Buone Feste: ‘speziate’ e salutari

spezie

Periodo di ‘mangiate’ un po’ fuori dall’ordinario, quello di fine dicembre. Tra primi, secondi, dolci e bevande, si rischia alla fine di incorrere in una situazione fisica personale da vero e proprio colesterolo espanso!  Come sempre, quando si parla di ‘buona cucina’, un ruolo determinante e che si tramanda da secoli, lo giocherà l’uso sapiente delle spezie, che arrivano da tutto il mondo e proseguono imperterrite nell’esaltare i differenti modi di cucinare da un meridiano all’altro. All’epoca dei Romani, in cucina, andava alla grande il Garum, una specie di salsa liquida, ma non troppo, ottenuta con interiora di pesce e pesce salato; veniva impiegata come condimento per differenti primi e secondi piatti e anche per la conservazione di alcuni cibi, soggetti a deteriorarsi per il caldo o per i disagi del trasporto. Il garum latino pare derivi il proprio nome da quello greco di garon (γάρον) che era il nome del pesce i cui intestini venivano utilizzati per produrre i condimenti. Alcuni esperti ritengono che questo ‘intruglio’ fosse simile alla pasta d’acciughe, altri al liquido della salamoia delle acciughe sotto sale, tutt’ora viva e consumata con il nome di colatura, lungo la costiera amalfitana. In origine le spezie, in gran parte provenienti dall’oriente, erano costosissime e privilegio delle classi abbienti; al punto che persino Cristoforo Colombo pensava di farne incetta nei territori che avrebbe scoperto. Per gli Arabi le spezie rappresentavano la sublimazione dei piaceri del palato e dell’alcova; per i Veneziani la via alla ricchezza della Serenissima, per i monaci del Medio Evo l’elisir in grado di curare ogni malattia.

Non dimenticando mai che le spezie vengono utilizzate, gustate e assimilate proprio in unione ai cibi che mangiamo, vediamo quelle che secondo tradizione hanno una qualche attinenza con la bellezza e la salute del corpo umano. Grande ‘lotta’, sotto questo aspetto, tra il Peperoncino e il Pepe. Il primo è ricco di vitamina C, caroteni ed è antiossidante; protegge dall’invecchiamento precoce e rafforza il sistema immunitario. Ma non è finita qui: è digestivo, combatte il colesterolo (non più ‘espanso’!) e protegge il cuore. Naturalmente rende deliziosi alcuni cibi e dà ‘calore’ all’organismo. Al punto che nei paesi caldi lo impiegano per far sudare, abbassando così la temperatura corporea. Il secondo, il pepe, è la spezia più diffusa al mondo. Nasce come pianta tropicale. Stimola l’appetito, ha potenti effetti diuretici e quindi contrasta cellulite e gonfiori. Non bisogna eccedere, tuttavia, perché in quantità eccessive può causare infiammazioni alle vie urinarie. Eccoci allo Zafferano. È un carotenoide, come la carota e l’albicocca, molto potente e idrosolubile. Insuperabile per mantenere giovane la pelle, è anche ricco di vitamina B1 e B2, che a loro volta favoriscono la metabolizzazione dei cibi, riducendo così l’accumulo di grassi. Simile alla zafferano è la Curcuma, radice indiana che colora di giallo i cibi coi quali viene a contatto. Oltre a favorire la digestione possiede proprietà antibatteriche.

Infine, abbiamo le spezie che sono rinomate come coadiuvante per la salute in generale e, avendo proprietà afrodisiache, anche le pratiche del sesso. Al primo gruppo appartengono il Cardamomo, detto la regina delle spezie, oltretutto fra le più costose. Gli Arabi, grandi consumatori, lo masticano sempre dopo i pasti, specie quelli ricchi di aglio e cipolla; insieme alla digestione, rende più ‘gradevoli’ i contatti sociali! Segue un’altra spezia che aiuta non poco la digestione degli amidi (legumi e piatti a base di carboidrati) e previene le fermentazioni intestinali: è il Cumino. Ricco di vitamine e molto energetico è poi il Sesamo, che viene impiegato per aromatizzare pane, salatini, biscotti e prodotti similari. È la volta del Coriandolo, ben conosciuto e usato da Greci e Romani, in special modo per aromatizzare il vino e la frutta; una spezia digestiva e insieme stimolante del sistema circolatorio. Complicatissimo è il famosissimo Curry, una miscela di almeno 12 spezie differenti; sottoforma di salsa, accompagna piatti di riso, verdure cotte, pollo e pesci; buon digestivo e tonificante, disintossica l’organismo. È la volta dello  Zenzero, che in Giappone e Corea mangiano crudo, tagliato a fettine, con il sushi. Molto impiegato nella cucina ayurvedica e ottimo anche per preparare impacchi contro i dolori reumatici. Siamo arrivati alle spezie rinomate per aiutare (anche!) gli appetiti sessuali: la Cannella in primo luogo, molto apprezzata dagli antichi Egizi e dagli Arabi; combatte la stanchezza e, rimanendo ‘freschi’, si pensa di più all’amore! Notevoli le due ultime spezie: Chiodi di Garofano e Vaniglia. I primi aromatizzano brodi e creme che divengono così ‘seduttive’; la Vaniglia, dolce e rinfrescante, a detta dei consumatori più affezionati,  coccola i sensi e favorisce l’intimità.

del ‘Columnist’ Federico Formignani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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