Castel Gandolfo tra arte e vino

Con un bel tuffo nel passato, in una antica bottega particolare, mentre si mangia in modo tradizionale nelle sale arredate con oggetti antichi e di antiquariato, si vivono momenti di gusto del palato e degli occhi. Giulio Mariani e Paolo Masi, più che soci sono amici da molto tempo ed hanno inventato un modo di far incontrare le persone, condividendo il piacere di un buon pasto con l’interesse per oggetti che piano piano stanno sempre più allontanandosi dalla nostra vita quotidiana.

Ci si accede da una scaletta, come per entrare in una cantina, dove ci sono quattro ambienti “la sala degli orologi”, “la sala delle grappe”, “la sala del confessionale” e “la sala del camino” per mangiare ottimi piatti della tradizione romana, rivisitati da incomparabili chef. L’arredo è con oggetti impossibili intorno alle tavole imbandite e, in attesa magari del pranzo si può attraversare un lunga grotta del ‘600 come in un corridoio, per arrivare alla sala opposta alla strada, dove sono raccolti arnesi della campagna, bottiglie di vino, telai, quadri, insomma qualcosa di veramente insolito, perché oltre che mangiare si può comprare, ma si può vendere le proprie cose, direttamente come un qualsiasi mercatino.

Arte e Vino

Si perché, l’antiquariato di questi appassionati è orientato verso quelle cose che ora ci riempiono il cuore di tenerezza: l’antica grattugia, il macinino del caffè, la vecchia bilancia, i giocattoli di latta, i pupazzetti di legno, il triciclo, i vecchi pattini, macchine fotografiche da rullino, dischi in vinile e tante tante altre cose del genere. I giovani non hanno nemmeno un’idea della loro esistenza e per loro venire qui è come visitare il paese dei balocchi, ma se entusiasma loro, anche i più maturi si ritrovano in un ambiente a loro molto caro, tra ricordi e sensazioni. La cucina, anch’essa dai sapori antichi, con piatti rustici molto ricchi e vari può proporre primi piatti a base di cervo o cinghiale, zuppa di funghi porcini in ciotola di pane, tacchino di castagne, bocconcini di vitella all’ortolana, cicoria farro e pecorino e tanto altro, tutto servito dagli ottimi vini della cantina, consigliati dal sommelier Paolo Masi.

La cosa bella è che quando si va a trovarli, non sembra di andare in un negozio o in una trattoria, ma veramente ci si sente come in casa da amici. L’ospitalità è il loro forte e proprio per questo una trovata geniale li differenzia dagli altri locali di ristoro: tutti i giovedì Giulio e Paolo ricevono chiunque alle 13 si trovi davanti la porta per mangiare “ciò che passa il convento” gratuitamente. Il vino, i piatti tipici, cucinati in modo semplice e con tanto amore, serviti su ciotole di legno o di coccio e bicchieri alla San Francesco con vino bianco o rosso, sono distribuiti su grandi tavoli per 8 o più persone ciascuno. Qui automaticamente si socializza con una tale facilità da far sentire tutti amici gente che non si è mai vista prima! Il motivo essenziale è far conoscere questo luogo in modo efficace, con costi minori di qualsiasi altro tipo di pubblicità, come cartelloni, manifesti, annunci. Un pranzo completo con diverse portate dal primo al dolce, per far assaggiare la loro cucina e vedere inevitabilmente tornare, anche durante la settimana a pranzo o a cena, le stesse persone entusiaste, magari accompagnate dai loro amici.

Questo passaparola, un face-book primordiale, è una vera rivelazione. “Niente male come idea! E anche più divertente per tutti. E la cosa ancora più strana è che da più di tre anni c’è ormai questa tradizione e Giulio e Paolo affermano che mai è accaduto di dover mandare via qualcuno, con una media regolare di circa cinquanta persone per volta, riuscendo a far mangiare tutti abbondantemente. Dove questo? In un incantevole posto: Castel Gandolfo a due passi da Roma, noto da sempre come la residenza dei Papi, ma l’attuale Papa Francesco ha un po’ accantonato l’idea di andarci, attualmente per i grandi impegni che ha quotidianamente e anche per l’innovativo pensiero rivoluzionario riguardo al suo ruolo, però a pensarci bene, considerando la sua personalità, ci piace immaginare di vederlo qui in un fantomatico giovedì.

Sul dorso del cratere del vulcano spento dove tranquillamente riposa il lago di Albano, la ridente cittadina conserva l’aspetto di borgo, anche se la prestigiosa piazza della Libertà con la fontana del Bernini, di fronte alla Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova e il Palazzo Pontificio gli dona un tocco veramente sofisticato. Di fronte c’è il corso della Repubblica che taglia a metà il centro storico, con tante botteghe di artigiani, tra mosaici, legni, ceramiche, trattorie, bar, pasticcerie, gallerie d’arte e naturalmente con la bottega “Arte e Vino” che sta svelando forse a tutti un bel modo di relazionare, uscendo simpaticamente dai vecchi concetti di condurre un’attività come questa, dove i nostri amici Giulio e Paolo vi aspettano tutti i giorni, ma il giovedì come graditi ospiti.

Testo e foto si Simonetta Bonamoneta | RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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