Danzica, gioiello del Baltico

Danzica, Dlugi Targ, la Piazza del mercato al tramonto
Danzica, Dlugi Targ, la Piazza del mercato al tramonto (Foto di Vittorio Sciosia)

Danzica, la città millenaria che il freddo mare Baltico ha modellato nei suoi quartieri e inebriato con un piacevole profumo salmastro, è un autentico gioiello seicentesco, creato dai ricchi mercanti anseatici quando decisero di farla diventare uno dei salotti più belli d’Europa. Glowne Miasto, il più grande dei tre quartieri nel cuore del centro storico, è lo specchio della loro ricchezza nel XVII secolo. Per accorgersene basta attraversare la Porta d’Oro e incamminarsi lungo la Strada Reale, dove le teste coronate della Polonia amavano mettersi in mostra. Un quartiere molto pittoresco e di “tendenza”, in cui l’architettura moderna è rara, che si estende fino al canale della Motlawa e alla Fontana di Nettuno, dov’è raggruppata la maggior concentrazione pedonale. Qui, tra palazzi che un tempo appartenevano ad orefici e mercanti benestanti, nella vittoriana Ulica Mariacka, la via dell’Ambra, con le sue facciate e le antiche gradinate, fanno bella mostra suggestive gallerie d’arte e fantasiose esposizioni di gioielli d’ambra,” l’oro del Baltico”, di cui Danzica è la capitale mondiale…insomma una strada veramente piena d’atmosfera!

Danzica
Danzica (Foto di Giuseppe Barbieri)

Il monumento architettonico più caratteristico è la Gru, ormai simbolo della città, perché da qui per il commercio e le attività marittime ebbe inizio la sua storia. Di fronte, separato dal canale ecco il Museo Marittimo, qui sono conservati interessanti testimonianze della marineria e del suo fondatore Mieszko I, con documentazioni e oggetti che rievocano l’epoca d’oro, quando Danzica divenne uno tra i più importanti porti d’Europa. Sulla banchina di fronte ci si può imbarcare su battelli per raggiungere la città portuale di Gdynia e quella termale di Sopot, che insieme formano un unico agglomerato urbano, detto Trojmiasto (la Tripla città). Dunque tre città, una più particolare dell’altra, che creano numerose opportunità di interessi distinti.

Danzica
Danzica (Foto di Giuseppe Barbieri)

Gdynia, molto più commerciale per via del porto, ha un aspetto più urbano e moderno. Costruita intorno al 1920 in epoca di modernismo, è stata ampliata nel tempo mantenendo lo stesso stile, così da sembrare molto razionale e contemporanea. Da qui nei primi Novecento partivano i bastimenti per l’America, dove tantissimi polacchi emigrarono in cerca di futuro. La città di Sopot, invece, è molto “Belle Epoque”, dall’atmosfera un po’ inglese, con tanto verde e piste ciclabili che la rendono particolarmente gradevole per le vacanze. Era solo un piccolo villaggio di pescatori, ma nel 1800 un ricco imprenditore creò il primo stabilimento termale che con la sua bellissima spiaggia bianca, il suo molo in legno più lungo d’Europa e la natura circostante è divenuta di fama internazionale. Il Grand Hotel spicca tra tutti sul lungomare e si tramanda che qui alloggiarono personaggi famosi come Marlene Dietrich, Greta Garbo e tanti altri. Ora, frequentatissima da polacchi e moltissimi turisti, anche di notte conserva tutta la sua vivacità che la caratterizza. Al centro, come un proseguimento del molo, la famosa via Monte Cassino, tappa d’obbligo per i suoi caffè, ristoranti, negozi, artigiani e la famosa “casa storta” o “ubriaca”, nel cui interno ci sono bar, ristoranti, pub e un centro commerciale. Costruita nel 2003, un po’ sul genere di Gaudì, è al primo posto nella classifica dei 50 edifici più strani del mondo e anche segnalata in tutte le guide turistiche.

Da qui, con “pirati” a bordo, parte un vascello d’epoca che costeggia il golfo ed arriva fino a Gdynia, dove si può sbarcare per visitare l’interessante Acquario Oceanografico che ospita su tre piani fauna e flora marina del Mar Baltico, oltre a ricreare ambienti marini della barriera corallina.

Danzica ha riempito libri di storia con le sue tormentate vicende, ma oggi si vedono i risultati di un obiettivo preciso: una proiezione lungimirante verso il futuro, di apertura al nuovo e una cosa appare evidente, negli ultimi decenni ha prevalso l’intento di conservare la propria identità.

Per info  Ente del Turismo della Polonia

Testo di Simonetta Bonamoneta Foto di Giuseppe Barbieri e Vittorio Sciosia | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com