Arcobaleno di Luna

Alessandra spiega che questi fenomeni molto rari sono possibili grazie ad alcuni fattori che devono verificarsi contemporaneamente: il cielo particolarmente buio, la luna piena, la presenza di umidità portata dalle nubi dopo la pioggia, l’assenza dell’effetto “spray”, il lungo tempo di esposizione dello scatto che deve essere effettuato dopo il tramonto. La fotografa racconta la sua entusiasmante esperienza: “Le nuvole pian piano si sono diradate, dopo una breve e leggera pioggia e la luna appariva piena in un cielo molto buio dopo il tramonto; ho deciso di scattare pensando alle condizioni favorevoli, senza però avere nessun supporto visivo. Il passaggio successivo è ovviamente il controllo del file Jpeg-RAW per verificare la presenza o meno del fenomeno: un’emozione infinita per il risultato ottenuto. Un progetto come questo nasce dallo studio delle condizioni atmosferiche, dalla pianificazione e dalla verifica dei dati che devono restituire la sicurezza della realizzazione dello scatto, così come voluto.
Questo straordinario scatto è il risultato dell’incontro tra ricerca, studio, passione e l’unione tra pazienza e tenacia. La fotografia, secondo Alessandra, in questo caso, è la scoperta, attraverso “l’occhio artificiale” della fotocamera, di una realtà che altrimenti ci sarebbe negata. All’occhio umano l’arcobaleno lunare appare, infatti, bianco. Più che mai la fotografia è da considerarsi una disciplina a supporto dell’intero mondo scientifico.
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