Charleston, icona del mondo southern

Charleston è la città più famosa del South Carolina e icona della cultura southern degli Stati Uniti d’America. Elegante e raffinata è stata per centinaia di anni una cittadina dalle mille contraddizioni storiche e culturali.

Tra le paludi, le lunghe spiagge selvagge e gli acquitrini del sud degli Stati Uniti, sorge Charleston un tempo il più grande porto del Paese per il commercio degli schiavi. Enormi velieri salpavano dalle coste dell’Africa occidentale, trasportando le lacrime, la disperazione e i sogni infranti di centinaia di migliaia di uomini e donne strappati alla loro terra e destinati a essere venduti per il lavoro nei campi. Sul porto della cittadina si ergeva, terribile e spaventoso, il più grande mercato di schiavi del mondo. Queste povere anime venivano vendute ai ricchissimi latifondisti, proprietari di sterminate piantagioni di cotone, caffè e soia.

Charleston è icona della cultura del sud del Paese. Seppur la sua storia sia macchiata dalla vergogna del mercato degli schiavi, è stata per secoli una delle cittadine più eleganti degli Stati Uniti. Il suo lungomare è famoso in tutto il mondo, ville colorate dai porticati eleganti, lunghi viali alberati di palme, giardini lussureggianti ed esotici, a Charleston si respira l’aria calda, umida ed esotica dei Caraibi.

Durante gli anni Venti del Novecento diventò icona della vita mondana. Elegantissime feste, il jet set di tutto il Paese di riuniva qui a festeggiare la bella vita nell’epoca folle e contraddittoria del proibizionismo. Da Charleston viene il famosissimo e omonimo ballo, danza generata dalla canzone jazz di Mark Jones e Cceil Mack.

Visitare la costa della Carolina del Sud vuol dire entrare nel profondo della cultura degli Stati Uniti del Sud. Folle, contraddittoria, esagerata, conservatrice e avanguardista allo stesso tempo, la si comprende solo viaggiandoci e immaginando le sue piantagioni di cotone, l’aria calda e stantia delle paludi, la musica soul e jazz dei suoi cantanti e la sua eleganza intrinseca.

Testo di Elena Brunello | Foto web RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM