Alaska, l’ultima frontiera

di Elena Brunello

Viaggio nell’ultima frontiera degli USA; tra iceberg, fiordi, nevi e ghiacciai, mandrie di caribù, conifere, lupi che ululano al plenilunio e cieli artici che si tingono dei colori surreali delle aurore boreali. L’Alaska di Madre Natura.

C’era un tempo quando gli uomini viaggiavano instancabilmente il mondo alla ricerca di El Dorado; un luogo leggendario che abitava gli angoli più remoti e misteriosi della mente e dove i popoli avrebbero trovato immense quantità di oro e di pietre preziose. Quando nel 1880, a Juneau, oggi capitale dello stato, venne trovato l’oro, l’Alaska divenne, come il Sud America prima e la California dopo, la chimera di chi fremeva coi bollori della febbre dell’oro. Il Klondike, una regione del territorio dello Yukon, si riempì allora di lunghe fila di uomini che scalavano le cime delle vette innevate e battute dai venti impietosi alla ricerca del prezioso metallo giallo. L’Alaska è l’ultima frontiera degli USA; la tundra sterminata, gli orsi grizzly, torrenti in cui saltano salmoni carnosi, lupi che ululano tra le confiere, iceberg, lunghe lingue di ghiaccio che scendono fino a lambire l’acqua, la luce onirica delle aurore boreali che infuocano il cielo artico e la vetta innevata del Monte McKinley, il più alto degli USA, che domina lo splendore alpino del Wonder Lake. Un territorio immenso, dove la natura regna potente, indomita e selvaggia. Una bellezza folgorante che il fotografo brasiliano Sebastiao Salgado ha raccontato attraverso la luce scultorea che illumina gli scatti dei ghiacciai di questa terra. L’Alaska è un inno alla potenza della Natura, esplorata per la prima volta dal danese Vitus Bering nel 1741 a servizio dello zar di Russia. Venne poi conosciuta anche come “la follia di Seward”, il segretario di stato americano che nel 1867 la comprò alla Russia, che la riteneva invece un territorio inutile e dispendioso. Se nel XIX secolo si rivelò una miniera d’oro, negli ultimi anni Sessanta a Prudohe Bay venne scoperto anche il petrolio: l’oro nero. Oggi i visitatori che ogni anno raggiungono questo territorio sterminato e bellissimo sono migliaia. Gran parte dei turisti arriva qui tra maggio e settembre, il periodo migliore per vedere l’Alaska, quando i ghiacci mollano un poco la presa e le nevi si sciolgono per lasciare spazio al tepore della natura estiva e dai boschi fanno capolino cervi, alci, orsi e lupi. A sud-est si stende l’Inside Passage una lunga striscia di canali e isole, dove si trovano le cittadine costiere come la capitale. Il cuore pulsante dell’Alaska si estende però a nord-ovest, verso la Russia. Qui si trovano tutte le attrazioni principali come Anchorage, la Kenai Peninsula, Kodiak Island e il Denali National Park. Più a sud, allungate a oriente oltre il Golfo di Alaska, le isole Aleutine. ? eb

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