Viaggio sul tetto del mondo

di Michele Traficante

Descrivere le emozioni che si provano ad affrontare un viaggio del genere è un’impresa davvero difficile. Sicuramente la testa è piena di pensieri, dubbi e perché no, anche paure . Ma la voglia di scoprire il mondo è troppo grande . Così, in un freddo mattino di febbraio parto. Destinazione Kathmandu.

Dopo un lunghissimo viaggio arrivo a Kathmandu, l’illuminazione appena usciti fuori dall’aeroporto è praticamente assente e l’impatto è decisamente forte. Vengo accolto dal sorriso due ragazzi nepalesi, ma lascio subito la capitale e mi dirigo al “Planet” una guest house di Bhaktapur, una cittadina nella parte est del Nepal, gestita da un italiano, Francesco Sardano , che ha deciso di abbandonare l’Italia per venire a vivere qui in questa terra lontana.

Monaci al monastero Kopan

Esplorando la cittadina, sembra di essere sul set di un film. Tutto sembra finto, le persone sembrano comparse di un altro mondo e di tempi lontani. Fanno eccezione solo gli innumerevoli motorini che sfrecciano con il loro assordante rumore di clacson. Nei giorni seguenti visito numerosi templi e monasteri tibetani nella valle, tra tutti uno dei più affascinanti è sicuramente il monastero di Kopan abitato da innumerevoli bambini “bonzi” che catturano il mio sguardo da fotografo con i loro volti. Dappertutto compare la foto del Dalai Lama, orami esiliato in India per i motivi che tutti conosciamo.

Dopo l’esperienza nella parte est del Nepal mi dirigo quindi nella parte centrale dello stato, nella capitale Kathmandu. Oggi la giornata oggi è decisamente calda, tento invano di accendere il condizionatore della mia camera ma, sembra non esserci corrente.  Chiedo informazioni al ragazzo della reception, il quale mi spiega che a Kathmandu la corrente può mancare per diverse ore al giorno e purtroppo la situazione è “No corrente”. La sua risposta accompagnata da un sorriso e una faccia imbarazzata è sorry this is Nepal. Una frase che mi accompagnerà spesso nei prossimi giorni. Passo alcuni giorni a girovagare per la città ad esplorare diversi luoghi di culto. Fra tutti vi segnalo i due stupa principali: Swayambhunat, su una collina (detto anche il tempio delle scimmie) e Boudhanath dove tutte le sere avviene la puja serale in un’ambientazione mistica sotto gli occhi benevoli del buddha disegnati sullo stupa centrale.

Un altro luogo affascinante è sicuramente il tempio induista di Pashupatinath. E’ il luogo sacro degli induisti , dove avvengono le cremazioni sul fiume sacro Bagmati, dove le ceneri dei corpi verranno buttate dopo la cremazione in modo che possano raggiungere il fiume sacro per eccellenza con il quale confluisce. Il Gange. Il luogo è popolato da diversi “santoni”che danno al luogo un aria di misticismo pazzesca! Finita l’esperienza a Kathmandu, visito Patan la terza città più importante della valle, famosa per i suoi market di artigianato di finissimo pregio.  La mia esperienza in Nepal volge così al termine. Lascio con un nodo alla gola e con tanta tristezza l’aeroporto di Kathmandu e con un volo raggiungo l’India . Chissà cosa mi aspetterà adesso. Il mio sguardo dal finestrino del mio aereo volge verso la catena Himalayana, fra tutte le montagne sacre svetta l’Everest, il tetto del mondo. NAMASTE Nepal. ? mt

Foto Michele Traficante | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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