SFMOMA il 14 maggio riapre il museo firmato da Snøhetta

Ci siamo. O quasi. L’attesa per l’inaugurazione del San Francisco Museum of Modern Art terminerà tra poco meno di un mese, esattamente il 14 maggio, quando dopo due anni di lavori di ristrutturazione e rimessa a lucido, il museo  riaprirà al pubblico. L’effetto WOW! è dietro l’angolo, del resto lo studio Snøhetta, che ha firmato il progetto di ampliamento, già aveva lasciato tutti a bocca aperta facendo risorgere, dopo 1600 anni, il mito della Biblioteca di Alessandria.  C’è però di più di un restyling dietro l’opera di quel gruppo di architetti che non amano definirsi archistar e che intanto hanno cambiato faccia a Times Square nella Grande Mela.

C’è tutta la cifra di stile  dello studio-icona norvegese a sottendere l’intervento. C’è quell’attenzione alla collettività, alla compatibilità ambientale, all’armonia di cui spesso  invece le “archistar”, quelle altre, non  tengono conto. SFMOMA sarà un museo integrato con il quartiere e aperto “a/verso” la città, parte di un paesaggio urbano che invita a essere vissuto, tant’è che l’accesso ai quattromila metri quadri del piano terra è libero per tutti. Dalla città poi prende spunto:  700 pannelli in vetro resina simulano sulla facciata il moto ondoso delle acque della baia San Francisco, e cambiano colore, quasi un inno alla luce che accarezza la città nei vari momenti della giornata.

La struttura originale del vecchio stabile disegnato da Mario Botta viene inglobata e lo spazio espositivo, triplicato, ospiterà 260 pezzi provenienti dalla rinomata Fisher Collection, una delle più vaste collezioni di opere di arte contemporanea al mondo. Si tratta solo di una prima mostra che coinvolge più di settanta artisti.

Il Pritzker Center for Photography avrà sede nella galleria più ampia: uno spazio multifunzionale che comprende esposizioni di fotografie temporanee e permanenti, un laboratorio di ricerca dedicato agli studenti e la Photography Interpretive Gallery.

Il nuovo MOMA di San Francisco è all’insegna dell’arte accessibile, fruibile e condivisa.  Valori che si sposano anche in Campaign for Art,  la campagna per trovare nuove opere e arricchire le collezioni del museo.

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di Francesca Calò  | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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