Istria, alla scoperta di Pola e delle Isole Brioni

Il triangolo della penisola istriana bagnato dall’Adriatico è una terra piena di contrasti, con una natura selvaggia ricca di storia e grandi tesori d’arte, dove spiccano alcune perle come Pola, che i Romani trasformarono in uno dei centri mercantili più importanti di questo mare. La arricchirono di molti monumenti simboli di una prestigiosa città romana, con un anfiteatro del II° secolo a.C molto simile a quello di Roma, ma più piccolo e slanciato, in cui oggi si tengono spettacoli e concerti, 22 mila posti a sedere facevano di questa arena la sesta in ordine di grandezza di tutto l’Impero romano.

La leggenda narra che fu costruito da Augusto e ampliato da Vespasiano per amore di una donna, e a guardarlo bene le sue linee morbide ce lo confermano. Così oggi Pola ha un carisma particolare, intriso di storia veneziana, derivatole da quattro secoli di dominazione della Serenissima, di cui conserva numerosi elementi negli edifici del centro storico, mescolati con altri dell’Ottocento, custodendo anche alcuni interessanti esempi del passato splendore con la dominazione austriaca: caratteristici eleganti caffè, teatri signorili ed edifici pregiati, tutti contrassegnati da quel tocco viennese. Attualmente, tutto ciò viene gelosamente conservato nell’isola pedonale, con la grande piazza e il tempio di Augusto, il Palazzo Ducale, tipiche stradine ed altri edifici rinascimentali.

Animali al pascolo

Questo concentrato di storia prende vita con le allegre grida di bambini che si rincorrono spensierati in questa splendida giornata di sole. A due passi il mare abbraccia la città, offrendo una vasta scelta di spiagge immacolate e calette rocciose. Un po’ più distante, la rinomata località Punta Verudela, su cui predomina il recente villaggio turistico con l’Hotel Park Plaza nato appena due anni fa, immerso in una vegetazione di un verde intenso, punteggiato da tante piccole case colorate, sparse lungo la baia, che vivacizzano il paesaggio: ormai un vero paradiso per gli amanti del mare.

Da Pola, con una manciata di chilometri, è bene non perdere l’occasione di visitare il Parco Nazionale delle Isole Brioni (Brijuni in Croato), prendendo il traghetto da Fazana, che con una rapida navigazione ci porta alla scoperta di una rigogliosa esotica vegetazione, popolata da numerose specie di animali, portati in dono al Maresciallo Tito da Capi di Stato e divi del cinema, la sua passione, quando aveva qui la residenza estiva. Ora la sua collezione di foto ricordo è divenuta Museo. In seguito gli animali divennero così numerosi che Tito pensò bene di creare un safari-park, dove quei “doni” potessero essere ammirati in un ambiente idoneo e soprattutto in totale libertà.

Un universo tutto da scoprire fatto di resti di castelli, rovine romane come quelle della baia Verige e boschi impenetrabili con sculture di animali preistorici e orme di dinosauri, cinque chiese e una basilica del V secolo, oltre a un campo da golf con un green a 18 buche. E’ molto interessante ammirare così questi luoghi protetti e incontaminati, con una riserva ornitologica e tre zone umide con struzzi, zebre, antilopi, elefanti, daini, cervi pomellati e mufloni che brucano tranquillamente tra questi accoglienti boschi circondati dal mare.

Un contesto naturale unico voluto inizialmente dal suo più grande ammiratore di queste isole: il magnate dell’acciaio Paul KupelWieser. Lui dal 1893 si innamorò perdutamente di tutto l’arcipelago, acquistandolo quando le isole furono abbandonate dalla Marina asburgica.

Alberi secolari alle Isole Brioni
Alberi secolari alle Isole Brioni

In un paio di decenni lo bonificò dalla malaria, liberò il suolo dalla macchia collocando migliaia di alberi, riorganizzò i siti archeologici, realizzò 50 km di sentieri e piantò vasti vigneti che davano un vino pregiato esportato a Vienna e a Budapest, insieme ai formaggi prodotti dagli allevamenti di Brioni Maggiore. Quando infine, l’industriale costruì anche il porticciolo e quattro lussuosi alberghi, tutto questo naturalmente contribuì a farne una meta ricercatissima e di gran classe per il turismo d’elite.

Con la crisi del 1929 il magnate dell’acciaio non resse alla catastrofe e si suicidò, ma le quattordici isole Brioni continuarono a richiamare fino alla Seconda Guerra Mondiale un turismo d’eccellenza, rimanendo sempre sinonimo di bellezza ed eleganza, come d’altronde, pensarono lo stilista Gaetano Savini e il sarto Nazareno Fonticoli che adottarono proprio il nome Brioni Brand, al loro esordio nella moda, che avvenne nel 1945 e scelsero di chiamarsi come l’arcipelago, perché solo il nome faceva già venire alla mente raffinatezza e stile, che confermarono divenendo uno dei più prestigiosi marchi italiani.

Oggi le isole stanno rivivendo lo splendore del passato, ma si possono visitare esclusivamente accompagnati da guide locali a piedi o in bicicletta e col trenino elettrico, considerando anche che dal 2004 si è ripreso a disputare il torneo internazionale di polo, rientrando silenziosamente ed elegantemente a far parte del nuovo jet set.

Info utili

Come arrivare: per fare una cosa diversa si può arrivare a Pola prendendo l’aliscafo da Venezia di 3 ore e mezza circa, con 5 corse a settimana per sbarcare direttamente al porto, mentre per raggiungere le isole Brioni si parte da Fasana, a pochi chilometri da Pola con frequenti battelli e diverse possibilità di escursioni.

Quando andare: le isole Brioni si possono raggiungere durante tutto l’anno prenotando al tel. +385 (0) 52 525 883 i 525 882 o al Parco Nazionale Brioni di Fasana,. Tra novembre e marzo si può andare solo su richiesta.

Dove dormire: consigliamo di alloggiare un po’ fuori Pola, sulla bella Punta Verudela, una zona balneare nata da pochi anni che attira molto per le sue strutture, la bellezza dei luoghi e il confort degli alloggi. Qui c’è l’Hotel Park Plaza con una zona residenziale adiacente, che permette di avere anche appartamenti e quindi più indipendenza.

Dove mangiare: a Fazana proprio sul porto, magari in attesa del traghetto consigliamo di assaggiare la cucina locale del ristorante Konoba Feral, dove la specialità è il brodetto e tanti altri piatti tradizionali di carne o pesce freschissino.

Linkutili: Sito del Turismo in Croazia

Testo di Giuseppe Barbieri | Foto di Giuseppe Barbieri e Zirojevic| RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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