Roma vestita di sogno

di Giuseppe Barbieri

Un secolo di Storia del Cinema, attraverso l’arte dei grandi costumisti italiani

Palazzo Braschi a Piazza Navona, dal 17 gennaio al 22 marzo 2015, ospita in un ambiente fiabesco la mostra I Vestiti dei sogni dedicata all’eccellenza italiana dei  costumi per il cinema, con stilisti come Piero Tosi, Danilo Donati, Milena Canonero  e Gabriella Pescucci.  Un percorso dalle origini ai giorni nostri, dalle dive del muto a La grande bellezza.

All’ingresso i visitatori vengono accolti dai costumi di Daniela Ciancio del film Premio Oscar di Sorrentino, indossati dal protagonista Tony Servillo, che impersona  Jep Gambardella: un completo spezzato in giacca rossa e pantalone bianco, che per  quel taglio e quei colori, sono già divenuti un cult; a fianco la cappa in raso blu di  Sabrina Ferilli, in Ramonda. Da questa prima vetrina è tutto un susseguirsi di  emozioni, da quando il cinema italiano, agli albori, già primeggiava nel mondo, fino  ai nostri giorni.  Emozioni che guidano il visitatore alla scoperta di una mostra che vuole superare lo  stereotipo della galleria di abiti, per far risaltare il senso di un’alta scuola, di un’antica tradizione artigiana italiana che ha fatto grande il cinema: quella dei disegnatori di costumi e di chi poi li ha realizzati; case come Tirelli costumi, Annamode, Costumi d’Arte, Devalle, Farani, Maison Gattinoni, The One, Sartoria Cesare Attolini e gli atelier Pieroni, Rocchetti, Pompei.

I vestiti dei sogni raccoglie oltre 100 abiti originali, decine di bozzetti e una selezione di oggetti, tra i quali spicca “l’unicum” della pressa, che un maestro come Danilo Donati costruì per foggiare i costumi del Satyricon di Federico Fellini. Ritroviamo Piero Tosi (per Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica), Danilo Donati (per Il Casanova di Federico Fellini e Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini); e poi Giulio Coltellacci per La decima vittima di Elio Petri; Franco Carretti per Giù la testa di Sergio Leone; Gianna Gissi per Il marchese del Grillo di Mario Monicelli; Ugo Pericoli per Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini; Lina Nerli Taviani per Habemus Papam di Nanni Moretti; Ursula Patzak per Il giovane favoloso di Mario Martone e, in anteprima, Massimo Cantini Parrini per l’imminente film di Matteo Garrone, Il racconto dei racconti.

“Questa mostra – racconta il direttore della Cineteca di Bologna, con il curatore Gian Luca Farinelli – è divisa in due parti: percorso principale e col­lezione permanente. Quest’ultima è la parte più libera, in cui si è scelto di collocare i costumi in un dialogo ispirato ai dipinti esposti nella collezione di Palazzo Braschi. Tra gli abiti, quelli di un film che si è appena finito di girare: i costumi realizzati da Massimo Cantini Parrini per il nuovo film di Matteo Garrone, Il racconto dei racconti. Un’opera che ancora deve vedere la luce dello schermo”.

Il percorso principale, invece, porta avanti il susseguirsi di un secolo di scuola italiana, snodandosi nelle prime dieci sale, con un suo coronamento nel salone dedicato alla Sartoria Tirelli, per festeggiarne il cinquantenario, e si chiude con la sala dedicata agli incantevoli abiti del film Marie Antoinette.

In questa esposizione si è dato particolare accento alla denominazione di scuola, che si è voluta attribuire alla tradizione italiana, come un’autentica trasmissione del sapere. Novarese è allievo di Caramba; De Matteis e Gherardi di Sensani; Tosi della De Matteis, e indirettamente, attraverso Visconti, di Sensani, così Donati; Pescucci è allieva di Tosi, e Millenotti di Pescucci, in quella fucina creativa che è stata ed è la Sartoria Tirelli; Canonero, infine, seppur più libera e sganciata dal contesto italiano, proprio quest’anno esordisce alla regia con un documentario su Piero Tosi.

Una mostra di abiti come questa, al di fuori di tale contesto si sarebbe trasformata in una rassegna di fiori appassiti, ma con l’intervento di uno dei più valenti direttori della fotografia del cinema contemporaneo, insieme al grande artigiano e sperimentatore di luci Mario Nanni della Viabizzuno, questo percorso nella storia del cinema è divenuto magico, restituendo vita alle stoffe e ai colori, già visti sullo schermo: mancano solo i personaggi a noi familiari, ma con stralci di pellicola dei relativi film proiettati in ogni sala, l’atmosfera diventa veramente reale e piena di magia.

Dal martedì alla domenica ore 10.00 – 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Chiuso il lunedì

Museo di Roma Palazzo Braschi. Piazza Navona, 2 – Piazza San Pantaleo 10

Ideata e realizzata da Fondazione Cineteca di Bologna ed Equa di Camilla Morabito

Tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

Web www.museodiroma.it; www.cinetecadibologna.it;

Foto web | Riproduzione riservata © LATITUDESLIFE.COM

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.