New Tate Modern, new art

Tate ModernUn modellino della città algerina di Ghardaïa realizzato interamente col cous-cous, due esemplari (vivi) di Ara macao, pennuti appartenenti alla famiglia dei pappagalli, un tavolo sul quale sono appoggiati 72 oggetti, tra cui una copia del Corriere della Sera. Queste, e molte altre, sono le opere esposte a Londra alla New Tate Modern che apre al pubblico venerdì 17 giugno 2016. Considerato come il più importante nuovo edificio dedicato alla cultura in Gran Bretagna dopo la British Library, la New Tate Modern ora contribuisce all’ampliamento del 60% della superficie della Tate Modern, diventata in pochi anni un’istituzione culturale. The Switch House, edificio a dieci piani dalla forma ispirata alle piramidi, è stato progettato dagli architetti Herzog & de Meuron,che già idearono la conversione originale della centrale elettrica situata sulla sponda del Tamigi. La Boiler House, ossia l’originaria struttura, comunica col nuovo edificio attraverso due ponti, uno al primo piano e l’altro al quarto, suggerendo così un’idea di continuità fra i due edifici. Tuttavia non bisogna considerare la New Tate come un semplice continuazione dell’antica Tate (antica per modo di dire, visto che è aperta dal 2000), ma come il nuovo museo del XXI secolo, soprattutto per le novità rispetto alla scelta dei pezzi d’arte esposti.

Arte in evoluzione

La zona dei Tanks (cisterne) accoglie il visitatore al piano terra. Si tratta del primo spazio al mondo di un museo dedicato interamente alla live art. Cosa vuol dire esattamente? Significa che entrando in questa stanza sarete accolti da performances dal vivo di artisti. Il mio primo incontro con la live art non è stato dei migliori dal momento che mi sono scontrata con uno dei performers che stava fuggendo di corsa nella hall del museo. Live art significa anche interattività, quindi se ad esempio i performers vi chiedono se oggi nei musei ha ancora senso usare le didascalie e voi non sapete cosa rispondere, potete salvarvi col classico “Sorry, I don’t speak English”.

Nelle prime tre settimane di apertura si susseguiranno performances di live art, incluse opere recentemente commissionate.

L’arte è sì al centro del museo, ma è quasi impossibile resistere alal tentazione di iniziare la visita senza salire alla terrazza panoramica dalla quale si gode una vista a 360° sulla città. In pochi secondi gli ascensori portano i visitatori dal piano terra al decimo, un paradiso per i fotografi e non solo.

Più fotografia

Alla New Tate viene dato più spazio non solo ai video, ma anche alla fotografia.

Come il progetto Living Cities del fotografo finlandese Sirkka-Liisa Konttinen che a partire dal 1969 ritrae una comunità di una cittadina del nord est dell’Inghilterra negli anni che precedono la distruzione del quartiere in cui risiede.

Red invece è un lavoro fotografico dell’ucraino Boris Mikhaliov. Rosso è nell’immaginario comune il colore simbolo sovietico, ma non è solo quello, è il sangue e la bellezza della Russia. Uno degli elementi più importanti di questa serie è la dimostrazione di strada, che secondo l’artista negli anni è diventata kitch e volgare, un modo per il regime di prendere i desideri positivi della gente e usarli per i propri scopi.

Un progetto al femminile è quello realizzato tra il 1973 e il 1975 dalle inglesi Margaret Harrison e Kay Hunt insieme alla statunitense Mary Kelly che hanno condotto uno studio sulle donne che lavoravano in una fabbrica a sud di Londra. Il risultato è una serie di ritratti femminili in bianco e nero, un video, ma anche la routine giornaliera di queste donne scandito ora per ora, dalla sveglia al momento del riposo.

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Più donne

Altra importante novità è la presenza maggiore di artiste, tra le quali Marina Abramović (suo il tavolo sul quale sono appoggiati i 72 oggetti) e anche un’italiana, la torinese Marisa Merz, che espone una scultura realizzata con strisce di alluminio pinzate che incombono dal soffitto.

Marisa Merz_Tate ModernImperdibile è The Passing Winter di Yayoi Kusama. Con un cubo rivestito completamente di specchi lungo le cui pareti si susseguono delle aperture circolari, l’artista giapponese ci invita a specchiarci infinite volte dentro la scultura e ad entrare nel suo mondo caledoiscopico.

Al quarto piano si trova la ARTIST ROOMS gallery, una collezione di più di 1600 opere di arte contemporanea fondata nel 2008 e che inaugura con Louise Bourgeois. Dell’artista francese nota per indagare non solo gli aspetti più profondi del proprio animo, ma anche temi universali come la morte, la vita, l’amore ed il lutto, sono esposte varie opere, tra le quali non può non saltare all’occhio Spider, un ragno in bronzo di enormi dimensioni che sovrasta la stanza. Il ragno simboleggia la madre dell’artista: protettrice, creatrice e riparatrice.

Impara l’arte…

Una visita alla New Tate Modern è comunque d’obbligo anche per chi trova difficile addentrarsi nei meadri dell’arte contemporanea. Il primo motivo è l’architettura dell’edificio, il secondo, come già detto, è la terrazza panoramica, il terzo sono gli spazi commerciali, dal ristorante al nono piano al caffè, per non parlare del Tate shop, un paradiso per gli amanti degli oggetti di cartoleria.

Ah e poi, come per la Tate Modern, l’ingresso è gratuito!

di Ottavia Zanetta |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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