Nuove isole di Marco Lodoli

Di bellezza ce n’è una orizzontale e una verticale. Quella abbraccia l’intero paesaggio, sorvolandone l’insieme panoramico con veloci e insaziabili colpi d’occhio. Questa, invece, affonda nelle profondità di territori minimi, scoprendone con lentezza particolari segreti, dischiudendosi solo a sguardi esperti. Roma è sicuramente della seconda specie. Roma non è un bellissimo lago, spettacolare con le sue diramazioni fra foreste e nevai, nelle cui acque nere, però, nessuno si sognerebbe mai di immergersi. La Città Eterna, al contrario, dall’alto è un roveto confuso e inospitale, ed è solo scendendo fra le sue ombre che si scoprono lidi cristallini, rive incantate, oasi agognate da cui non si vorrebbe più ripartire.

Lo sa bene Marco Lodoli, il quale, da nocchiero smaliziato, ci fa approdare nelle isole più affascinanti della Capitale, quelle neglette da ogni turista, invisibili probabilmente agli stessi indigeni. Con tono delicato, un quadro per ogni pagina, questa guida vagabonda di Roma naviga attraverso un numero di meraviglie che si comprende essere infinito come i secoli cui la città è destinata. Non si tratta soltanto di scenografie minimaliste, reperti urbani naufragati fra le inondazioni contemporanee, ma di veri e propri spazi fisici e mentali cui rivolgere la prora e in cui dar fondo all’àncora quando si voglia ritrovare un po’ di commozione, di pace, di saggezza, di vita, infine: di bellezza.

Sono angoli di quartieri, opere d’arte dimenticate, panchine perfette, orti inaspettati, chiesette e botteghe, palazzi sontuosi e cortili modesti, vicoli inesplorati e piazzette prodigiose, magie architettoniche e morali dell’unica metropoli al mondo che in migliaia di anni ha ben compreso come trasformarsi da semplice aggregato cittadino a esperienza spirituale. Perché a Roma niente può vivere se non è immerso e compenetrato nello spirito della romanità, quel particolare amalgama di cultura e noncuranza, di sapienza e menefreghismo, d’intraprendenza e pigrizia, di antichità e ironia che permette di sopravvivere ai millenni.

Lodoli è un maestro nel dipingere questi bozzetti di vita, fra ambienti pittoreschi e vicende umane; il suo è un tratto molto poetico, spesso umoristico, sempre pacatamente malinconico, profondo nel raccontare una fontana barocca, come anche la luce povera d’un lampione, la storia mirabolante di un artista del passato, o la quotidianità solitaria di un anziano.

Vorresti che questo libro non finisse mai, vorresti partire subito per Roma alla ricerca di tutti questi luoghi magici e nascosti. Di sicuro la prossima volta che ci andrai non seguirai più le guide turistiche, ma proverai a esplorare le isole incredibili di questa città unica.

Nuove isole – Guida vagabonda di Roma, di Marco Lodoli, Einaudi – Super ET, 2014, pp. 137, euro 11,50.

Testo di Andrea Nardi | Foto web RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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