Io parlo, you speak, él habla

Domani, 26 settembre, è la ‘Giornata Europea delle Lingue’. Oramai il calendario mondiale degli avvenimenti o delle ricorrenze è piuttosto denso: sia per le singole iniziative di determinati paesi, sia per l’interessamento diretto di organismi quali le Nazioni Unite (ONU) e l’Unesco. Perché ricordare una manifestazione umana così scontata, qual è quella del ‘parlare’? Risposta facile. Senza questo meraviglioso apparato fonico per comunicare, con tutta probabilità saremmo ancora ai grugniti, agli squittii, ai latrati dell’uomo di Neanderthal. Giusto quindi dare un occhio al complesso universo delle ‘Lingue’ (che non sono quelle delle ragazze della foto) parlate nel mondo, tra le quali quelle europee cui si riferisce la giornata commemorativa. Volendo considerare anche i cosiddetti dialetti, che altro non sono che lingue vere e proprie più o meno collegate a un ceppo linguistico dominante, si farebbe fatica a calcolare l’esatto numero di idiomi presenti sulla Terra. Eppure una fonte ufficiale (Ethnologue) si è fatta carico di arrivare ad indicarne il numero; sarebbero – il condizionale è d’obbligo – ben 6.912 le lingue parlate, più altre 300 o 400 non ancora inventariate e disseminate in aree difficilmente accessibili dell’Asia e dell’Oceano Pacifico.

Sono due i paesi col maggior numero di parlanti la medesima lingua e naturalmente sono i paesi più popolosi: la Cina (1 miliardo e 355 milioni di abitanti) e l’India (1 miliardo e 258 milioni). Nel caso della Cina, la lingua ufficiale (il Mandarino, parlato da 900 milioni di persone) è la più diffusa; ma molte altre sono le lingue presenti nel grande paese asiatico: la lingua Wu (Shanghai, 77 milioni di parlanti), la Yue (Canton, 62 milioni), la Min Nan (Taiwan, 47 milioni), la Xiang (Hunan, 36 milioni) più altre lingue ancora (Hakka, Gan, Zhuang, Min Bei, Min Dong, Uiguro ecc.), ciascuna delle quali vanta dai 10 ai 20 milioni di fruitori. Non meno complessa è la statistica che riguarda l’India. L’Hindi-Urdu è l’idioma ufficiale del paese, assieme all’inglese, con poco meno di 400 milioni di parlanti, cifra destinata ad aumentare per via dell’insegnamento obbligatorio nell’intera India. Ma molte altre sono le lingue riconosciute dei vari stati che compongono l’ex colonia britannica e che vantano una notevole diffusione. Nell’ordine: Bengalese (Kolkata, quasi 200 milioni di parlanti), il Punjabi (India nord occidentale e Pakistan, 85 milioni), il Telugu (74 milioni), il Marathi (72 milioni), il Tamil (69 milioni). Con minore diffusione – ma parliamo sempre di alcune decine di milioni di persone che le usano – troviamo poi le seguenti lingue: Gujarati, Bhojpuri, Kannada, Malayalam, Oriya, Sindhi, Haryanvi, Assamese, Deccan, Rajasthani. Come si può vedere, la Cina e l’India sono veri paesi ‘continente’ nei quali la complessità di comunicazione tra gli abitanti contempla non poche variabili e conseguenti difficoltà.

Le lingue Europee non sono solo ‘nostre’. Ciò è dovuto sia allo svolgersi della storia (scoperte geografiche, colonizzazioni ecc.) sia alla successiva adozione come lingua ufficiale da parte di diversi paesi del pianeta, con una chiara e incontrastata egemonia della lingua di Shakespeare. Qualche numero: l’Inglese (meglio sarebbe dire ‘i vari tipi di lingua inglese’) assomma circa 1 miliardo e 400 milioni di parlanti; lo Spagnolo non è da meno, con mezzo miliardo di fruitori. Più o meno allo stesso livello (circa 200 milioni di parlanti) sono il Francese e il Portoghese. Arrivano  poi ai 600 milioni circa gli individui che parlano Arabo e 260 milioni sono quelli che usano il Russo. Diffuso nelle sole isole del Sol Levante è il Giapponese con 120 milioni di parlanti, numero che appartiene anche alle persone che usano il Tedesco. Con valori di impiego decrescenti figurano altre lingue europee: Italiano (circa 120 milioni di fruitori nel mondo) quindi Polacco, Ucraino, Azero, Rumeno, Olandese, Serbo-Croato, Greco, Ungherese, Ceco, Svedese, Bulgaro, Armeno, Danese, Finlandese e Slovacco. Qualche curiosità ‘linguistica’. Il paese nel quale si parlano più lingue è Papua-Nuova Guinea: sei milioni di persone impiegano qualcosa come 820 differenti linguaggi! La lingua più difficile da apprendere è il Basco, mentre quella col maggior numero di parole è l’Inglese (circa 250 mila termini). Abissale, per concludere, la differenza che separa le parole dell’inglese da quelle impiegate dai tre idiomi del Suriname (sud America): Taushiro, Tanema e Kaixana. Pare, a detta dei ricercatori, che sia rimasto un solo individuo a conoscerle. Forse, al momento, sarà scomparso anche quest’ultimo superstite.

del ‘Columnist’ Federico Formignani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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