Lisbona, visione d’insieme

di Francesca Calò

Sulle terrazze dei tanti miradouros, in vetta agli elevatori, da Alfama fino a Belem. La città si gode a 360 gradi. Osservandola da un capo all’altro e catturando i panorami su una sola moltitudine.

Le brezze atlantiche spettinano le notti di mezza estate, le languide note del fado ne cullano i sogni: Lisbona è una città fresca, da esplorare anche nei mesi più caldi senza soffocare nell’afa. Forse meglio lasciar perdere il giro sul tram 28 nelle ore di punta. Il mitico electrico tanto caro a Pessoa di giorno è pieno zeppo di turisti e il rischio di attraversare la capitale portoghese, schiacciati come sardine, inevitabile. Più saggio forse saltare su un’altra vettura, visto che la linea tranviaria, con più di 90 chilometri, copre capillarmente la maglia urbana. In linea di massima si va a piedi, la città non è poi così grande. Certo, i mezzi per faticare meno ci sono eccome: la metropolitana, la funicolare, le turistiche ape car, i taxi, gli elevadores che, in men che non si dica, portano su per i sette colli. Si sale e si sale per abbracciarla con lo sguardo da un capo all’altro, da sinistra a destra. Sempre con il naso all’ingiù.

Praca do Comercio

La tappa è obbligata. Nel vagar lisboeta alla scoperta della città, cartina alla mano o no, qui prima o poi ci si sbuca. Il Miradouro do Graca è forse il belvedere più famoso, sospeso sopra le ardue viuzze e i ripidi angusti del quartiere dell’Alfama. Seppur turistico, è un luogo molto amato dai lisboeti, che volentieri trovano riparo nella piazzetta alberata in ogni momento della giornata. Si sorseggia Ginjinha, il tipico liquore portoghese alle amarene, ai tavolini del chiosco, con un panorama impagabile sul castello di São Jorge e sul centro della città. Di notte il ponte 25 aprile sbrilluccica da lontano e guadando la città sotto la ribalta si cerca di identificare chiese, strade, monumenti. Il cuore acceso di Lisbona scioglierà anche i cuori meno romantici. Se si volesse vederlo da lontano, bisognerebbe andare dall’altra parte della città, su al Miradouro de São Pedro de Alcântara, ingresso dall’alto al Bairro Alto, raggiungibile con l’Elevador da Glória da Praça dos Restauradores. Da qui si ha accesso a una vista mozzafiato di Lisbona, in particolare sulle aree di Graca, sul Castello e sull’ Igreja de Sao Vicente de Fora. Si può scegliere se fermarsi al chiosco per consumare un bicchiere di vino o inoltrarsi nel Bairro Alto, quartiere della movida e dei bagordi notturni, che di giorno sonnecchia e si attraversa con tranquillità e piacere. Negozi vintage, studi di design, caffè alla moda e localini, dove a pranzo si mangia con meno di 10 euro, accompagnano la discesa fino all’elegante quartiere del Chiado. In vetrina, antiquariato, libri d’arte, gioielli di alta pasticceria, latte di sardine con packaging retrò. E saponi, dentifrici, prodotti da barba dove la protagonista è sua maestà la scatola. Un souvenir di tendenza, che ha spinto molti negozi a riproporre i fiori all’occhiello dell’industria conserviera del paese. In Rua Anchieta una vecchia bottega ne espone una selezione ampissima; taccuini, giocattoli antichi, poster, bottiglie di vino, saponette, rondini. Tutto made in Portugal. E cimeli di sardine e baccalà impilati di tutte le marche in voga a metà del secolo scorso. Ovunque voi siate, il pellegrinaggio sarà fino a Rua Garrett sotto la facciata Art Nouveau della Brasileira. Sulla piazzetta antistante la statua bronzea di Pessoa testimonia il legame dello scrittore e dei più importanti intellettuali con l’elegante caffè, oggi Patrimonio Architettonico Portoghese.

Pur evitando di camminare molto dopo i vari sali e scendi ci si ritrova prima o poi a dare sollievo a gambe stanche in Praça do Comércio. Se un tempo l’enorme terrazza sul fiume Tejo accoglieva i navigatori che giungevano nella città, oggi è l’approdo facile di turisti e lisboeti, lo spazio di ozi cittadini, degli incontri, degli aperitivi sorseggiati nei caffè all’aperto che sorgono sotto le arcate settecentesche che ne merlettano il perimetro. In cima all’Arco di Trionfo c’è tutta Lisbona: sull’altra sponda del fiume, conosciuto anche come Mare di Paglia, fa capolino il Cristo Rei, una statua imponente posta su un’altura di più di 100 metri nella pittoresca Almada. Va detto che chi volesse può raggiungere il posto mediante i frequenti traghetti che partono da Cais do Sodrè, magari dopo aver consumato un pasto nei chioschi del vicino Mercado da Ribeira, ambita mecca del nuovo food design in cui sfila ogni tipo di leccornia locale. Restando invece sull’Arco Triunfal, dall’altra parte ecco rua Augusta sfilano boutique, bar, negozi di souvenir che fanno del quartiere Baixa la metà ambita per gli amanti dello shopping. C’è il MUDE, Museo della Moda e del Design, che però conviene visitare, invece di accontentarsi di vederlo da lontano. Così come conviene scendere, fare qualche centinaio di metri, per poi risalire fino all’Elevator di Santa Justa, feticcio lisboeta della Tour Eiffel; un ascensore neogotico, opera dell’architetto Raoul Mesnier, con vista impagabile su Piazza del Rossio, centro nevralgico della città.

Fiori e azulejos

Se siete stanchi, potete cedere e prendere il 15 da Praça do Comércio per andare fino a Belem. I piedi ringrazieranno, tanto per dire, perché quest’angolo di Lisbona ha tanto da offrire e da vedere. Dal Monastero dos Jerónimos, che rappresenta uno dei migliori esempi in stile manuelino, il Museo Berardo nel Centro Culturale. Se si volesse assaggiare il celebre pastel de nata, nella Paistes de Belem, bisogna mettersi in fila, rassegnatevi. Ma gli impazienti possono stare tranquilli, la città è piena di pasticcerie all’altezza dove fare incetta di dolci che sbalordiranno i palati più esigenti. Coda anche per salire in cima alla Torre, emblema cittadino, dichiarata Patrimonio dell’Unesco, forse il belvedere più amato dagli italiani, vedendo il numero considerevole di nostri connazionali che si apprestano a visitarla.

Ma i lisboeti sono pronti a scommettere che il miglior viewpoint sia alle spalle della cappella de Nossa Senhora do Monte, nota per essere frequentata da donne incinte in cerca di protezione divina.  Sullo sfondo spiccano il Castello di São Jorge, il quartiere Mouraria, il Convento di Carmo, Monsanto. Su un vecchio muro, alcune piastrelle ricordano un paese di scopritori, emigranti e soldati: “Boa Viagem. Lisboa espera por ti “. Che la dice lunga: Buon viaggio! Lisbona vi aspetta.

Punti di vista

Nei vicoli stretti i panni stesi al sole drappeggiano l’Alfama come festoni. Un quartiere in festa che dietro le facciate scrostate coperte di azulejos cela un’umanità insaspettata. Ci si potrebbe fermare qui, in questo microcosmo sfaccetato per tornare a casa portando in valigia un’esperienza da lisboeta. Seppur gentrificato, il quartiere più antico della città conserva ancora un’aura autentica e accanto alle vecchie botteghe nascono locali eccentrici, tutti da vivere appieno: piccoli ristorantini, vinerie, osterie e locali dove si assiste a concertini jazz e naturalmente struggenti spettacoli di fado. Del resto, questo è il quartiere dove il genere musicale affonda le sue radici, che ha dato i natali alla cantante Amalia Rodriguez, le cui spoglie sono conservate nel Pantheon accanto a eroi nazionali del calibro di Vasco de Gama.

Se si ha la possibilità bisogna soggiornare nel quartiere, magari scegliendo un appartamento, il modo migliore per assaporare Lisbona da un punto di vista inside. E poi non c’è che l’imbarazzo della scelta. Only apartments offre una selezione ampissima di dimore, spesso tipiche e restaurate, dove poter alloggiare e vivere fianco a fianco con gli abitanti del posto. Il tutto a prezzi competitivi rispetto a un hotel e con il vantaggio di avere una certa libertà e autonomia che indubbiamente in un albergo sarebbe più limitata. In Rua dos Remedios spunta casa Frango, un’abitazione accuratamente recuperata e dotata di ogni comfort. Ideale per famiglie, gruppi di amici o coppie che desiderano uno spazio intimo ma ampio, lo spazio si compone di due camere, una cucina attrezzata e una zona living con un incantevole affaccio sulla via. Il quartiere è vivace e la movida impazza, ma l’appartamento è ben insonorizzato, bisogna quindi aprire le finestre se siete curiosi di sapere cosa succede. Un’idea è quella di pranzare a casa, e cimentarsi con un po’ di inventiva nella preparazione di un frugale banchetto lisboeta, accompagnato da un ottimo vino porto. Gli ingredienti si possono direttamente acquistare nel minuscolo negozio di alimentari proprio sotto casa. Certo, i prezzi non sono proprio da discount, ma si diventa presto clienti affezionati, il proprietario ha una buona memoria visiva e già dalla volta successiva potrebbe farvi uno sconto. La sera basta scendere per strada.

Nella maggior parte degli esercizi il cibo è ottimo e rigorosamente low cost. Di giorno invece potrete organizzare il vostro programma a piacimento e andare a ispezionare il quartiere, le maggiori attrazioni sono tutte intorno. A cinque minuti da qui c’è la chiesa di São Vicente, il Pantheon, la blasonata Feira da Ladra, il mercato delle pulci dove ancora il sabato si riescono a fare buoni affari. In meno di un quarto d’ora a piedi si raggiungono la superba cattedrale, la Se, e la Chiesa di Sant’Antonio. E poi la notte merita la salita fino al Miradouro de Graca, dove la vista su Lisbona by night è insuperabile. Che dire, non vorrete più andar via.

Prezzi per notte 75 euro Casa Frango

Altre proposte sul sito www.only-apartments.it

Foto Eugenio Bersani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Sfoglia il magazine – Vai alle info utili

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.