Amalfi dolce d’inverno

Amalfi

Ad Amalfi? In inverno? I punti interrogativi si affollano quando spunta l’ipotesi di affacciarsi sul mare fuori dalla stagione canonica, che poi è canonica quasi solo per gli italiani. Eppure sì, ci sono località del sontuoso mare italico che in inverno danno sensazioni impagabili. E anche se l’autunno nel nostro Sud è stato particolarmente infelice dal punto di vista meteorologico, vale la pena di scommettere. Certo, la giacca a vento prende il posto del costume da bagno, certo, molte strutture son chiuse; ma quelle che restano aperte regalano emozioni importanti.

È il caso dell’hotel da cui iniziamo la nostra visita ad Amalfi, un albergo che non solo fa parte del panorama, incastonato com’è sul promontorio che la separa dal minuscolo borgo di Atrani ma fa parte della sua storia. L’hotel Luna Convento, infatti, merita di stare nel bel mezzo di un articolo su Amalfi anziché nelle “guide al viaggio” perché è sì un antico monastero riconvertito in locanda e hotel ma ben due secoli fa. Al fascino del chiostro e degli echi della vita monacale, quindi, unisce lo charme di duecento anni di ospitalità che si traducono nell’assoluta discrezione degli spazi e del personale e nella consapevolezza di sostare là dove furono ospitati Ibsen e Wagner, Mussolini e Parri, Lollobrigida e Bogart.

1-Il-chiostro-dell'Hotel-Luna-Convento

Siamo arrivati con il bus, mezzo di trasporto comunque consigliato, anche se in inverno la statale 163 non è lo stretto girone dantesco che si presenta in estate agli atterriti e incauti automobilisti che vanno nel panico incrociando a strapiombo sul mare giganteschi torpedoni. Il bus da Salerno, dunque: impiega più di un’ora ma vi si sale proprio di fronte alla stazione del capoluogo a sua volta raggiunta con l’Alta Velocità e se si ha l’accortezza di sedersi sul lato sinistro del mezzo (destro, al ritorno) i panorami, anche vertiginosi, sono garantiti.

Sbarcati proprio di fronte all’hotel, c’è tempo per un veloce check-in prima di iniziare il nostro breve tour nel cuore di Amalfi. Guide turistiche, libri, visite guidate suggeriranno itinerari dettagliati punto per punto a chi vorrà impegnarsi in un percorso accurato e senza dimenticanze: ne varrà sicuramente la pena. Noi ci affidiamo a tre brevi suggestioni: il Duomo, i dolci, i limoni.

Il Duomo

È uno di qui monumenti che i meno giovani — che a scuola avevano ancora il “sussidiario” — conoscono anche senza averlo mai visto. E in effetti la sua mole rimanda direttamente a quell’epoca delle Repubbliche Marinare che era domanda obbligata nelle interrogazioni di storia. Va visitato con attenzione, dal bel Chiostro del Paradiso, con profumi e luci orientali, al contrasto barocco della sontuosa cripta, cuore della città con le reliquie di Sant’Andrea. Un dépliant ben fatto vale il prezzo del biglietto d’ingresso alla parte storico-artistica ma è comunque l’imponente uno-due della scalinata e della facciata policroma a dare le più forti impressioni.

 I dolci

Impressioni che si colgono appieno guardando il Duomo dal basso, dalla deliziosa piazzetta che d’inverno non conosce le vocianti folle estive ma che mantiene tono, animazione e classe. Il merito è anche di un locale storico che per molti (non per gli intenditori) sarà una vera sorpresa. Affacciata sulla splendida piazza vi è infatti la storica Pasticceria Pansa. Nata nel lontano 1830 e ora con un sito web nuovo di zecca, la pasticceria è un vero scrigno di cose buone, premiata lo scorso novembre a Torino tra le migliori d’Italia e con alle spalle il tesoro segreto di un’azienda agricola — Villa Paradiso — “polmone verde che fornisce qualità, senso di appartenenza e rispetto del territorio” ai prodotti proposti nelle vetrine dal piacevole tono ottocentesco. Vero e proprio locale storico — e come tale iscritto all’omonima associazione — da Pansa si possono assaggiare tutte le specialità amalfitane e campane, ma sono le scorzette di limone a lasciare un sapore indimenticabile.

Dolci 

I limoni

Ed eccoli qui, i protagonisti di Amalfi. Sull’asse di via Capuano e anche negli angoli e nelle piazzette più nascosti è sempre il giallo ad occhieggiare e ad attrarre. Anche in inverno, anzi soprattutto in inverno, oseremmo dire, il limone è il vero re di Amalfi, dato che è in questa stagione che si apprezza di più la capacità quasi magica di questo frutto di catturare colori e aromi del sole. Sembra retorica. Assaggiate, dopo un “cuoppo” di frittura, un po’ di limoncello, magari quello venduto da “Antichi Sapori di Amalfi” proprio sulla piazza Duomo, poi ci direte.

E se a volte quel giallo pare un po’eccessivo, spalmato anche su cianfrusaglie che sanno di produzione cinese, non c’è nulla da fare: il profumo del limone non ammette resistenze.

Risalendo il direzione della stretta forra che chiude la città verso i monti Lattari, da non perdere è il piccolo museo della Carta ma prima occorre sostare almeno per una fotografia davanti al presepe gigante accrocchiato tra le pareti di case che sembrano anch’esse farne parte. Un ultimo consiglio: chi volesse dedicare tempo e passi agli itinerari pedonali in città e tra le coltivazioni su su sino ad Agerola entri all’Azienda di Soggiorno, nel cinquecentesco Monastero Benedettino Femminile, e si faccia suggerire uno dei sette “percorsi colorati” di differenti lunghezze  e temi. Non se ne pentirà.

di Marco Berchi   | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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