Norvegia: l’incanto del Finnmark e i tesori di Alta

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Ci sono luoghi la cui bellezza supera ogni più fulgida immaginazione, quasi come se fossero stati creati dalla sapiente mano della natura al semplice scopo di stupire gli uomini: uno di questi è il Finnmark, la regione più settentrionale della Norvegia, la terra della popolazione aborigena dei Sami.

In molti giungono qui per spirito di avventura e desiderio di immergersi in un ambiente a tratti irreale: fiordi imponenti si alternano a litorali deserti, grandi distese di tundra che si perdono negli immensi spazi ammantati da un velo di profonda desolazione e delicato romanticismo, eteree luci che dipingono l’orizzonte con mille sfumature, un silenzio struggente spezzato solo dal verso di qualche isolato animale o dal richiamo di un pastore verso il suo gregge.

Le grandi città sono solo una lontana chimera, ma non mancano centri urbani caratteristici come Alta, località posta sulle rive del freddo Mare di Norvegia. Bagnata dal fiume Altaelva che nasce dall’altopiano del Finnmarksvidda, grazie ai suoi 15 km di litorale risulta piuttosto estesa.

Presenta tre nuclei principali: Sentrum, con le vivaci vie pedonali e le aree per lo shopping, Bossekop sulle colline occidentali con le sue antiche tradizioni commerciali e Elvebakken nell’est dove sorgono il porto e l’aeroporto. Soprattutto se paragonata ad alcuni minuscoli villaggi dell’intera regione, Alta regala la sensazione di essere una metropoli; ma di certo non sono queste le attrazioni che inducono a percorrere tanta strada per raggiungere queste estreme latitudini.

Vi è dell’altro, un qualcosa di davvero speciale, retaggio del suo remoto e ancor poco conosciuto passato: le incisioni rupestri, veri tesori tanto da essere inclusi nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. I primi petroglifi vennero rinvenuti solo negli anni ’60; da quel momento ne furono riportati alla luce diverse migliaia in numerosi siti, tra i quali spicca quello di Hjemmeluft, celebre perché è l’unico aperto al pubblico.

Questi ritrovamenti sono di fondamentale importanza per la storia di questi luoghi perché testimoniano una presenza umana fin dai tempi antichissimi. Le incisioni furono scolpite pazientemente nella dura roccia con pietre appuntite, un po’ come un’arcaica scrittura impressa su pagine di un libro creato millenni fa. Forse utilizzate per tramandare credenze popolari oppure per officiare rituali propiziatori: ancor oggi il motivo esatto per il quale vennero realizzate è avvolto nel mistero.

I soggetti più ricorrenti sono le raffigurazioni di animali e scene di caccia, pesca e di celebrazioni di culti: a ben vedere, tutti elementi che interagiscono con la natura, vista dalle antiche popolazioni come un qualcosa di sacro e pertanto da rispettare con assoluta devozione.

Nel sito di Hjemmeluft sorge l’Alta Museum, grande museo a cielo aperto e luogo ideale dove ammirare le pitture rupestri seguendo un percorso su una passerella; non solo, perchè altrettanto interessanti sono le mostre che espongono preziose informazioni dedicate alla cultura Sami.

Quest’anno vi è un motivo in più per visitare sia Alta che la regione del Finnmark: assistere alla Arctic Race of Norway, la competizione di ciclismo su strada che seguirà l’itinerario più a nord del mondo.Dal 14 al 17 agosto, atleti norvegesi e internazionali si sfideranno lungo un percorso di 4 tappe che attraverserà paesaggi fiabeschi, toccando anche il mitico Capo Nord, il punto più settentrionale d’Europa.

Una soluzione perfetta che potrà unire l’amore per lo sport e la scoperta di territori forse poco conosciuti, ma che offrono un indescrivibile, supremo e indimenticabile fascino.

Testo di Gabriele Laganà | Foto web RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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