, ultimo paesino raggiungibile via strada e da lì, mentre il sole sorgeva, abbiamo preso una lancha (barca stretta e allungata con un bel motore) scendendo il fiume per due ore fino alla laguna di Bluefields. Davanti alla città si estende la laguna e il mare caraibico; dietro la città cresce rigogliosa la foresta tropicale.

Bluefields è composta da cinque etnie che convivono pacificamente: i miskitas (indigeni locali), i mestizos (discendenti dei conquistadores), i garifunas (discendenti degli schiavi neri scappati dalle piantagioni caraibiche), i criollos (discendenti degli schiavi) e i Ramas (altri indigeni locali). In realtà tutta la costa caraibica del Centro America ha una cultura simile ed è isolata dalla costa pacifica. Sulle cartine di Belize, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama si nota chiaramente che la costa caraibica spesso non ha strade, in certi casi ci sono macchie di verde senza né città né cittadini. Sono spesso regioni autonome difficilmente raggiungibili, dove la giustizia segue il consiglio degli aziani all’interno delle tribú indigene e la maggior parte del territorio è coperto da una fitta e rigogliosa foresta tropicale dove le regole statali non contano troppo.

Durante la colonizzazione spagnola queste terre non furono “civilizzate” come la costa pacifica, perció tutta la costa caraibica restó terra di nessuno. Qui era il regno dei pirati inglesi, dei garifunas liberi dalla schiavitú e delle popolazioni indigene. Per questa motivo Bluefields tuttora è popolata da tutte queste etnie che parlano lingue diverse: tutti i neri di qui parlano inglese, gli indigeni parlano la propria lingua e, in città, tutti parlano spagnolo. Le etnie non si sono mescolate molto ma camminando per la strada si possono vedere nonnette bianche che portano a spasso nipotini dai tratti africani o indios e viceversa. Siamo finiti qui perché Ferci, un amico incontrato nella pagina web del Couchsurfing, ci aveva invitato a casa sua per la festa Palo de Mayo, festa che affonda le sue radici nella cultura afro-inglese. Durante l’evento tutti ballano intorno a un albero carico di frutta ringraziando le divinità per la prima pioggia della stagione e augurando una stagione propizia. Ogni giorno del mese di maggio si danno appuntamento in un quartiere della città (che decidono il giorno stesso) e ballano tutta la sera. Via via che si avvicina il 31 di maggio le feste si intensificano e sempre più gente si riversa per le strade. Per il 31 di maggio, apice dell’evento, ballano fino a notte fonda alternandosi sulla scena ed eleggendo i migliori ballerini. Tutti i ballerini si vestono coloratissimi e piumati e ballano insieme al pubblico. Tutte le etnie ballano insieme e in quel momento non conta piú il colore della pelle, l’importante è ballare!

Dal porto di Bluefields si possono raggiungere varie isolette della laguna, popolate dalle comunità indigene, ma anche l’isola di Corn Island dai mari cristallini perfetti per immersioni e relax. Noi andammo fino al Bluff, una penisola collegata alla terraferma da un izmo artificiale che separa le acque della laguna verdi e calme dalle acque agitate dell’azzurro mare caraibico. Camminammo lungo la spiaggia costeggiata dalla foresta selvaggia e la vista si perdeva senza che la spiaggia trovasse fine. A pochi chilometri da lì ci sono vari villaggi di capanne costruite dagli abili pescatori indigeni. La vita indigena qui sta cambiando perché, nonostante l’isolamento apparente dovuto all’assenza di strade, la realtà esterna arriva anche qui: soprattutto attraverso i narcotrafficanti. Infatti questa lunga spiaggia corre parallela alla rotta marittima dei narcotrafficanti colombiani che risalgono la costa verso gli Stati Uniti. A volte sono inseguiti dalla polizia e quindi si alleggeriscono il peso per scappare velocemente gettando questi pachi di dollari o cocaina nelle acque oceaniche, altre volte cadono accidentalmente, altre volte usano questa modalità per far arrivare la cocaina al mercato di Bluefields; fatto sta che trovare pacchi di cocaina e barili di dollari americani lungo la spiaggia non è così raro. Perciò ci sono vari ragazzi che passeggiano lungo la spiaggia per chilometri e chilometri in cerca di fortuna. Ma i più fortunati sono proprio i pescatori, che si svegliano alle 4:00 ed escono con le barche a pescare. Spesso tornano con dollari al posto dei pesci. La madre di Ferci passò un buon periodo vendendo vestiti e mobili come commerciante ambulante, perché le mogli dei pescatori sono le migliori acquirenti della zona. Le capanne sono piene di mobili eleganti e tutti vestono griffato. Nonostante questo la costa caraibica mantiene il suo fascino di terra vergine, libera dalle regole, dal cemento, dove la natura è selvaggia e verde. Adesso abbiamo lasciato Bluefields per proseguire il nostro viaggio verso Sud ma la costa caraibica resta nei nostri cuori. Credo proprio che torneremo su queste coste più a sud!

Testo e foto di Marialaura Dolfi | barcostop.wordpress.com

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