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Come in molte manifestazioni e situazioni della vita, anche il ‘bacio’ è stato oggetto nel tempo di grande attenzione da parte di scrittori, poeti, personaggi celebri. Essendo esercizio universale, non si può immaginare come non abbia potuto essere che così! Ci sono i baci trattati con leggerezza e buon gusto e ci sono i baci dissacrati dalla penna feroce di sanguigni interpreti. Una breve raccolta delle varie interpretazioni ci accompagna, dunque, nell’universo di quello che, alla fine, resta un atto d’amore. È quasi d’obbligo citare per prima la celeberrima frase di Edmond Rostand: un bacio, insomma, cos’è mai un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole t’amo. Con Dante Alighieri, si possono ripercorrere i fremiti di Francesca, a contatto con Paolo: la bocca mi baciò tutto tremante; galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante. Concreto e nello stesso tempo delicato è Pablo Neruda: e ti bacio la bocca bagnata di crepuscolo. Etereo e sognatore si rivela il grande poeta inglese Percy Bysshe Shelley: l’anima incontra l’anima sulle labbra degli amanti. Arguto come di consueto e fondamentalmente ‘pratico’ si dimostra Sacha Guitry: sono a favore di preservare l’abitudine francese di baciare le mani delle signore; dopo tutto, si deve cominciare da qualche parte. Per concludere con gli aforismi ‘gentili’, ecco i giudizi di due noti scrittori e di un poeta: Thomas Bernhardt: il primo bacio non viene baciato dalle labbra, ma dagli occhi. Joseph Conrad: i baci sono ciò che resta della lingua del Paradiso. Paul Verlaine: il bacio, primula nel giardino delle carezze.
Nel gruppo finale di citazioni un po’ più ‘spinte’ possiamo aprire le danze con un proverbio Cinese:
baciare è come bere acqua salata; più si beve, e più la sete aumenta. Subito dopo viene la testimonianza di William Shakespeare: se per baciarti dovessi poi andare all’inferno, lo farei; così potrò poi vantarmi con i diavoli di aver visto il paradiso senza mai entrarci. Secoli dopo, ecco la ‘confessione’ dell’attore Yves Montand a proposito di Marilyn Monroe: mi chinai per darle il bacio della buonanotte, ma d’un tratto il bacio si fece selvaggio, un incendio, un uragano; non potevo fermarmi. Come sempre essenziale e mentalmente partecipe, ecco Gabriele D’Annunzio: un bacio li prostrava più d’un amplesso. Sulla ‘carnalità’ dei baci, quasi identica l’opinione del commediografo Carlo Dossi (il bacio della donna che ama, morde) e del grande Victor Hugo (cos’è un bacio? un lambire di fiamma). Se è vero, com’è vero, che ha ragione lo scrittore spagnolo Ramon Gomez de la Serna quando afferma che: i baci sono come francobolli: ce ne sono che si attaccano e altri che non prendono, si può capire e apprezzare l’infinita dolcezza di Alda Merini che reclama: ma anche io come Pinocchio vendo il mio abbecedario per un bacio d’amore. Si parlava di baci romantici o meno. Ecco allora la chiusa con due ‘ragazzacci’ doc: Daniele Luttazzi che confessa: non dimentico mai che baciare è appoggiare le labbra contro l’estremità piacevole di otto metri di tubo digerente, e il collaudatissimo Woody Allen: baci da Dio! beh, si’, Lui ha preso tante cose da me!
del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































