Vienna: i mondi del cielo raccolti nel Museo dei Globi

Testo di Giuseppe Barbieri

Quanto è infinito il cielo e quanto ha accompagnato l’uomo per tutto il suo

percorso verso l’evoluzione!

Intimorisce, affascina, ispira, seduce, ma è sempre il più grande mistero della vita. L’astronomia, parola che significa

letteralmente legge delle stelle, è sicuramente uno degli studi più antichi e ricchi di meraviglie. Viaggiatori e naviganti impararono presto a consultarne la posizione per orientarsi nel loro cammino. La via principale percorsa inizialmente dagli antichi studiosi fu correggere le errate interpretazioni delle umane sensazioni, quando si percepiva che la terra stesse ferma e il sole girasse intorno ad essa. Alla certezza di questa difficilissima teoria venne automatico concretizzarla con la realizzazione dei primi globi celesti.

Celestial Globe

Una piccola carrellata di tanto sviluppo si può scoprire a Vienna, dove a Palazzo Mollard insieme alla Biblioteca Nazionale Austriaca esiste il Museo dei Globi, l’Istituto che si occupa della collezione e della presentazione al pubblico dei globi terrestri e celesti, della terra, della luna, insieme agli appropriati strumenti per il loro studio.

Il Museo espone nei locali di esibizione la più grande collezione di globi al mondo e tutti gli sviluppi di tale scienza, spiegati ad un pubblico di tutte le età in modo semplice e chiaro, con tutte le descrizioni a fianco di ogni oggetto, in una ambientazione “celestiale” tra proiezioni multimediali.  Qui si dà al visitatore una spiegazione approfondita sulle nozioni cartografiche e cosmografiche sviluppate e mutate nel tempo, contribuendo a svelare i segreti del cielo e della terra. La mostra è permanente e avvia i visitatori alla scoperta di meravigliosi oggetti, oggi superati, ma che nel corso della storia hanno rappresentato la base delle nostre evoluzioni concettuali dell’universo. All’interno, tra oggetti tridimensionali e presentazioni digitali del mondo antico, viene rappresentata la progressione tecnologica nelle varie epoche. Una sala speciale è dedicata alla “Galleria dei  Collezionisti“, nella quale sono esposti splendidi e preziosi oggetti privati. Tra questi il pezzo più vecchio trovato in Austria è il globo terrestre di Gemma Frisius del 1536, unico nella sua specie, proveniente dalla collezione di Rudolf Schmidt di Vienna, in prestito permanente.

Attualmente la raccolta contiene più di 700 oggetti di cui molti realizzati prima del 1850 e per questo è secondo solo al Museo Nazionale Marittimo di Greenwich nel Regno Unito. Naturalmente, con la sua attiva e continua acquisizione, si prevede che proseguirà a crescere sempre di più, con lo scopo di ricercare oggetti speciali prodotti prima del 1950, soprattutto quelli che illustrano qualcosa di significativo per il futuro della globologia, compresa la letteratura specifica, manuali, enciclopedie, periodici e servizi giornalistici riguardanti la storia di tale materia.

Facciata Museo dei Globi

La storia dei globi risale all’antica Grecia, circa al 360 a.C. Successivamente, Eudosso di Cnido, matematico e storico greco studioso e studente di Platone, fu il primo ad introdurre il mappamondo astronomico e grazie ai suoi elaborati in matematica astronomica, contribuì alla comprensione del moto dei pianeti e al calcolo infinitesimale, superato in rigore da Isaac Newton. Molti ricercatori affermano che molto prima esistevano dei globi di pietra, di metallo e di legno. Una mirabile statua di circa due metri conosciuta come Atlante Farnese, conservata ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, risale al II secolo a.C e possiede la più antica e rappresentativa raffigurazione delle costellazioni. Pitagora, Aristotele, Erastotene calcolavano la circonferenza terrestre con una rilevante precisione. Anche gli antichi Romani usavano fare globi celesti, ma solo due piccoli esemplari sono stati preservati dal tempo. Uno di questi è soprannominato Mainz CelestiaL globe, datato 150-200 a.C. riprodotto dall’originale globo in metallo conservato nel Museo Centrale di Mainz in Germania.  Anche gli Arabi avevano la tradizione di realizzare globi celesti che normalmente erano in metallo e il più antico risale al IX secolo: l’originale è conservato a Valencia in Spagna. Nel XV secolo, con l’inizio dei viaggi alla scoperta del pianeta, prolificò rapidamente lo sviluppo dei globi terrestri ed il più importante è quello di Martin Behaim eseguito nel 1492, alla vigilia della scoperta dell’America, con un diametro di 51 cm. denominato Edapfel “Mela Terrestre”: le Americhe non sono rappresentate e l’Oceano tra l’Europa e l’Asia è vuoto.

Museo dei Globi

Nel secolo successivo con la scoperta delle nuove terre di Colombo, i globi e le carte geografiche si evolsero con elaborati modelli, strumenti scientifici e didattici che, anche se ormai prodotti in serie, divennero sempre più importanti, con mappe stampate prima in legno, poi con incisioni in rame.  Più tardi, nel XVII secolo, l’utilità dei globi iniziò a cambiare anche se le loro rappresentazioni diventavano sempre più elaborate e corrispondenti alla realtà. Venivano prodotti su larga scala, con differenti diametri e grandi quantità di informazioni, ma ormai sempre più scadenti a livello artistico. L’ultimo capolavoro fu realizzato dal veneziano Vincenzo Coronelli: un globo speciale dal diametro di 3,85 metri eseguito per Luigi XIV, re di Francia, mentre quelli di serie andavano dalle dimensioni di 1,10 mt. a 5 cm.

Nel XIX secolo, ormai tutti i continenti non hanno più misteri … così incominciò la crisi della produzione dei globi terrestri, celesti e delle carte geografiche tradizionali: in grande quantità e a bassi costi, ha inizio la presenza nel mercato di globi in plastica, fino ai giorni d’oggi con l’avvento del virtuale digital globe .

Una bella passeggiata nella nostra storia, assolutamente consigliabile ad adulti e bambini, che in questo “tempio” possono veramente sbrigliare le ali della fantasia, sempre alla ricerca dell’ignoto e comprendere, con non poca emozione, quello che l’uomo ha sempre rincorso: la conoscenza dell’universo che lo circonda.

Info

Museo dei Globi della Biblioteca Nazionale Austriaca

Palazzo Mollard n. 9

Herrengasse, Vienna

Foto di Giuseppe barbieri | RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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