Viaggio sulla cometa Churyumov – Gerasimenko

Ventotto minuti e venti secondi di attesa per l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, e per il mondo intero. Questo il lasso di tempo che ha impiegato il segnale lanciato dalla sonda robot Rosetta per comunicare agli uomini che era atterrata, dopo un lungo viaggio di dieci anni, sulla superficie della Cometa Churyumov – Gerasimenko. Un viaggio iniziato il lontano 2 marzo 2004 e terminato ieri, il 12 novembre 2014, sulla superficie tagliente di un fossile antico 4 miliardi e mezzo di anni.

Fin dall’alba dei tempi l’Uomo è stato affascinato dalle comete, corpi di ghiaccio che, quando passano vicino al Sole, rilasciano condensa e polvere, brillando come astri. Le comete dei presagi funesti e le comete del buon augurio, come quella che, secondo il Nuovo Testamento, brillò sopra la grotta in cui nacque Gesù Cristo nell’Anno Zero. Il termine deriva dal greco komé, chioma, come quella che luccica intorno all’asteroide che passa vicino a una stella. Si pensa che le comete siano residui di ghiaccio, metano e biossido di carbonio rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui si formò il Sistema Solare. Per questo motivo nel corso del XX e XXI secolo hanno attratto la curiosità degli studiosi delle principali agenzie spaziali del mondo.

Ieri il lander Philae, dopo essersi sganciato dalla sonda che ha viaggiato per quei 500 milioni di chilometri che separano Churyumov – Gerasimenko dal centro di controllo dell’operazione in Germania, ha comunicato che era sbarcato. Philae fu scelto come nome per ricordare quell’isola lungo il Nilo in cui venne ritrovato l’obelisco che aiutò una squadra di archeologi a decifrare la leggendaria Stele di Rosetta.

Nei prossimi 3 mesi Philae comunicherà alla terra informazioni sulla composizione del nucelo, dei gas e degli amminoacidi presenti sulla Cometa, per studiare da vicino quelle composizioni chimiche che per prime determinarono la vita sul pianeta Terra. Un viaggio lungo dieci anni per studiare un viaggio ancora più antico, quella del nostro Sistema Solare, della Terra e, ancora più commovente, quella della Vita stessa.

Testo Elena Brunello| Foto e video ESA| RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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