Norvegia, paesaggi fiabeschi e simpatiche curiosità

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Norvegia, terra dalla natura incontaminata, di paesaggi incantati e dall’alta qualità della vita. E con alcune simpatiche curiosità che forse non tutti conoscono. Nel sud del paese, non molto lontano dalla capitale, vi è un piccolo e caratteristico borgo, meta popolare per la possibilità di praticare numerose attività all’aperto, che fino a poco tempo fa piombava nell’oscurità per sei mesi all’anno: Rjukan.

Questa insolita situazione è conseguenza della sua particolare posizione: infatti la cittadina sorge in una profonda vallata circondata da grandi montagne che impediscono ai raggi del sole di splendere su di essa da settembre a marzo. Per godere della piacevole luce della stella vi era una sola soluzione: quella di prendere la funivia Krossobanen e salire in montagna. Ora la situazione è cambiata perché grazie alla collaborazione tra le istituzioni pubbliche del Comune, della centrale elettrica Norsk Hydro e dell’ente artistico norvegese Koro, sui vicini rilievi si è riusciti a installare tre imponenti specchi che, seguendo il movimento dell’astro, dirigono i suoi raggi in direzione dell’abitato, in modo particolare verso la piazza centrale.

Spostandosi nella Norvegia centro-settentrionale, già molto oltre la linea del Circolo Polare Artico, ecco palesarsi in tutta la loro imponenza le Lofoten, un magico arcipelago formato da montagne che spuntano dal freddo mare che si innalzano decise verso l’alto, piccole baie, insenature riparate e spiagge di sabbia bianca. E’ proprio qui che sorge una piccola località con un simpatico primato praticamente impossibile da battere, quello del centro abitato col nome più piccolo del mondo. Questo minuscolo villaggio si chiama Å ed è situato all’estremità di Moskenesoy, la più meridionale delle isole: è l’ultimo borgo della zona raggiungibile con la Strada Europea E10 che attraversa l’arcipelago.

Un ambiente selvaggio e deliziosamente colorato dalle rorbuer, le celebri casette rosse in legno dei pescatori. Una manciata di abitazioni per le poche anime che vivono dei preziosi tesori che fornisce il mare: gli essiccatoi per il merluzzo sparsi un po’ ovunque ne sono la prova. Curiosità nella curiosità è quella relativa allo stesso nome: Å, infatti, è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese. Un dato simbolico per un luogo incantato che sembra posto lì dove il mondo sembra avere un confine.

Il viaggio continua fino ad arrivare a Capo Nord, il punto più settentrionale dell’Europa continentale. Ma questa definizione è davvero esatta? Ufficialmente sì, ma da un punto di vista strettamente geografico no: infatti la vera punta estrema è Knivskjellodden, un promontorio che si spinge per circa 1400 metri ancor più a nord ed è posizionato poco lontano dalla mitica falesia.

Forse la scelta dell’odierno e riconosciuto North Cape fu dovuta a due fattori: la maggiore facilità di accesso al sito e i memorabili panorami che si ammirano dai suoi oltre 300 metri d’altezza. Eppure si potrebbe aprire un ulteriore dibattito perché in realtà, per essere ancor più precisi, l’apice nord è un altro: Kinnarodden.

In questo caso, la differenza non è legata tanto alla latitudine quanto al vero significato del termine: se per continentale si intende un territorio che non include isole, allora Capo Nord e Knivskjellodden non possono vantarsi del titolo in quanto situati su Magerøya, area che, seppur di poco, è staccato dalla terraferma. Tutto a vantaggio del già citato Kinnarodden, un remoto e isolato punto della penisola di Nordkinn che, per essere parte della terraferma, può fregiarsi del primato.

Magari, per mettere ogni dubbio a tacere si possono visitare tutte e tre le aree così da avere la certezza di aver raggiunto l’ultimo avamposto d’Europa. Al di là di tutto, ovunque si vada, si troverà un’altra sicurezza: quella di restare senza parole dinnanzi al meraviglioso spettacolo di luoghi avvolti da un ammaliante velo di magia.

Testo di Gabriele Laganà | Foto web RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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