La Sartiglia di Oristano

di Elisa Bosco

Ad Oristano, in Sardegna, l’ultima domenica e l’ultimo martedì di carnevale piovono stelle. Anzi, la stella, quella dorata a sei punte, simbolo e trofeo di una delle manifestazioni più antiche e celebri di tutta l’isola: la Sartiglia. Durante i giorni della corsa tutto si ferma, e tradizione, mitologia e costume si fondono per dare vita ad un’ atmosfera che, come spesso accade in Sardegna, è possibile spiegare e capire solo se la si vive di persona.

Si tratta di una celebrazione antichissima, le cui origini risalgono probabilmente all’epoca delle crociate e alla tradizione cavalleresca di giostre e tornei. Ci sono tuttavia alcuni aspetti più caratteristici che rimangono ancora in parte avvolti da mistero, come ad esempio l’origine ed il significato vero delle maschere che i cavalieri portano sul volto e che sono ormai diventate simbolo di questo evento e non solo.

I documenti più antichi in cui si parla della Sartiglia risalgono al 1500, periodo in cui si parla di una “Sortilla” organizzata in onore dell’imperatore Carlo V, mentre documenti successivi ne confermano la continuazione praticamente ininterrotta nel tempo fino ad oggi.

Le Fasi

Cosi come una piêce teatrale che va in scena ormai da secoli, anche la Sartiglia ha il suo copione ben preciso, i suoi attori e i suoi atti.

I giorni della celebrazione sono due, domenica e martedì, in ognuno dei quali il copione si ripete identico ma cambiano i protagonisti: Gremio dei contadini la domenica e Gremio dei falegnami il martedì. Possiamo descrivere i Gremi come le diverse fazioni, una legata a San Giuseppe e l’altra a San Giovanni.

La mattina di entrambi i giorni inizia con la Vestizione, passaggio molto suggestivo durante il quale su Componidori (il capo corsa), dopo aver visitato le scuderie e raggiunto la casa del presidente del Gremio, viene abbigliato, secondo un vero e proprio rituale, di tutti gli abiti e gli accessori tipici del suo ruolo. La vestizione è un momento molto solenne, intimo e simbolico che e viene eseguito dalle donne.

Un corteo di cavalieri, tamburini e trombettieri, accompagnati dalla cornice degli antichi e stupendi costumi della tradizione sarda si snoda per le strade del centro storico fino a raggiungere la zona in cui è appesa la stella, al di sotto della quale il triplice incrocio di spade tra il su Componidori e il suo secondo, segna l’inizio della corsa vera e propria.

Quello che accade dopo non è facile da descrivere. L’atmosfera che si respira in quei mometi è davvero particolare. È Come se tutto, incluse le centinaia di persone presenti si fermasse avvolto in un silenzio fatto di attesa, rispetto ed emozione, e rotto soltanto dallo scalpitio degli zoccoli del cavallo lanciato al galoppo e che culmina nel suono metallico della stella nel momento in cui viene colpita.

Per alcune ore è quindi un susseguirsi di cavalieri (alcuni anche donne, che sono di solito molto brave) rappresentanti delle diverse zone della Sardegna, che si sfidano ad infilare la stella.

Nel pomeriggio ha luogo la corsa delle Pariglie, che si svolge invece in un percorso al di fuori delle mura della città, lungo un antico percorso in cui tutti i cavalieri danno invece prova di abilità e destrezza compiendo pericolose e spettacolari evoluzioni.

Finita la corsa, ci si avvia alla fase della Svestizione, in cui la maschera viene deposta e su Componidori torna ad essere solo un cavaliere.

Oltre alla Sartiglia:

Presenza tipica della tradizione oristanese e di origine molto antica, la Vernaccia di Oristano è protagonista almeno quanto stelle e cavalieri. Vino dalla gradazione alcolica piuttosto elevata (tra i 15 e i 18 gradi) dalla tonalità dorata ma piuttosto carica ed un profumo tipico delicato, viene solitamente consumato come aperitivo o per accompagnare i dolci. Prodotto da uve selezionate e a maturazione avanzata,  raggiunge la sua piena maturità dopo un affinamento di almeno tre anni.

I dolci da provare tra una stella ed un sorso di vernaccia: in primis zeppole e mostaccioli, tipici del periodo del carnevale, ma anche tutti quelli della pasticceria a base di mandorla o di ricotta, come pardule e formaggelle.

Quando

SARTIGLIA 2015

Domenica 15 febbraio – Sartiglia del Gremio dei Contadini

Martedì 17 febbraio – Sartiglia del Gremio dei Falegnami

Prezzi per le tribune dai 10 ai 40 euro per la corsa della stella; dai 20 ai 40 per quella delle pariglie. La Vestizione non è aperta al pubblico, mentre l’ingresso alla vestizione è libero.

Foto Elisa Bosco | RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE

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