Lucerna, magia d’acqua dolce

Il legame tra Lucerna e il suo lago è come quello tra Napoli e il suo mare: viscerale e appassionato. Una cittadina svizzera affascinante sulle rive di un lago cristallino, fatta di gallerie d’arte, musei, palazzi d’epoca e vicoli acciottolati.

Finchè le temperature resistono al freddo delle montagne circostanti gli abitanti di Lucerna i luzerner veraci, durante la pausa pranzo, disertano caffè e ristoranti di design, la maggior parte si accontenta di un asciugamano steso lungo la riva erbosa e i più dinamici si lanciano in escursioni in pedalò. Invece i giovani terziari con il lunch box si srotolano intorno alla fontana del KKL, il centro culturale, sala concerti e museo d’arte contemporanea ideato a bordo lago dall’archistar Jean Nouvel: con la sua mole aerodinamica ha ridisegnato lo skyline cittadino e la notte è diventato il faro che illumina le sponde del lago.

Infatti ormai il caratteristico ponte di legno con le volte affrescate, il Kappellbrucke, da sempre simbolo della città, è in secondo piano e l’offerta di concerti, mostre ed eventi che si concentrano al di là delle fantasmagoriche vetrate del KKL è l’elemento fondante del formidabile appeal di Lucerna. Sarebbe rimasta una piccola cittadina medievale se la scenografica collocazione a pelo d’acqua e sotto la mole imbiancata del monte Pilatus (la principale meta escursionistica invernale con il treno a cremagliera più ripido del mondo) non ne avesse consacrato la vocazione al turismo nella metà dell’800 con la costruzione della Banchina dei Gesuiti e della Promenade lungo il fiume Egg, l’apertura di hotel di lusso e la navigazione a vapore tra le rive del lago: la città dei cinque ponti si dipana in una geometria sontuosa di stradine e piazzette dove si iscrivono le caratteristiche fontane svizzere sormontate da colonne multicolori.

Sotto le facciate completamente affrescate dei palazzi d’epoca la vita del centro città è organizzata come un vecchio mercato e le griffe famose dell’orologeria si affiancano alle grandi catene, i wine bar ai fast food, le boutique ai negozi di souvenir. Ai patiti di Jean Nouvel è superfluo segnalare l’altra creatura dell’eccentrica archistar, The Hotel, il primo cinque stelle cittadino: in ogni stanza, sul soffitto, sono proiettate scene di sesso cult del cinema, dal ‘Casanova’ di Fellini a ‘Matador’ di Almodovar. The lounge , il bar, e Bam Bou, il ristorante asiatico allestito con un singolare gioco di specchi, sono i locali più cool di Lucerna.

La processione dei turisti dal ponte di legno porta ad un’altra celebre attrazione cittadina, ‘il leone morente’ scolpito in una parete di roccia a ricordo degli Svizzeri caduti a Le Tuileries durante la Rivoluzione Francese e definito da Mark Twain ‘uno dei pezzi di roccia più tristi del mondo‘. Più avanti è ancora una curiosità per pochi il ‘Gletschergarten’, un ghiacciaio scoperto nel 1792 sotto una casa e arricchito oggi di un museo con modelli storici e ambienti d’epoca e di uno sfavillante labirinto di specchi. Accogliente come una casa di famiglia la Galleria Rosengart rimane, dopo il Beyler di Basilea, uno degli esempi più significativi del collezionismo d’arte svizzero: ambienti semplici e a luce bassa per mostrare una serie inedita di capolavori della pittura contemporanea, Klee, Braque, Modigliani, Chagall e molti Picasso, di cui si dice che l’innossidabile e onnipresente affascinante proprietaria sia stata la modella.

L’esplorazione delle rive del lago lungo la passeggiata nel verde che congiunge i tanti imbarcadero intorno a cui vivono fiere tribù di cigni e germani le cui stirpi rivestono un posto autorevole nell’aristocrazia locale, conduce infine al Museo Svizzero dei Trasporti, il più visitato del paese insieme al Museo Olimpico di Losanna. Il motivo del grande successo non è solo nella vastissima collezione di treni, automobili, aeroplani, modelli di navi, ma soprattutto negli originali allestimenti, come il percorso che fa rivivere lo scavo della ferrovia del Gottardo, i crash test, le simulazioni di volo, la media-factory, ricostruzione di uno studio radiofonico e televisivo e la Swissarena, la fotografia aerea di 200 metri quadrati che riproduce la Svizzera su cui camminare e identificare le varie località.

Testo e foto di Emanuela De Santis | RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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