St. John: la vergine delle Vergini

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Il Parco Nazionale delle US Virgin Islands preserva natura e storia in un unicum straordinario di rara bellezza. Selvaggia e aspra, Saint John è un vero paradiso tropicale, perfetta per chi cerca una fuga rilassante e per le attività outdoor.

La più piccola delle US Virgin Islands si sa è anche la più bella e la più famosa. Il Parco Nazionale dell’arcipelago, che qui copre i due terzi dell’isola, contribuisce certamente  alla sua distinta diversità. La natura regna sovrana ed è protetta e preservata ai posteri: terra, mare, fondali, ma non solo; anche la storia e le tradizioni trovano riparo e protezione. Dai reperti risalenti ai primi nativi Taino, ai resti delle piantagioni coloniali danesi, per esempio.

Tutta l’isola, dalle sue colline coperte di foreste tropicali alle sue scintillanti acque cristalline è un vero tesoro che combina natura e storia. La sua principale piccola cittadina Cruz Bay, punto d’approdo principale da St Thomas, ha il soprannome evocativo di Love City, eclettica e a misura d’uomo. Il parco nazionale è dunque lo scrigno di tesori archeologici, antropologici e di storia coloniale ed è l’unico parco insulare extra continente USA nella collezione del National Park System americano.

Le Northern Virgin Islands sono associate con la tribù Taino e gli scavi archeologici hanno evidenziato siti cerimoniali durati per 400 anni, nell’ultima fase di sviluppo prima che giungessero gli europei. Il Cinnamon Bay Prehistoric Site a St. John è il fulcro religioso e culturale di questa popolazione pre-colombiana.

Il Virgin Islands National Park

È in assoluto la destinazione più visitata di tutte le Isole Vergini, con chilometri di costa incontaminata, acque cristalline che vanno dal blu al verde cobalto. Più di 30 specie avifaunistiche hanno trovato qui il loro habitat, mentre innumerevoli pesci popolano la barriera corallina. Il magnate e filantropo Laurence Rockefeller ha dato un contributo importante alla storia del parco nazionale delle Isole Vergini. Fu guida e figura influente nel movimento conservazionista americano per almeno un trentennio, con grande lungimiranza. Fu consulente di Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon e Ford sulle questioni riguardanti la conservazione ambientale e la ricreazione outdoor, lavorò nelle commissioni federali USA per stilare procedure e programmi ambientalisti per lo sviluppo del conservazionismo nazionale. Giocò un ruolo pilota nella creazione e nello sviluppo di molteplici parchi nazionali americani, incluso il Virgin Islands National Park a St. John. In associazione col fratello, creò e sviluppò anche l’odierno Renaissance Carombola Beach Resort a St.Croix con annesso il campo da golf (in origine Fountain Valley Golf Course and Davis Bay Beach). Il Virgin Islands National Park fu creato grazie alla generosità di Laurence S. Rockefeller e della sua famiglia. Mr. Rockefeller scoprì per la prima volta l’incanto di St. John durante una vacanza in barca a vela, quindici anni prima. Nel novembre del 1954, la famiglia Rockefeller cominciò ad acquistare grandi appezzamenti di terreno a St. John con l’intento finale di passare i terreni al governo federale per la creazione del parco. I Rockefeller donarono  2000 ettari al Department of the Interior. Il 2 Agosto 1956, il Presidente Eisenhower firmò la legge che autorizzava la creazione del Virgin Islands National Park. Nel corso degli anni la dimensione del Virgin Islands National Park crebbe costantemente. Oggi comprende oltre 3800 ettari e 2260 di giardini sottomarini. Il gesto visionario di Rockefeller ha salvato St. John dallo sviluppo incontrollato, e l’isola rimane un gioiello incontaminato la cui affascinante bellezza offre un infinito piacere e divertimento per tutti coloro che la visitano.

Tutti si chiedono come fosse Caneel Bay prima che Laurance Rockefeller l’acquistasse. Eccovi un articolo del sito internet della St John Historical Society

 Piantagioni e altri siti storici

Ci sono numerose rovine di piantagioni coloniali a St. John, tutte da esplorare. Annaberg  fu all’epoca coloniale una delle più grandi piantagioni di St. John. Sono ben visibili i ruderi del mulino e la macina, usati per macinare la canna da zucchero e per estrarre il suo succo. Rimane anche molto del magazzino dove il succo veniva bollito e condensato per farne zucchero grezzo, così come rimane la distilleria di rum. Oggi dimostrazioni culturali dei ranger includono anche la preparazione nel forno del  “dumb bread” e l’intreccio di ceste. Parti della Annaberg School, usata per educare i bambini, si trovano a poca distanza dal mulino.

Sulla Centerline Road, che attraversa il lato settentrionale di St. John, esistono tre siti di piantagioni coloniali e altri siti storici non ancora identificati. Splendide le rovine storiche di Catherineberg, piantagione di canna da zucchero e fabbrica che s’affaccia sulla Cinnamon Bay e mostra i ruderi del mulino e del magazzino – boiling house. Il The Reef Bay Sugar Mill può invece essere raggiunto solo con una camminata: qui si trovano i petroglifi dei Taino. I ranger guidano le camminate attraverso un sentiero nella foresta di 4 km.

Anche l’Esperance è una delle originali piantagioni. Nel 1797 vi vivevano 71 persone ed il 92% della terra fu predisposta alla piantagione di canna su  63 ettari, 10 ettari per le forniture e 20 ettari a pascolo per 38 vacche. Solo 8 ettari non furono sviluppati e destinati a bosco. Nel 1830 la piantagione arrestò la produzione di zucchero grezzo e divenne una fattoria con allevamento di bovini e verdure. Lavoro duro per gli schiavi che vi vivevano una volta rimossi dalla piantagione e dalle famiglie e costretti a vivere in poderi nei dintorni.  Nel 1836, solo 4 ettari dell’Esperance vennero mantenuti in sviluppo e la popolazione si ridusse a 13.  Il podere fu acquistato dal consiglio municipale e trasformato in residenza per il medico di St. John. La legge all’epoca richiedeva ai proprietari delle piantagioni di pagare due centesimi per persona per il servizio del dottore, tanto che fu chiamato “doctor two-penny”. Nel 1875 l’Esperance fu abbandonata.

Il podere Murphy Estate è intrigante: si ritiene che il Signor Murphy fosse un attivo massone e organizzasse riunioni nella sua dimora, e che le rovine possano essere state il sito del più antico Tempio Massonico su suolo statunitense.  Altra bella testimonianza storica è offerta dall’Elaine Sprauve Library ospitata nel podere Estate Enighed House, che risale al 1750: è l’unica e prima testimonianza di un effettivo edificio a St. John appartenuto ad un Planter. La greathouse della piantagione è del 1757 e il primo proprietario fu la famiglia Wood, tanto da essere inserita nel National Register of Historic Places. Il nome è un omaggio a Elaine Sprauve che lavorò con dedizione al  Virgin Islands Division of Libraries, Archives and Museums.

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Leggi anche il reportage di Saint John

Leggi anche il reportage di Saint Croix

 

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INFO UTILI

Per informazioni

Ufficio Turismo Isole Vergini in Italia

Thema Nuovi Mondi

Come arrivare

Sia sull’isola di St. Thomas che su quella di St. Croix ci sono aeroporti internazionali. Le USVI possono essere raggiunte con voli di circa due ore dagli Stati Uniti continentali. I turisti possono raggiungere i luoghi di villeggiatura o le città in pullman o in taxi. Il modo migliore per visitare le isole è in barca.

Quando andare

Il periodo di alta stagione va da dicembre a maggio. Il clima è subtropicale, temperato dai venti alisei. Le temperature vanno dai 22 gradi di minima notturna invernale, ai 31 di massima estiva diurna.

Visti: Le norme di accesso alle Isole Vergini americane sono le stesse che regolano l’ingresso negli Stati Uniti. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno sei mesi oltre il periodo di permanenza nelle isole. Il nuovo Visa Waiver Program consente ai cittadini italiani e di molti paesi di visitare le isole Vergini americane per un periodo massimo di 90 giorni senza il visto statunitense, presentando il solo passaporto valido.

Religione: 42% battista, 34% cattolica, 17% episcopale, 7% altre religioni

Prefisso telefonico: Prefisso internazionale + 1 + 340 + le sette cifre del numero locale. Il prefisso per chiamare l’Italia è 01139 oppure; attenzione il prefisso 0039 non funziona.

Fuso orario: 3 ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich.

Valuta: dollaro americano (US$).

Corrente elettrica: 110 V.

 

 

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