Lovanio, brindisi fiammingo

Testo e foto di Arturo di Casola

La città delle birre, delle architetture gotiche e del bar più lungo del mondo. Viaggio nelle Fiandre alla scoperta di Leuven.

Beviamoci una birra. Fosse facile, almeno in un posto come il Belgio che, dall’alto dei suoi 400 tipi di birre diverse, si fregia del titolo di paese birraio per eccellenza. E così Lovanio è considerata la piccola capitale della birra del Belgio, visto che ha sede qui Stella Artois, il primo produttore al mondo di birra grazie ai vari marchi detenuti in tutti i continenti. Sempre a Lovanio, città tra l’altro in cui si arriva in treno dall’aeroporto di Bruxelles in minor tempo che nella stessa capitale, Zythos, si tiene a fine aprile l’unico festival dedicato solo a birre belghe, in cui si ha la possibilità di assaggiare circa 300 tipi di birre diverse.

Lovanio

Il bello, poi, è che a Lovanio, centro universitario di prim’ordine, con il primato di avere la più antica università cattolica esistente, risalente al 1425, si è sviluppata tutta una gastronomia attenta alle birre, con menu appositamente creati e sommelier specializzati per consigliare ed abbinare le birre giuste. O meglio, abbinare i piatti alle birre e non viceversa. Perché, anziché sceglierne solo una, le birre andrebbero abbinate una per piatto: proprio come si fa con il vino. A riprova, nei menu il wine matching, o paring che dir si voglia, diventa beer matching. E nei ristoranti più di rango accanto a ogni tavolo c’è un tavolinetto su cui appoggiare -e forse esibire come trofeo- tutte le bottiglie di birra, diverse l’una dall’altra, consumate durante il pasto. Come accade al Land aan de Overkant, ristorante dal design accattivante e dal nome curioso –la terra dall’altro lato o qualcosa di simile-, visto che proprio di fronte al locale c’è il carcere. Qui -al ristorante e non nel carcere naturalmente- un simpatico sommellier illumina su birre e abbinamenti e anche su un’altra cosa: sul fatto che bisogna, comunque (difficile…), bere con moderazione, non per paura di finire nel carcere di fronte, ma perché la polizia è fiscale e multa non solo chi, la sera, circola su due ruote senza il faretto, ma anche chi ha bevuto troppo.

E in una città come Lovanio piena di biciclette e dalle dimensione compatte, può essere un problema perché anche al ristorante di solito si va su due ruote. Ma niente paura, ancora il nostro sommellier birraio consiglia come reggerle tutte senza ubriacarsi: berne solo un paio di dita per ciascuna, non l’intera bottiglia. Che abbiano, a Lovanio, esteso il

Lovanio by night

test del palloncino anche ai ciclisti ? Non si sa. Intanto, al Trente, un altro bel ristorante con cucina creativa accompagnata da birre di tutto punto, hanno dimostrato che si possono creare ottimi piatti anche in una cucina piccolissima; più piccola di quella di molte case e senza un’altisonante brigata di chef e sous-chef. Ma birra e cucina a parte, Lovanio è una bella città in cui non manca niente: belle strade, negozi interessanti, gastronomici e non, palazzi antichi –basti pensare al Palazzo del Comune in stile gotico, uno degli più edifici più belli e fotografati del Belgio– e finanche architetture colorate e contemporanee nei dintorni della stazione, dove hanno brillantemente risolto il problema del’attraversamento del fascio di binari da un parte all’altra della città con una aerea passerella con tanto di ascensori e utilizzata anche dalle biciclette. E la sintesi di questi due aspetti della città, antica e moderna, è rappresentata dall’M-Museum, un museo con una vastissima superficie espositiva, nato dall’incontro di due edifici antichi e due moderni e che espone insieme old masters e arte contemporanea. E nella visita si può seguire anche un itinerario a tema gastronomico.

Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Vai alle info utiliSfoglia  il magazine

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.