Malesia e Borneo

di Elena Brunello

Giungle, cascate, vulcani e mari cristallini. Quando il Sole si inabissa e tinge l’acqua e la terra di viola, rivivono le leggende di Salgari. Corsari e avventurieri della giungla prendono vita dalle sagome oscure della Natura.

Seduto alla sua scrivania, tra XIX e XX secolo, lo scrittore italiano Emilio Salgari immaginava un mondo esotico e miserioso dove, lentamente, dai profili della giungla intricata e dagli infuocati orizzonti tropicali prendevano corpo e vita le sagome di eroi orientali destinati a entrare nell’immaginario leggendario dei lettori europei. Così i tramonti roventi venivano inghiottiti dalla notte stellata per generare pirati dagli occhi profondi come il mare e neri come l’ebano. Corsari come Sandokan e Yanez de Gomera e avventurieri della giungla navigavano il Mare Cinese e si inselvavano nel cuore profondo e tenebroso della giungla tropicale del Borneo, dell’Indonesia e della Malesia.

Sandakan, da cui il nome dell’eroe salgariano che con la sua scimitarra combatteva contro il colonialismo inglese, è una città del Borneo; il suo nome significa “pegno scaduto”, rifacendosi a una leggenda che vuole che la città fosse stata lasciata in pegno dal sultano di Sulu come garanzia di un prestito che non venne mai restituito. Isola gigantesca, il Borneo è bagnato dalle acque del Mare Cinese ed è diviso nel suo territorio tra Malesia, Indonesia e Brunei. Le sue cime e le sue colline sono ricoperte da una spessa e densa coltre di alberi di teak, bambù, sandalo ed ebano. La sua terra produce minerali preziosi come l’oro, i diamanti, il petrolio e il carbone. Svetta, a 4094 metri sul livello del mare il Monte Kapuas con la sua natura sfolgorante; su tutta l’isola abitano 221 specie diverse di animali, più di 400 diversi uccelli e 15,000 specie diverse di piante e fiori.

Orango Tango del Borneo

Il Borneo è anche l’unico habitat rimanente dove sopravvivono l’orangotango, l’elefante del Borneo, l’orso malese e il rinoceronte di Sumatra. Il Borneo è l’Eden di chi viaggia all’avventura, un luogo dove la natura regna ancora indomita. Dai trekking nel Parco Nazionale del Kinabalu, alle mangrovie e alla giungla intricata della Danum Valley alle pietre Patrimonio UNESCO del Parco Nazionale di Gunung Mulu, dove la Royal Geographic Society esplorò negli Anni Settanta delle imponenti formazioni rocciose carsiche immerse nella foresta equatoriale. Il Borneo è anche il mare selvaggio dei coralli dell’arcipleago di Sabah Sempurna, il mare cristallino delle isole di Kalimantan Sangalaki, dove nuotano indisturbate mante gigantesche e tartarughe marine. Di notte, nel cuore della giungla, la tribù Kelabit, nascosta nel profondo dell’altopiano di Sarawak, danza al suono ancestrale del corno, riportando il visitatore al mondo arcano dell’Uomo e la Natura. Al largo del Borneo, nel Mare di Celebes, si staglia il profilo dell’isola malese di Sipadan, un lembo di terra fatta di coralli viventi che crescono sulle pendici di un cono vulcanico oramai estinto. Questo piccolo paradiso terrestre si trova nel cuore del bacino Indo-Pacifico, uno degli habitat marini più ricchi di vita al mondo; più di 3,000 specie di animali, tra cui le tartarughe di Hawksbill, gli squali balena e le mante gigante e centinaia di coralli ne fanno una delle migliori destinazioni per le immersioni subacquee.

Risalendo la penisola della Malesia si incontra la piccola isola di Pulau Tioman, al largo della costa orientale del paese. Si narra che l’isola nacque dal corpo di una bellissima principessa che volava, nelle sembianze di un drago, dalla Cina verso Singapore per incontrare il suo amato principe. Rapita dalle bellezza del mare si tuffò nelle sue acque trasformandosi allora in isola per mai più abbandonare quei posti meravigliosi. La natura selvaggia di questo posto, eletto dalla rivista Time Magazine come una delle isole più belle del mondo, non è ancora stata raggiunta dal turismo di massa e gli alloggi, le spiagge e i ristoranti sono perlopiù gestiti da famiglie locali. Dalla parte opposta della costa si incontra invece Malacca, capitale dell’omonimo stato federale e inserita nel 2008 a far parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Il centro storico è dominato da architetture coloniali portoghesi, olandesi e britanniche, risalenti al periodo compreso tra il XV e il XVI secolo, quando fu il centro culturale e politico della Malesia. Quartieri cinesi, la piazza olandese dominata dal più antico edificio olandese della città, il Stadhuys, la Christ Church e la Porta de Santiago che conduce all’A Famosa, un enorme fortezza costruita nel 1511 con i materiali di antiche tombe e moschee.

Pulau Tioman

Fu però Kuala Lumpur a rubare il primato di città più importante del paese a Malacca. Le Torri Gemelle Petronas sono un simbolo della città e furono gli edifici più alti del mondo, fino a che non furono sorpassate dal Burj Khalifa di Dubai. Ottantotto piani di acciaio, cemento e vetro che riproducono i sistemi geometrici dell’arte islamica e tra i quali si allunga un ponte che collega le due torri gemelle. Kuala Lumpur è una città modernissima e vivace, dove, in un mix di tradizione indiana, cinese e malese, si fondono tradizione e innovazione. Poco a nord ovest di Kuala Lumpur, a circa 3 ore di macchina, si trovano le Cameron Highlands: distese vastissime di verde lussureggiante scoperte da Sir William Cameron nel 1885 e popolate di cascate, fiumi, piantagioni di tè, laghi e foreste tropicali. Spingendosi più a nord si incontra il Parco Naturale di Taman Negara, 4342 metri quadrati di foresta primaria, tra le più antiche del mondo: forse il luogo meno intaccato dalla civilità in questo paese. All’interno del parco si trovano numerose attrazioni legate all’ecoturismo, al mondo della geologia e della biologia. Qui vivono indisturbate tigri malesi, riconceronti di Sumatra ed elefanti.

Ancora più a settentrione si trova lo stato di Penang, dove sorge la cittadina coloniale di Georgetown, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO e situata nell’angolo nord-orientale dell’isola di Penang. Chiamata così in onore del re britannico Giorgio III, la sua popolazione è di origine cinese la sera, tra i vicoli di casette colorate, le strade si animano quando la popolazione locale si gode le lunghe e tiepide serate tropicali. E ancora le isole Perhentian e Langkawi. La prima è una meta prescelta dai viaggiatori zaino in spalla,soprattutto la più piccola delle due isole, paradiso delle immersioni subacquee. Langkawi, collegata alla terraferma attraverso un servizio di traghetti e un aeroporto, è forse invece una delle destinazioni più famose del paese; la versione malese di Phuket. Qui, si trova un lago consacrato alle giovani donne. La leggenda vuole che le fanciulle che qui pregano abbiano maggiori possibilità di avere figli, motivo per cui il lago è conosciuto come Pregnant Maiden Lake. ? eb

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