Cosa vedere a Madrid | Museo Sorolla: l’Andalusia in centro città

Per quanto riguarda il lavoro all’aperto, uno studio è solo un garage, un luogo in cui archiviare i quadri e tenerli al sicuro; non è mai un luogo in cui dipingerli. Uno studio è un buon posto per fumare la pipa.” J. Sorolla

Joaquín Sorolla (1863-1923), pittore spagnolo di riferimento a cavallo tra XIX e XX secolo, amava dipingere en plein air e questo lo condizionò nella scelta della sua casa madrilena. Tra il 1910 e il 1911 infatti, dopo la formazione accademica valenziana, le peregrinazioni andaluse e i lunghi soggiorni in Italia e in Francia, il pittore, divenuto ormai a tutti gli effetti impressionista, ordina la costruzione di una grande casa nella capitale. La famiglia Sorolla vi si trasferisce sul finire del 1911 e la casa, dopo la morte del pittore, rimane proprietà della vedova Sorolla, Clotilde García del Castillo, che nel 1925 la donerà interamente allo Stato per realizzare un Museo in onore del marito.

Sorolla aveva immaginato la casa madrilena con due parti ben distinte: l’ala dove avrebbe lavorato con i tre grandi studi collegati tra loro e direttamente affacciati al giardino, e quella destinata alla vita familiare con la cucina, il salone e i dormitori. Ma la vera peculiarità della villa è il giardino, che colpisce il visitatore per la sua incongruenza con ciò che lo circonda. Non lontano dall’uscita della metro Rubén Darío, nel centro degli affari madrileni, tra banche e uffici, ci si stupisce davanti a questo palazzotto giallo, più basso rispetto agli edifici che lo circondano, una decina di metri arretrato rispetto agli altri, la cui nobile facciata spunta da un muro di mattoni. Anche se non fosse segnalato, il passante sarebbe incuriosito a sbirciare tra le grate della porta in ferro battuto. Il giardino, che aveva desiderato così il pittore, è in stile andaluso con maioliche colorate con i tipici azzurri, verdi e gialli intensi, ed è una festa di palme, alberi da frutta e piante ornamentali. Il profumo dei fiori e delle arance, e il rumore dell’acqua che scorre, zampilla e scroscia in diverse parti del giardino, straniano il visitatore che non si aspettava di ritrovarsi in un patio-atelier nel centro di Madrid, che ricorda quelli islamici dell’Alhambra di Granada o dell’Alcázar di Siviglia.

Tra il 1908 e il 1918 Sorolla aveva soggiornato a lungo in Andalusia ed era rimasto tanto suggestionato dai colori e dall’architettura da sentire la necessità di trapiantarli a Madrid. Il patio, così intimo e circoscritto, diviene un tripudio di fontane, bronzi, ceramiche e marmi tipici del sud della Spagna. Passeggiando nel giardino si ha la sensazione che non fosse un mero luogo ornamentale, ma un giardino da vivere, da calpestare, in cui si mangiava all’aperto, ma che soprattutto rappresentava il luogo ideale per dipingere. È qui infatti che nascono le opere della maturità più significative del pittore valenzano. Oltre al giardino, visitare l’interno della casa è interessante sia per il gran numero di opere contenute sia per osservare l’arredamento opulento. Il grande studio con l’alto soffitto e l’ampia finestra per far entrare la luce sufficiente alla realizzazione dei ritratti a grandezza naturale di familiari e amici, i vecchi pennelli incrostati di colore conservati nelle brocche di ceramica, la scrivania… Osservando i particolari di casa Sorolla, immaginando il pittore all’opera e la normale vita quotidiana della famiglia, ci si dimentica di essere a Madrid: si potrebbe benissimo essere a Siviglia, come a Cordoba o a Granada.

Info utili

Dove: Museo Sorolla – General Martínez Campos, 37 28010 – Madrid

Come arrivare: Autobus: 5, 7, 14, 16, 27, 40, 45, 61, 147, 150 | Metro – Iglesia (Linea 1), Rubén Darío (Linea 5), Gregorio Marañón (Linea 7 e 10)

Contatti: t. (+34) 91 3101584 | museo.sorolla@mecd.es

Orari: Da martedì a sabato: 9:30h-20h | Domenica e festivi: 10h-15h

Prezzi: biglietto intero 3 euro

Testo di Marta Mazzacano | Foto web

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