Sardegna, un mito anche sottoterra

La spiaggetta e il mare di Cala Cipolla

Nell’esotica cornice della Sardegna c’è tutto quello che il turista si aspetta; dal mare turchese alle spiagge candide, dalle tradizioni alla storia non sempre conosciutissima. Ad esempio, sono in pochi a sapere che sotto Cagliari si nasconde una seconda città fatta di vie d’acqua, sepolcri, caverne e passaggi segreti. Sopra, la città bianca, solare, levantina, sotto un regno incantato, fatto di gorgoglii d’acqua e gemiti quasi inafferrabili di assestamento, con cattedrali di incredibile bellezza e grande importanza storica. Un groviglio di ambienti, di cunicoli creato ad arte per motivi differenti. Si possono così trovare cisterne e antiche tombe e necropoli, chiese rupestri o ancora passaggi segreti.

Scendere nella Cagliari sotterranea significa rintracciare vicende avvolte dalle tenebre della storia, che ci riportano ai tempi delle dominazioni fenicia, punica e romana ed ancor più indietro, visto le scoperte archeologiche fatte nelle spelonche di Sant’Elia e nelle tombe di Monte Claro: straordinarie perché hanno accolto le tracce dei primitivi abitatori.
Nel Medioevo anche i Pisani, gli Spagnoli e i Piemontesi sfruttarono ampiamente il sottosuolo, riutilizzano l’intricato sistema sotterraneo creato in precedenza. In questo modo, dal quartiere Marina a quello di Stampace, da Villanova a Castello è un brulicare di ipogei riutilizzati un’infinità di volte dalle popolazioni che, di volta in volta, si susseguirono per dominare l’isola. Nel più alto quartiere di Cagliari, quello di Castello, al centro di piazza Indipendenza, sprofonda per un centinaio di metri il leggendario pozzo di San Pancrazio concepito dai Pisani che, nella metà del 1200 intercettarono una vena d’acqua generosissima, perché dissetò il popolo per tutto il Medioevo ed anche oltre. Anche altre aree del centro storico rievocano l’esistenza di fosse e ossari, come ad esempio quelli utilizzati per occultare i cadaveri degli appestati in via Fossario, strada che conduceva alle prigioni del carcere ecclesiastico. Sono  da vedere anche i sotterranei di piazza d’Armi, dove i saloni di una cava di pietra, risalente all’età romana, si specchiano in uno tra i più suggestivi laghi sotterranei della città: specchi d’acqua smeraldina ancor oggi navigabili. Ma il mito della Sardegna sono le coste.

E allora ecco che, lasciata Cagliari in direzione Chia, la strada conduce ad uno dei siti più affascinanti dell’isola e tra i più importanti del Mediterraneo: Nora, scalo fenicio al centro delle rotte che collegavano i grandi porti del Mediterraneo, il sorse su un lembo di terra che offriva riparo e facile approdo per le navi con qualsiasi tipo di mare. Divenne Municipium e prosperò per diversi secoli, passando dai fenici ai Cartaginesi e poi ai romani (area archeologica di Nora, info: tel. 070 9209138). Vicino a Nora, si trova Pula,  polo di attrazione coi suoi negozietti d’artigianato, i suoi ristorantini, ai suoi vicoletti caratteristici. Proseguendo  fra le insenature dorate si raggiunge Chia, una delle località più suggestive. La prima percezione  è il suo profumo intenso di ginepro, lentischio, mirto, lavanda selvatica: la macchia mediterranea che in maniera vigorosa si fa strada tra le distese immense di sabbia che formano dune altissime. Profumi e colori. E’ una zona spettacolare,  da vivere anche  quando le spiagge sono semi deserte.  La spiaggia  di Chia è lunghissima e ha alle spalle una laguna di fenicotteri rosa, cui seguono altre altrettanto belle come quella di Tuerredda, una striscia di sabbia che forma due archi e di fronte un isolotto che la protegge dal vento. Dall’alto sembra una tavolozza di colori, dall’azzurro pallido al turchese intenso, una delle più belle spiagge del Mediterraneo. Non solo spiaggia, ma anche sport: Chia, grazie al maestrale che  la fa da padrona è la meta ideale per gli appassionati di vela, windsurf e kitesurf.

Testo e foto di Graziella Leporati RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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