Lo yoga è di tutti, la prima giornata internazionale

di Chiara Beretta

L’India celebra la sua disciplina più antica, ormai diventata patrimonio dell’intera umanità. Domenica 21 giugno, solstizio d’estate, sarà la prima Giornata internazionale dello yoga: lo ha stabilito l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite nell’assemblea generale dello scorso dicembre. La proposta è arrivata dal primo ministro indiano Narendra Modi ed è stata accolta positivamente da tutti gli Stati membri dell’Onu. Alla tradizione indiana, che risalirebbe addirittura al 2500 a.C., è stata riconosciuta la capacità di favorire la pace e la riconciliazione, la salute e il benessere dell’uomo. La giornata più luminosa dell’anno sarà così dedicata alla celebrazione della disciplina che si propone di riportare l’equilibrio nell’individuo inteso nella sua totalità. Domenica 21 in tutto il mondo saranno organizzate meditazioni collettive, lezioni e dimostrazioni di yoga: lo stesso premier Modi ha annunciato che parteciperà ad uno di questi eventi di massa.

Il termine yoga, etimologicamente, contiene il richiamo all’idea del dominio di se stessi. Significa che l’uomo, grazie alla disciplina psicofisica e alla meditazione, può continuamente perfezionarsi ed elevarsi. La tecnica di ascesi fin dalla sua origine è stata strettamente legata al pensiero induista, ma può essere praticata indipendentemente dalla religione. Ha la particolarità di dover essere trasmessa da un maestro a uno o più “discepoli”. La versione tradizionale indù è praticata in innumerevoli varianti: con posizioni pratiche e tecniche di controllo di respiro ed energia (hatha yoga), ad esempio, con forme di concentrazione (raja yoga) oppure con suoni mistici (mantra yoga); si può scegliere di seguire la via del distacco, della consapevolezza della realtà o della devozione. Anche se oggi lo yoga ha superato di gran lunga i confini dell’India, l’obiettivo è sempre lo stesso: trovare l’armonia di corpo, mente e azione; esplorare il proprio potenziale interiore.

La Giornata internazionale dello yoga può essere l’occasione di avvicinarsi per la prima volta all’affascinante disciplina meditativa, ma anche di scegliere di adottarla come stile di vita: non si tratta di uno sport occasionale, ma di un percorso costante. La celebrazione sarà anche il momento ideale per ribadire gli aspetti autentici della meditazione tradizionale che troppo spesso l’Occidente ha “commercializzato” fino a farne una moda. La Giornata, presentata dall’Ente del turismo indiano, è patrocinata dall’Ambasciata indiana a Roma e dall’Unione Induista Italiana. Sabato 20 e domenica 21 sono in programma appuntamenti ufficiali in 251 città e 192 Paesi diversi, tra cui l’Italia. Ci si può rivolgere al monastero hindu di Altare (Savona), all’associazione Uit Sanjivani di Torino, al tempio hindu di Gussago (Brescia), al centro Sintesi di Livorno, al Bosco incantato di Ostana (Cuneo), all’associazione culturale Armonia di Albinia (Grosseto), al tempio di Ponte di Piave (Treviso) e al centro yoga di Saronno (Varese). A Roma gli eventi saranno al centro Yogananda Ashram, al Brahma Kumaris e al tempio induista Krishna Radha Mandir. A Milano le meditazioni in programma sono due, entrambe all’associazione Animondo in zona Porta Romana (posti limitati). ?cb

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