Irlanda, la selvaggia Atlantic Way

di Graziella Leporati

L’affascinante, selvaggia, mitica Wild Atlantic Way è un percorso stradale turistico lungo 2500 km, pensato per chi vuole esplorare in auto la costa ovest irlandese passando per castelli misteriosi, angoli naturali suggestivi e graziosi villaggetti turistici. Il percorso parte da Inishoven Head a Nord di County Donegal, si estende lungo la costa Ovest Irlandese fino ad arrivare ad Old Head of Kinsale in County Cork, nel sud dell’isola color smeraldo: lo si può percorrere tutto o solo in parte. tanto da qualunque parte lo si guardi è sempre fantastico Il nome “Wild Atlantic Way “ non è stato scelto a caso: è un percorso che collega la via costiera coi villaggi , le realtà turistiche rurali e le zone con un valore culturale o storico irlandese. Fondamentale quindi la segnaletica che è facilmente riconoscibile. Inoltre lungo questa sorta di Route 66 sono state individuate delle location per favorire le attività sportive e ricreative. Le piste ciclabili sono ovunque così come i centri per il noleggio delle biciclette elettriche e mountain bike.

A Donegal si imbocca la Way seguendo le indicazioni di molteplici cartelli, riconoscibili dal logo sul fondo marrone, che si trovano ovunque e si guida verso nord fino a Crolly, un piccolo borgo dove nel 1970 è nato il famoso gruppo dei Clannad, stirpe di musicisti della famiglia Brennan, considerati gli ambasciatori nel mondo della musica originale celtica. Prima tappa per un the e un caldo skoones (un panino dolce) alla Leo’s Tavern gestita dal padre Bartley e dal fratello Mark. Il pub è storico con riconoscimenti, dischi di platino, targhe, fotografie, grammy awards e la nomination al Premio Oscar appesi alle pareti, mentre la musica di sottofondo è la dolce e struggente voce di Enya, che canta “Two sisters”, “On this land” o “Will find you” inserita nella colonna sonora de “L’ultimo dei Moicani”. Con le note di “May I be” nelle orecchie, il viaggio riprende fino alla periferia di Magheraroarty dove c’è un servizio traghetto per Tory Island che si trova a 12 km al largo della costa (40 minuti di navigazione) e promette una fuga dalla realtà. Al molo i turisti vengono accolti dal re in persona. Questo popolo indipendente elegge infatti il suo re fin dal VI secolo. Quest’anno, il re di Tory è il pittore Patsaì Dan Mac Ruaidhrì i cui compiti regali comprendo appunto anche l’accoglienza di chi sbarca sull’isola. Tory Island è conosciuta per il suo folklore e per la sua tradizione musicale, oltre che per la scuola d’arte tradizionale, istituita negli anni ‘50. Ancor oggi qui abitano molti pittori: le loro tele sono in vendita nella Galleria d’Arte dell’isola.

Rientrati sulla terraferma, godendosi lo spettacolo dell’Atlantico che si frange sulla scogliera, si procede verso Capo Horn per ammirare Fanad Head col faro che la gente del posto sostiene essere più alto della Torre Eiffel: l’occhio coglie scorci di panorama indimenticabili fra cui l’arco marino di Pollaid scavato nella roccia, con le foche grigie che giocano nel mare e, in lontananza, una balena che salta fuori dalle onde. Sulla lunghissima spiaggia quasi rosata è il momento di provare l’ebbrezza del vento fra i capelli con una escursione a cavallo sulla sabbia insieme agli istruttori di Dunfanaghy Stables. Chi invece non vuol salire sul pony, si rilassa da Arnold (www.arnoldshotel.it) e si gusta un piatto di pesce: il salmone affumicato non ha eguali e la zuppa di pesce è da gourmet. Si scende verso Donegal con una sosta a Sliabh Liag, paradiso del trekking , una delle più alte scogliere accessibili con una vista che cambia ogni volta che il cielo azzurro sfuma nel grigio scuro della pioggia confondendosi col blu dell’oceano. E finalmente appare la baia di Donegal abitata da una colonia di foche. Ma non si può andare a Donegal – una roccaforte della cultura gaelica, una Gaeltacht, area dove si parla l’antico idioma – senza visitare il castello omonimo, un edificio fortificato del XV secolo, ben restaurato e conservato, affacciato sulla riva del fiume Eske e costruito dal capoclan degli O Donnel protagonisti della storia d’Irlanda: furono infatti i fautori della principale opposizione alla colonizzazione inglese. La storia racconta che Hugh O Donnel (la cui figura ispirò di molti libri e film fra cui anche “Il prince of Donegal” della Disney) incendiò il castello per non lasciarlo cadere in mano al nemico. Dopo il “Flight of the Earls” del 1607, il castello con i relativi possedimenti furono dati a un capitano inglese, Basil Brooke, che ristrutturò il maniero e aggiunse un’ala. Tre piani, arredati con mobili d’epoca, fra cui anche un monumentale camino, visitabili tuttoggi. L’attuale piazza della città fu progettata in quel periodo, includendo la piazza centrale , fulcro delle attività cittadine: si chiama Diamond per la sua particolare forma che ricorda un diamante, ed è affollata di pub, negozi e turisti. E uno dei ristoranti migliori non poteva che chiamarsi “The Olde Castle” . Il menù propone per 25 euro zuppa di vongole, stufato d’agnello, oppure pesce a scelta fra gamberi e gamberetti, merluzzo, salmone affumicato e ottima birra locale.

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La contea di Donegal è anche la patria del tweed, quindi è opportuna persa una sosta allo Studio Donegal a Kilcar, per vedere i tessitori al lavoro su telai a mano e ascoltare la storia di questo tessuto dalla bocca di Tristan Donaghy. La meta successiva è Slido dove si arriva dopo una sosta a Keem Strand per vedere le immense onde atlantiche che si infrangono su queste coste ideali per il surf. Al largo, è stata scoperta “Prowlers”, un’onda diversa dalle altre che può arrivare a un’altezza di 30 metri. Spazio anche per i meno sportivi. Nella contea di Sligo, che ha ispirato il poeta irlandese Yeats – premio Nobel per la poesia nel 1923-, si può scegliere di fare una Yeats Dining Experience: cibo irlandese e lettura dei suoi versi , un bagno di alghe a Strandhill , che si trova alla fine di una piccola penisola a sud di Sligo Town : una zona fantastica da visitare , con una serie incredibile di tombe preistoriche , alcuni fra i più grandi e meglio conservati in Europa . Una salita di Knocknarea , è essenziale per vedere Misgaun Maeve , un tumulo costruito circa 3000 aC . Si può programmare anche un’escursione a piedi o in bicicletta a Streedagh Beach, dove tre navi dell’Invincibile Armata naufragarono il 25 settembre 1588 mentre erano in rotta per facilitare l’invasione dell’Inghilterra. Con la bassa marea è ancora possibile vedere i resti dei vascelli e, in memoria dei marinai morti, è stato eretto un monumento. Sulla strada, tappa obbligata al cimitero di Drumcliffe dove, vicino a un’antica croce celtica, è sepolto il poeta e politico W.B. Yeats. Salita leggera fino alla cima del Knocknarea per godere della vista su Sligo Bay e sul territorio di questa bellissima regione piena di campi da golf, il cui centro principale è Sligo -il nome in gaelico significa “posto pieno di conchiglie” (il terreno in origine era ricchissimo di molluschi marini)- in cui una volta si andava solo per visitare l’abbazia domenicana del XIII secolo e respirare l’atmosfera nella quale è vissuto il poeta William Butler Yeats . Oggi invece la cittadina è una meta turistica di grande vivacità, con numerosi pub storici e negozi d’ogni genere e sede di un imponente festival di musica irlandese, in programma dal 10 al 17 agosto, con spettacoli di strada, concertiu, bande e concorsi. Da segnalare in Wine Street la bottega dell’ intagliatore di legno Michael Quirke che conquista il turista con i suoi racconti su Maeve, la regina del Connaught che secondo la leggenda vive sulla vicina montagna di Ben Bullen. Il centro storico è dominato dalla Cattedrale dell’Immacolata Concezione , costruita nel 1874 ,decorata con 69 vetrate e arricchita da 9 potenti campane. Belle da vedere anche la City Hall (il municipio) costruita nel 1865 in stile rinascimentale italiano, e la Sligo Abbey, il convento in cui meditavano i frati domenicani, fondato fra il 1252 e il 1253 da Maurice FitzGerald. L’edificio contiene preziose sculture e incisioni, incluse scritture tombali gotiche e rinascimentali, chiostri ben conservati e l’unico altare maggiore scolpito del XV secolo che sia sopravvissuto in una chiesa monastica irlandese.

A 4 km dal centro di Sligo, seguendo la R292 un cartello indica il Carrowmore Megalithic Cemetery, un enorme cimitero di tombe megalitiche in cui sono state scoperte 60 sepolture. Si profila in lontananza la contea di Mayo ,una distesa di verdi prati soffici, punteggiati dal lilla dei rododendri e dal giallo delle ginestre selvatiche e in cui pascolano migliaia di pecore: si prosegue in direzione di Achill Island, con una sosta al sito archeologico di Céide Fields. Si tratta del più grande monumento mondiale del Neolitico, immerso in un vasto paesaggio preistorico fatto di paludi, scogliere e costa.Il viaggio prosegue per vedere la bellezza incontaminata del Connemara, il Killary,l’unico fiordo irlandese e la fantastica Kylemore Abbey in stile gotico immersa in un paesaggio fiabesco. Fra promontori romantici , insenature selvagge e scogliere che sembrano raspate da un pettine, si raggiunge la “Città delle Tribù”, Galway, una delle più popolari e vivaci in Irlanda. Dalla secolare zona Claddagh per le vie pedonali piene di pub e ristoranti fino al lungomare, Galway ha molto da offrire. In settembre  Galway saluta la stagione delle ostriche con una fiera dedicata a questa delizia e, come contorno, tanta musica e birra. Shopping di rigore nel centro storico pieno di gioiellerie che espongono un curioso anello, costituito da una fede inframmezzata da due mani che stringono un cuore, sormontato da una corona. Si tratta del celebre “Claddagh Ring”, un anello di fidanzamento e nuziale al tempo stesso: a seconda di come viene indossato, infatti, indica lo stato sentimentale.

Fra strade tranquille e spiagge deserte , fra scogliere granitiche contro cui l’oceano si infrange come un gigantesco pugno, si scopre il suggestivo paesaggio lunare del Burren, una regione carsica di circa 300 km quadrati, che si compone di imponenti montagne e valli tranquille con i torrenti serpeggianti. Più avanti le famose scogliere di Moher: passarci sotto in barca quando le luci del tramonto le illuminano è il momento migliore per coglierne la grande bellezza. Chi ama i delfini deve obbligatoriamente fare tappa a Kilrush , alla foce del fiume Shannon che ospita l’unico branco di delfini dal naso a bottiglia che si trovano in Irlanda. Ancora qualche giorno di viaggio ed ecco la bellissima penisola di Dingle, un’area di lingua gaelica con alcuni dei più bei tratti costieri e famosa per i suoi monumenti celtici, pre-cristiani e per le chiese. La strada sulla penisola è spettacolare: da provare la passeggiata lungo la spiaggia di Inch, circondata da dune e resa famosa da David Lean con il film “La figlia di Ryan”, vincitore di due premi Oscar nel 1971. Nella contea di Kerry si snoda il famoso anello costiero di Ring of Kerry (lungo 200 chilometri), che percorre l’intera penisola di Inveragh, dalla quale è possibile raggiungere le impervie Skellig Islands,che si trovano 12 chilometri al largo della costa di Kerry. L’isola più grande, Skellig Michael, patrimonio mondiale dell’Unesco, è stato un sito monastico dal VI al XII secolo. La contea di Cork vanta tre magnifiche penisole: Mizen, Sheep’s Head e Beara, dove si susseguono ininterrottamente le meraviglie della natura, disseminate da villaggi di pescatori, sentieri per il trekking, testimonianze di un antico passato, vivaci cittadine. Da maggio a settembre, non sarà difficile avvistare delfini e balene. Mizen Head è il punto più meridionale d’Irlanda: da qui si scorge il Faro di Fastnet, che si erge su una roccia conosciuta come La Lacrima d’Irlanda, essendo l’ultimo lembo di patria visto da quanti erano costretti ad emigrare. Oppure si può prendere la funivia (l’unica in Irlanda) per Dursey Island, per poter ammirare “l’ultimo tramonto d’Europa”. E prima di salutare l’Irlanda, vale la pena di dare un’occhiata al Barney Castle, l’imponente roccaforte risalente al XV secolo. Per info: www.irlanda.com ? gl

Foto Ufficio Turismo Irlandese | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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