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Volpedo, sulle tracce del Quarto Stato

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Volpedo, sulle tracce del Quarto Stato

Ecco un suggerimento per un fine settimana diverso dal solito. Dimenticando gli enormi musei della grandi città d’arte, vi suggeriamo di visitare la provincia italiana, spesso altrettanto ricca di sorprese. Volpedo è un bellissimo borgo dell’Alessandrino, Piemonte, dove nacque e morì il grande artista Giuseppe Pelizza da Volpedo, autore del rivoluzionario Quarto Stato.

Nel 2006 Volpedo è entrata a far parte della lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Collocato tra la pianura e le colline piemontesi, ha un impianto tutto ottocentesco che facilita l’immedesimazione nell’epoca del grande artista divisionista.

Giuseppe Pelizza da Volpedo (1868 – 1907) nacque in questo paesino piemontese, che gli rimase e nel cuore e in cui ambientò molti sei suoi quadri. Il Museo dedicato a questo grande artista si trova in quell’edificio che funse da studio a Pelizza durante i suoi anni lavorativi. Fatto costruire dal pittore nel 1888, venne riaperto al pubblico nel 1994.

Amico di Hayez, Segantini e Fattori, Giuseppe Pelizza da Volpeod indagò a fondo l’Uomo nelle sue manifestazioni più intime come quelle più collettive. Lo studio è pieno di schizzi, disegni, progetti, oggetti personali e bellissimi quadri realizzati dall’artista. Alla parete d’entrata è esposto il quadro La Notizia, profonda e consapevole analisi dell’emotività umana; una donna bellissima si lascia cadere su una poltrona, nelle mani una lettera, gli occhi rassegnati e spaventati.

Pelizza fu però anche l’autore di un’opera che, come poche, racconta la grandiosità della collettività umana: il Quarto Stato, enorme quadro che raffigura la marcia dei lavoratori e contadini uniti dalla volontà di sciopero e protesta contro la classe dirigente. Un’opera titanica nella storia dell’arte.

Il Museo di Volpedo racconta questo e tanto altro del Piemonte. Racconta della provincia alessandrina e dei suoi tesori nascosti, di un mondo più intimo, ma altrettanto profondo e cruciale nello sviluppo della sensibilità artistica di Ottocento e Novecento. Aperto solo nel fine settimana dalle 16 alle 19 con ingresso gratuito.

Testo di Elena Brunello | Foto web RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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