Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo

Di Graziella Leporati

Nella top ten delle 100 isole più belle al mondo, Pantelleria ha un posto di rilievo. Italiana geograficamente, africana sotto il profilo paesaggistico, in questo simile a Lampedusa, è aspra e ammaliante con quel verde dei vigneti che si alterna al nero della lava e sprofonda nel blu intenso del mare. Il giallo delle ginestre e il rosa delle boungaville colorano questa terra, a volte spazzata dallo scirocco, più spesso riscaldata dal sole, ma sempre spettacolare, definita la “perla nera” del Mediterraneo. Nell’aria aleggia un profumo di capperi quasi inebriante, mirto, corbezzolo ed erica. Una delle più belle baie dell’isola è Cala Levante da cui è possibile accedere al mare senza difficoltà. La baia è sovrastata dal roccioso Arco dell’Elefante, imponente scultura naturale che rappresenta il monumento dell’isola: è un rito da non mancare raggiungerlo a nuoto e passare sotto l’arco.

Dammuso a Pantelleria

Nei giorni di mare agitato, si va sulla vicina Cala Tramontana, anfiteatro di terrazze rocciose che degradano fino agli scogli piatti della riva. Altrettanto spettacolare è Punta Spadillo, sperone roccioso dominato da un paesaggio lunare che si raggiunge seguendo un sentiero costellato di massi lavici erosi dal vento, fino a giungere alla tranquilla piscina naturale delle Ondine. Stupisce anche Cala Cinque Denti, imponente insenatura dal profilo frastagliato e impervio. Non lontano c’è lo Specchio di Venere, un laghetto alimentato da acque sulfuree, dove ci si spalma del fango termale, ricco di proprietà terapeutiche. Della sua origine vulcanica, infatti, Pantelleria  mostra segni evidenti: la Grande Caldera, il cui bordo circonda tutta l’isola, la Montagna Grande (dagli Arabi chiamata Sciaghibir) e le 40 alture delle Kùddie, antichi crateri. Poi le Favare, getti di vapore acqueo ad alte temperature espulse fragorosamente dalle rocce, quindi il Bagno Asciutto e le Stufe, in pratica grotte naturali con emissione di aria calda utilizzate per curare i dolori articolari. Infine le sorgenti termali, chiamate Caldarelle, che sgorgano in vari punti dell’isola e che raggiungono qualche volta la temperatura di 70 gradi.

Ma anche l’interno di Pantelleria è affascinante. Vale la pena di raggiungere la Montagna Grande, il cratere vulcanico spento che con i suoi 836 metri è la cima più alta dell’isola. Intorno il paesaggio è lunare e percorso da coni vulcanici, crepacci che buttano vapori bollenti, soffioni e sorgenti d’acque termali. Girando l’isola  lungo gli antichi sentieri si incontrano muretti a secco e spaccature della roccia  da cui spuntano i capperi selvatici, ingredienti principali della cucina di Pantelleria, da assaggiare  in una qualsiasi trattoria con terrazza a mare dove si può ammirare anche il tramonto che qui assume colori e tonalità da urlo. Si possono anche gustare i delicati ravioli amari, ripieni di ricotta e foglie di menta ed il profumato pesto pantesco, un condimento a base di pomodoro crudo, olio d’oliva, aglio, basilico e peperoncino, usato indifferentemente per condire le paste o accompagnare i pesci arrostiti o le carni lessate, la sciakisciuka (caponata calda di verdure) e la cuccurummà con le saporitissime zucchine locali.

Bellissimi da vedere e ideali per un soggiorno, i dammusi con annesso giardino di agrumi protetto da particolari costruzioni circolari in pietra chiamati Jardini. Sul sito Pantelleria Island, il consorzio che riunisce le migliori strutture ricettive sull’isola, è possibile scegliere proposte interessanti direttamente prenotabili online. Nei momenti liberi, si  va nelle cantine dove si producono il Passito e il Moscato, vini tipici dell’’isola e nel capperificio dove si confezionano i saporitissimi capperi.

Infine, da non perdere assolutamente il giro dell’’isola in barca con visita alle numerose grotte marine, in qualche caso maestose come cattedrali, dove l’acqua riflette colori che vanno dal blu intenso al verde smeraldo.

Per gli appassionati di trekking poi, Pantelleria offre una decina i sentieri che attraversano l’isola in lungo e in largo e che si estendono dai 4 ai 12 km. La maggior parte presenta un grado di difficoltà T(turistico) e solo quattro sono di tipo E cioè riservati agli escursionisti. E chi non ha voglia di camminare, infine, può andare a cavallo.

Foto Shutterstock | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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