Buttanissima Sicilia

Spietato questo viaggio in Sicilia propostoci da Pietrangelo Buttafuoco. Spietato ma lucidissimo come solo un siciliano onesto può fare. Qui non si decantano le bellezze della regione arrampicandosi con le unghie e coi denti sulle pagine patinate di un depliant turistico destinato a macerare la verità così come i finanziamenti a fondo perduto su cui giustifica la propria esistenza. Col consueto linguaggio ironicamente barocco dell’autore, invece, la Sicilia incontrata in queste pagine viene smascherata sistematicamente, presentandosi col mascara sfatto e i bigodini, le ciabatte sfondate e la vestaglia sudicia, talmente a nudo da non poter nemmeno più schermirsi dietro il solito refrain guardate-come-sarei-bella-se-solo-gli altri-mi-aiutasssero. Non esistono più gli altri: esistono solo i siciliani, e così sia, con tutte le loro colpe, da oggi fino al più profondo passato rinascimentale, quando, con la sua posizione miracolata, l’isola sarebbe potuta (dovuta) essere la più grande potenza marittima e commerciale dell’allora mondo, e invece fu sempre solo miseria.

La medesima miseria di oggi, se possibile ancora peggiore, figlia di incapacità, disonestà, falsità, marciume politico e umano. Quando e dove si vive ancora di slogan senza uscirne, quando e dove un nuovo governatore viene eletto sulla scia della propaganda anti-qualcosa (antimafia, antisprechi, antivecchio, antietero, antiRoma, antipartiti, antigovernatoreprecedente…) e regolarmente incarna lo stesso infetto immobilismo di sempre, il più totale atavico insipiente e criminogeno sado-masochismo sociale del non cambiare nulla ma parlare tanto.

Non esistono più i quadretti idilliaci su cui si voleva distogliere l’attenzione del visitatore superficiale, ingannandolo sul come la-Sicilia-non-è-solo-mafia-ma-guardate-che-meraviglia. Più nessuna meraviglia. La regione è massacrata, sporca della peggiore sporcizia, inutile, devastata, invivibile, fallita senza alcuna speranza. Nel 2014 non c’è l’acqua e non si possono aggiustare gli acquedotti: perché? Perché siamo in Sicilia. Nel 2014 si va nella bella stazione di Palermo non per prendere i treni ma gli autobus, altrimenti un viaggio fra Palermo e Siracusa durerebbe almeno otto ore, come andare in America: perché? Perché siamo in Sicilia. Nel 2014 la prima industria siciliana è quella della formazione, dove le sovvenzioni creano corsi per disoccupati tenuti da altri disoccupati che non faranno trovare alcun lavoro: perché? Perché siamo in Sicilia. Nel 2014 ancora si ricorda il reddito minimo garantito che ha prodotto la chiusura di ditte, negozi, aziende, imprese; chi aveva un lavoro si licenziava per prendere il reddito minimo garantito, fare lavoretti in nero e soffiare la pensione alla nonna; ulteriore ennesimo disastro sociale: perché? Perché siamo in Sicilia.

La Sicilia è davvero laboratorio politico per la politica nazionale, romana ma anche, oggi, europea. La Sicilia insegna ai buffoni di corte come governare da Palazzo Chigi e Montecitorio, e ai pupi coi baffi sporchi di rosso (qualcuno del partito di maggioranza di turno deve avere le emorroidi) come comportarsi a Bruxelles. I volti strafottenti e ridanciani della nuova politica hanno imparato qui a sparare menzogne a ritmi frenetici, a utilizzare la dialettica più vuota e urlata in cui la parola rivoluzione si crogiola nel suo più esatto contrario, a prendere per i fondelli gli elettori adoranti d’essere presi per i fondelli. No, non è una bella Sicilia questa visitata con Buttafuoco, ma è la medesima terra cui ci stiamo abituando a vivere nel resto del Paese, nel resto d’Europa, schiavi lobotomizzati, governati da imbelli presidenti sorridenti con la faccia di schiaffi, marionette di baroni internazionali pronti a divorarci. Amen. Un libro bellissimo, triste e coraggioso, nato dalla vergogna, redento nella sua dignità.

Pietrangelo Buttafuoco, Buttanissima Sicilia – Dall’autonomia a Crocetta, tutta una rovina, Bompiani 2014, pp. 206, euro 12,00.

Testo e foto di Andrea Nardi | RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.