Viaggio a East, Londra low cost

East London

Shoreditch, Biricklane, Hackney. East London è la parte della città che si gira on a low budget. Tra caffè, artisti, murales e mercatini.

Iniziamo dal 1888, quando Londra era una grigia e fumosa città misteriosa a capo dell’impero coloniale più potente del mondo e nelle strade si temevano gli efferati attacchi di Jack lo Squartatore. Nelle lontane Indie e nelle isole caraibiche i colori fendevano violentemente l’aria, mentre i profumi della frutta matura e delle spezie entravano prepotentemente nelle narici. Sulla sabbia calda e nella polvere d’Oriente sfolgoravano le danze di indiane, mulatte e caraibiche. Migliaia di chilometri più lontano le vie buie della capitale di questo mondo intriso di profumi erano avvolte dalla nebbia e dal vapore pesante dei tombini. I passi risuonavano tetri sul ciottolato, i vicoli si attanagliavano su stessi, gli uomini si stringevano nei pesanti cappotti per proteggersi dal freddo. Alle finestre dei palazzi nobiliari, i re e i gli alti funzionari guardavano fuori la grigia e misteriosa Londra. Dietro di loro le cartine colorate dei possedimenti coloniali.

Queste due anime, quella oscura e misteriosa e quella profumata e multi-etnica, convivono ancora oggi nella città di Londra. Siamo nella zona est della capitale. Un tempo landa desolata e popolare, oggi Mecca di giovani artisti e musicisti. E’ questa la Londra di mattoni rossi, delle warehouse, dei vicoli bui e affascinanti. La Londra lontana anni luce dagli eleganti viali alberati della parte Ovest: di Belgravia, di Notting Hill, di South Kensigton. Qui il bianco sfavillante dei ricchi porticati della ville di West London è solo un ricordo lontano. Una città diversa: a Est London, impera il mattone rosso. Liverpool Street, Bricklane, White Chapel, Hackney, London Fields, Hoxton, Old Sptafields; per scendere volendo fino a Tower Hill e London Bridge, tra i fumi deliziosi delle prelibatezze che vengono cucinate sotto i ponti al Borough Market.

La parte orientale di Londra è un miscuglio etnico, dove ristorantini coreani, vietnamiti, cinesi e thailandesi si mescolano con boutique vintage, concept store di design e gallerie di giovani artisti cosmopoliti. L’arteria principale è Shoreditch High Street che dalla stazione di Liverpool Street e dai fumi del mercato di Old Spitafields si innesta verso nord attraverso il Regent’s Canal, dove sono atraccate fascinose house boat, poco distanti  dai London Fields. In termini di punti di riferimento geografici stiamo parlando di Hackney, Dalston, Haggerston, Hoxton, Shoreditch, Aldgate, Old Street e Whitechapel. Tra le grosse case rosse si spande il profumo di spring rolls, di noodles, di tandoori, di samosa, di sidro, di birra e di pie di carne di cervo cotta nella birra. Se a ovest trovate i ristoranti cinque stelle della Londra posh, a East vi immergerete tra le bancarelle di inglesi duri e puri, di indiani, di coreani e di giamaicani. Borough Market, Old Spitafields, Bricklane e Broadway: sono solo alcuni dei mercati più interessanti della zona. Spostatevi di nuovo o ovest e troverete le gallerie milionarie e le case d’asta più ricercate. Ritornate a est e vi immergerete nel mondo degli artisti di strada, dei murales di Banksy, dei ristoranti in cui naviga un enorme mucca sott’acqua di Damien Hirst (forse l’unico indizio milionario della zona, il ristorante Tramshed), della Whitechapel e della Bricklane Gallery. Le boutique di alta sartoria di South Ken e Belgravia, i prezzi folli di Hyde Park Corner e di Harrod’s lasciano qui il posto al vintage e alle ultime creazioni dei giovani stilisti appena usciti dall’università. Spostatevi poco più a sud, oltre il Tamigi (non siamo più a est ufficialmente, ma l’atmosfera ancora ricorda questa parte della città), oltrepassate il London Bridge e dirigetevi su Bermondsey Street, al Museo Tessile o al White Cube, una bellissima galleria visionaria e gratuita.

La zona est di Londra, East End, è un tuffo nel passato e nel presente multi-etnico del Regno Unito. Un’immersione nella sua anima più ribelle e avanguardistica. E’ qui, tra le bancarelle vietnamite, la musica giamaicana, l’accento stretto e cadenzato, i mercati vintage e i musicisti di strada, che si scopre una Londra più a misura d’uomo. Una capitale che si misura a piedi, passeggiando lungo i canali o perdendosi tra i vicoli della case rosse di mattoni. Una Londra di proprietà dei più giovani e dei più creativi. Meno cara sicuramente e dopotutto, anche low cost.

Testo di Elena Brunello | Foto di Laura Sauchelli | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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