Itinerari trentini:bollicine, grappa e ciaspole

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di Elisa Bosco

La penombra e il silenzio danno quasi l’impressione di trovarsi in un santuario o forse una miniera, nella quale gallerie e cunicoli sono rivestiti non da pietre preziose ma da centinaia di migliaia di bottiglie scure. Un labirinto affascinante nel quale sarebbe quasi piacevole perdersi, e dal quale non ci si meraviglierebbe di veder spuntare all’improvviso Giulio Ferrari, il fondatore di questo impero di bolle trentine. Nato a Trento nel 1879, rimane folgorato dalla zona dello Champagne durante un soggiorno in Francia e da esperto vivaista, oltre che uomo d’affari dall’intuito formidabile quale era, decide di impiantare cloni di chardonnay con cui produrre spumanti di alta qualità, anche se in quantità limitate, per la promozione del suo business. Riesce nell’impresa così bene da gettare le basi di un qualcosa che resta simbolo imprescindibile della città di Trento oltre dell’Italia in genere. Negli anni ’50, in mancanza di eredi diretti decide di vendere l’azienda solo a qualcuno che possa essere in grado di gestirla e soprattutto continuarne il cammino, ed ecco che entra in scena il nome Lunelli.

Adiacente alla cantina si trova anche la distilleria Segnana, dove vengono prodotte oltre dieci tipologie di grappa.Tra le varie in degustazione la Sherry Cask, una grappa invecchiata 6 anni in botti da sherry che le regalano spunti aromatici molto morbidi, un naso quasi torbato ed un finale suadente di cacao e ciliegia che vira quasi al dolce, pur mantenendo un livello di zuccheri bassissimo.Poco distante dalla città, ma in posizione panoramica e riservata, si trova una delle più belle residenze nobiliari dell’arco alpino, oltre che una di quelle meglio conservate d’Italia: Villa Margon.

La grappa
La grappa

Risalente alla prima meta del ‘500 ha visto negli anni diverse proprietà prima di passare sotto la gestione della famiglia Lunelli, da cui, dopo un attento restauro, viene oggi utilizzata come sede di rappresentanza. Alloggio di cardinali, prelati e importanti personaggi storici, la tradizione vuole che vi abbia soggiornato anche l’imperatore Carlo V. Splendidi gli affreschi a tema vinicolo che decorano i saloni e gli arredi originali. La villa è aperta per visite il mercoledì ed il sabato, oltre al giorno di Pasqua e lunedì dell’angelo, l’ingresso è gratuito.

Poco distante dalla Villa, in una struttura d’epoca finemente ristrutturata e dall’atmosfera elegante ma rilassata, si trova la Locanda Margon, il ristorante di casa Ferrari. In cucina lo chef Alfio Ghezzi (allievo di Gualtiero Marchesi) compone piatti come un pittore dispone i colori sulla tavolozza, mischiando sapientemente sapori della tradizione locale e bollicine di Trento doc. Due gli ambienti in cui si può scegliere di mangiare: il Salotto Gourmet, con menu ricercati e un angolo dedicato a chi ama fumare il sigaro mentre siede a tavola, e la Veranda, per chi non rinuncia alla qualità anche nei piatti più semplici e veloci e dove un pranzo di lavoro è garantito in 52 minuti.

Stile completamente diverso ma stesso successo di pubblico, il rifugio Aquila Nera (località Camauz, nella Valle dei Mocheni) è per chi vive a Trento ormai quasi un’istituzione, mentre per chi arriva da fuori, sempre una piacevole sorpresa. Trovare posto al nel fine settimana richiede abilità, perché la cucina della signora Maria propone piatti tipici della tradizione Trentina cucinati con ingredienti genuini e serviti in porzioni abbondanti, mentre la posizione del rifugio offre un’ottima base per escursioni e ciaspolate nella zona. Scendendo di nuovo lungo la Valle dell’ Adige, a pochi minuti da Trento in località Grumo, si trova la cantina Zeni, piccola ma storica azienda a conduzione familiare, con un percorso iniziato nella seconda metà dell ’800 e portato avanti fino ad oggi con impegno, passione e abilità. In cantina si producono vini classici della tradizione trentina e vini spumanti Trento doc metodo classico e Martinetti, sempre con preferenza ai vitigni autoctoni e in regime biologico da quasi 15 anni. A questa si affianca la distilleria, dalla quali escono grappe giovani e invecchiate ottenute esclusivamente dalle vinacce provenienti dai vigneti di proprietà con metodo discontinuo. La filosofia dell’azienda è orientata verso una produzione di nicchia, selettiva e di altissima qualità, e questo appare chiarissimo sia che si abbia occasione di degustare i vini che le grappe.

FOCUS – La degustazione: Maso Nero Trento Doc Dosaggio Zero 2010

Metodo classico ottenuto da uve di Pinot Bianco provenienti dal vigneto Maso Nero a 450 m slm con allevamento a spalliera. Si tratta di un prodotto particolare, realizzato quasi per scommessa da un vitigno di grande potenziale aromatico e longevità, anche se di non semplicissima gestione; un dosaggio zero di grande mineralità, eleganza e piacevolezza, prodotto in edizione limitata di 954 bottiglie numerate a mano.Nel bicchiere appare subito di un bel dorato carico con riflessi così intensi da sembrare verdi. Il perlage è finissimo e persistente.Il profumo è quello intenso di miele d’acacia e di tiglio, con note speziate di arancia candita, alle quali in bocca si aggiungono quelle lievi della vaniglia e fragranti della crosta di pane fresco. Trento doc da meditazione, anche se accompagna egregiamente e con grande piacere, tutto il pasto. ? eb

Link utili: Cantine Ferrari Az. Agricola Zeni

Foto Elisa Bosco| Riproduzione riservata © Latitudeslife.com