Parco del Ticino, lungo l’ex confine

 

L'ex Dogana vicino Tornavento, minuscola frazione di Lonate Pozzolo
L’ex Dogana vicino Tornavento, minuscola frazione di Lonate Pozzolo

Là, dove c’era l’antico confine dell’Impero, ora c’è un grande parco. Con piste ciclabili, sentieri per escursioni e aree pic nic. E soprattutto con una splendida vista sulla valle del Ticino. Siamo a Tornavento, minuscola frazione di Lonate Pozzolo, alle porte dell’aeroporto di Milano Malpensa. Dal centro del piccolo paesino una strada si dirige verso la campagna, mentre l’asfalto lascia il posto allo sterrato. Bastano pochi minuti di camminata in questa direzione per arrivare al cuore del parco “ex dogana”, la vasta area di boschi e prati che abbraccia il fiume Ticino e che, soprattutto nei fine settimana, si popola di ciclisti, famiglie e visitatori in cerca di relax e natura.

Proprio in questo luogo passava il confine tra l’Impero Asburgico e il Regno di Sardegna: a ricordarlo è rimasto un imponente e squadrato edificio bianco, che è appunto l’ex dogana Austroungarica. Venne costruita nel 1737 ma nella seconda metà dell’Ottocento, dopo le guerre di indipendenza, venuto meno il suo ruolo, fu usata come cascina. Abbandonata intorno agli anni ’60, è stata ristrutturata dall’ente Parco del Ticino solo nel 1997. Oggi è il punto accoglienza e informazioni dei visitatori del parco, ma non solo: ospita due sale museali archeologiche, una bottega di prodotti alimentari a chilometro zero, un ristornate e spazi per incontri, workshop e mostre.

Veduta sulla Valle del Ticino da Tornavento
Veduta sulla Valle del Ticino da Tornavento

L’ex dogana è il centro ideale del parco a cui dà il nome non solo per la sua funzione, ma anche per la sua posizione. Da qui si domina infatti tutta la Valle del Ticino, con i suoi ricchi corsi d’acqua, e sempre qui si incrociano i principali percorsi ciclopedonali e naturalistici dell’area: le antiche via Gaggio e della Maggia, l’alzaia del Villoresi, la strada dell’antico porto di Lonate. Vie che un tempo furono fondamentali per la comunicazione, il trasporto e il commercio e che oggi, invece, offrono a chi lo desidera l’opportunità di una full immersion nella natura, a pochi passi dalla città. Di particolare pregio sono i reperti archeologici di epoca romana e medievale, ma anche della storia più recente del territorio, che si trovano lungo la strada che dall’ex dogana porta fino al ponte sul canale Villoresi e al canale industriale, e oltre.

Che sia una passeggiata rilassante o un’escursione più avventurosa, chi ha riqualificato l’intera area naturale ha voluto sottolineare a più riprese l’importanza storica dell’antico confine, non senza un pizzico di nostalgia. “Chi percorrendo oggi questa via riposante, si sogna più dei transiti del passato?”, recita infatti una lastra di pietra posizionata nel parco. “Qui passavano carrozze di nobili, calessi di borghesi con cavalli finemente bardati (…) Qui il mondo agricolo figurava con l’umile somaro, sovente bastonato, e con la paziente vacca, a trainar carri di fieno. Quel cigolar di carrozze e birocci, quel secco urtar delle ruote dei carri sugli assali, gli incitamenti e le frammiste imprecazioni dei cavallanti e dei contadini all’indirizzo degli animali (…) sono voci ormai desuete che nessuno ha mai registrato. Appartengono ad un tempo passato che non ritornerà più”.

 di Chiara Beretta  | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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