Debrecen e Hortobágy, gioielli d’Ungheria

DebrecenIn Europa esistono luoghi incantevoli ed affascinanti ma lontani dai classici circuiti turistici perché ancora poco conosciuti dal grande pubblico: uno di questi è Debrecen, una suggestiva città che sorge nell’Ungheria orientale.

Raggiungere questa località è molto più facile e veloce di quanto si pensi; infatti essa si trova a circa due ore di auto o di treno da Budapest e dal suo aeroporto internazionale partono voli per le grandi metropoli del Vecchio Continente. Anche l’Italia si inserisce in questo quadro: la compagnia Wizz Air offre comodi collegamenti diretti da MilanoBergamo due volte a settimana consentendo, così, di arrivare nella regione magiara in un soffio.

Debrecen è una sorta di grande scrigno che custodisce preziose testimonianze storiche, culturali e spirituali che hanno segnato la vita del Paese e non solo; un territorio dove convivono, in un connubio perfetto,  antiche atmosfere dell’inizio del ‘900 e quelle più dinamiche del ventunesimo secolo.

Il centro storico è un po’ il cuore della città e lo si può visitare comodamente anche perché quasi completamente pedonale. Qui si trova la piazza Kossuth sulla quale si affaccia la Grande Chiesa Calvinista, il luogo di culto protestante più grande dell’intera nazione ed oggi simbolo della città che, architettonicamente, dispone di due torri gemelle e della campana di Rákóczi il cui suono, nelle belle giornate, si diffonde sino ad Hortobagy. Il suo interno è decisamente ampio, piuttosto austero e caratterizzato da un forte e profondo spirito mistico. Ai visitatori è inoltre concesso di salire in cima all’edificio per godere di una splendida vista sui dintorni.

In questa struttura Lajos Kossuth lesse la Dichiarazione d’Indipendenza dall’Austria il 14 aprile del 1849: la sedia utilizzata in quel momento dal celebre politico è qui conservata e viene venerata quasi come una reliquia.

Altro simbolo religioso è la Cattedrale di Sant’Anna, oggi sede vescovile, la cui storia è rappresentata nell’esposizione della cattedrale barocca dove, dal 2011, si può ammirare la copia autentica della Sacra Sindone.

Nelle vicinanze si trova il Collegio calvinista, conosciuto come “la Scuola del Paese”: costruito in stile neoclassico ungherese, presenta  sulla facciata principale le lapidi commemorative di studenti diventati famosi. All’interno è ospitato un Museo che espone l’arredamento originale di una scuola protestante, antichi cimeli, mobili e dipinti ed una  grande Biblioteca che possiede rarità di libri, codici, manoscritti.

Diversi sono anche i siti culturali di assoluto prestigio: tra questi spicca il Museo Déri,  un edificio neobarocco  la cui attrazione principale è rappresentata dai capolavori del pittore Mihály Munkácsy “Cristo davanti a Pilato” ed “Ecce Homo”. Le 4 statue di Medgyessy all’esterno della struttura furono premiate all’Esposizione Universale di Parigi nel 1937.

Altrettanto importante è il Teatro Nazionale Csokonai  che custodisce numerose statue che evocano i personaggi della vita teatrale ungherese ed internazionale.

Ma Debrecen è la città dove anche la natura è protagonista: dal centro, a piedi o in tram, si può raggiungere l’area conosciuta come Nagyerdei, o Grande Bosco, primo territorio protetto sottoposto a stretti vincoli per il rispetto ambientale. Qui sorgono l’Università, il Parco dei divertimenti, il Giardino Zoologico e quello Botanico, l’Anfiteatro, lo stadio e la Torre d’Acqua. Una delle attrazioni più popolari è, di certo, l’Aquaticum SPA, un vasto complesso con piscine all’aperto ed al chiuso, scivoli acquatici, cascate, saune, locali di termoterapia, centri massaggi e bagni termali: una organizzazione perfetta ideata per regalare al visitatore momenti di puro relax e piacevole benessere.

Il Grande Bosco è la meta ideale per quanti desiderano passeggiare e riposare immersi nel verde. Ma anche per divertirsi: nella bella stagione l’intera zona ospita tantissime manifestazioni che animano le assolate giornate estive.

Allontanandosi dal centro abitato si può raggiungere un luogo davvero particolare: Hortobágy, un villaggio situato all’interno dell’omonimo Parco Nazionale facente parte, a sua volta, della celebre Puszta.

HortobágySiamo a circa 40 km da Debrecen, in un territorio riserva di biosfera e sito protetto dall’UNESCO che più piatto non si può: qui uomini e animali, acque e vegetazione convivono in modo rispettoso, tanto da essere protagonisti di racconti e leggende.

La natura domina incontrastata: l’orizzonte sembra espandersi verso l’infinito, i paesaggi si fanno a tratti irreali e ogni cosa è ammantata da uno struggente silenzio. In estate l’aria calda tremolante che copre le immense praterie dà vita a strane illusioni e miraggi.

Per conoscere la storia, la cultura e le tradizioni di questo angolo d’Ungheria si possono visitare i musei  che sono sorti nel piccolo borgo di Hortobágy come il “Korszin”, il “Museo dei Pastori” ed il “Centro visitatori e Studi del Parco Nazionale di Hortobágy”: ricchi di curiosità e di interessanti notizie, risultano essere una preziosa fonte di informazioni per i tanti turisti.

A pochi passi da questi spazi espositivi si trova il Ponte a nove archi: simbolo di questa località, è meta di una fiera nazionale di prodotti artigianali tipici che si svolge il 20 agosto.

Da non perdere la possibilità di effettuare degli emozionanti tour, uno di questi è “Mandria di Màta”, che propone esaltanti escursioni in carrozza, equitazione e spettacoli dei butteri, oppure “Puszta Safari” che accompagna i visitatori in una esplorazione durante la quale si possono ammirare, e perfino accarezzare, gli animali domestici che vivono in ambienti tradizionali.

Per info: Ente Turismo Debrecen

Eventi:

-Giorni dei Vini e di Jazz di Debrecen 4-7 agosto

-Carnevale dei Fiori 15-22 agosto

Come arrivare: da Milano voli diretti due volte a settimana verso per Debrecen con Wizz Air.

Dove dormire: Régi Posta Étterem és Fogadó, 4025 Debrecen, Széchenyi u. 6.

Dove mangiare:

– Debrecen

Ikon4025 Debrecen, Piac utca 23.

– Hortogaby

Hortobágyi Csárda, 4071 Hortobágy, Petőfi tér 1.

di Gabriele Laganà |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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