Pirenei francesi. La montagna dei miracoli

PireneiEsistono sentieri tracciati sui prati, alcuni scavati nella roccia, altri ancora strappati ai precipizi. Poi ci sono i sentieri scolpiti nell’anima, rotte da percorrere non con la forza delle gambe, ma guidati dall’energia delle emozioni. Quando tutti questi cammini s’incontrano in un unico luogo, allora potete star certi di avere raggiunto i Pirenei.

Una catena di picchi e valli lunga 430 chilometri, dove ogni roccia, ogni torrente, ogni foresta nasconde segreti piccoli o grandi, lembi di leggenda o echi potenti che narrano storie di lotte e di conquiste. Quanto tempo occorre per scoprire i Pirenei? Mai risposta fu più semplice: lo stesso tempo che serve a girare il mondo intero o, se volete, a trovare le chiavi di casa nella tasca della giacca. Dipende solo dallo spirito con il quale ci si mette in viaggio: qui si può camminare per una vita intera senza mai incontrare i propri passi, o fermarsi quanto basta per una preghiera in una grotta e poi tornare indietro trasformati. È tutta una questione d’animo e di tempo.

Frammenti d’Itinerari

Era l’11 febbraio del 1858 quando Bernadette Soubirous vide per la prima volta la Vergine Maria nei pressi di uno sconosciuto villaggio degli Alti Pirenei. Lei viveva lì, a Lourdes, e da allora ogni cosa cambiò: nella sua vita, in quella del piccolo borgo e nelle speranze di milioni di persone in tutto il mondo.
Si può credere o no alle apparizioni e ai miracoli, avere fede o non averla, ma venire a Lourdes è un’esperienza forte. Qui si scoprono la potenza della speranza, la dignità del dolore e la generosità dei volontari che, ogni giorno dell’anno, assistono gli ammalati in cerca di un domani. In questo senso anche gli eccessi commerciali, che pure ci sono, passano in secondo piano ed è facile farsi prendere dall’emozione dentro la Grotta della Madonna, dove sgorgò l’acqua benedetta, o ammirando la Basilica dell’Immacolata Concezione, eretta nel punto in cui Bernadette vide la Madonna. Una scalinata conduce alla Basilica del Rosario, allo stesso livello del piazzale in cui, la sera, migliaia di lanterne segnalano la presenza dei pellegrini in preghiera.
L’area del Santuario misura cinquantadue ettari, comprese le “piscine”, dove i fedeli possono bagnarsi nell’acqua dei Miracoli. Quando i Pirenei scaricano la propria ira atmosferica sulla città, i fedeli si riuniscono nell’impressionante Basilica di Pio X, costruita sottoterra e capace di ospitare oltre 20.000 persone.

LourdesSe a entrare nell’animo è più il misticismo della natura che la religiosità della fede, vicino alla stazione termale di Cauterets c’è il luogo giusto per celebrare i propri riti pagani. A Pont d’Espagne un sentiero in salita segue il corso di un irriverente ruscello, così sfacciato da spruzzare chi s’avvicina troppo, o giocare a nascondino scomparendo all’improvviso e trasformarsi infine in poderosa cascata dove gli innamorati vanno a scambiarsi tenere promesse.
Più in alto, fra le vere montagne, un’altra cattedrale della natura attende gli adepti per stregarli con la sua violenta bellezza.
Il Cirque de Gavarnie è un gigantesco anfiteatro naturale, sei chilometri di roccia lasciati in dono da antichi ghiacciai, alle cui spalle spuntano vette superiori ai 3000 metri. Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, si lascia scoprire senza troppi pudori, percorrendo i sentieri che portano alla cascata più alta d’Europa o alla Breche de Roland, una curiosa spaccatura naturale dove la cima sembra tagliata in due da un formidabile colpo di spada. A prestare fede alla leggenda, fu il paladino Orlando, nipote di Carlo Magno, che, ferito a morte in battaglia, volle gettare Durlindana il più lontano possibile affinché la magica arma non cadesse in mano nemica. Cadde proprio qui, ma non si spezzò, aprendo in due la montagna su cui impattò. Si dice anche che, quella notte, in cielo apparvero nuove stelle, schegge di roccia scagliate nell’infinito. Forse fu per questo, o forse no, che mille anni dopo, sulla cima di una vetta vicina, fu aperto un importante osservatorio astronomico.

dintorni-di-GavarnieAl Pic du Midi de Bigorre oggi si sale con una spettacolare funivia, ma nel 1873, anno di fondazione del primo insediamento, i 2.887 metri dovevano essere raggiunti a piedi. Da lassù le montagne più alte dei Pirenei sembrano a portata di mano, ma è soltanto un’illusione. Realtà scientifica è, al contrario, il museo, dove si comprendono bene le difficoltà che si dovettero affrontare per costruire l’osservatorio. Al loro confronto, è ben poca cosa la fatica che, nella bella stagione, sopportano le migliaia di ciclisti che, ogni giorno, si arrampicano sui diciannove chilometri di salita senza tregua che portano al mitico Col de Toumalet, la tappa più famosa del Tour de France e, quindi, del mondo. Lassù è una festa continua, dove appassionati di tutto il pianeta s’incontrano sotto la monumentale statua che rappresenta il simbolo stesso della fatica di pedalare.
Molto più tranquillo e defilato è Campan, un villaggio un po’ fuori dalle rotte turistiche. In sé non è diverso da molti altri della zona, ma ha una sua unicità nell’essere abitato, oltre che dai suoi cittadini, da una piccola folla di… bambole di pezza. Quasi a grandezza naturale, stanno sedute al bar, affacciate alle finestre, in gruppo sui balconi, all’ombra di una quercia, sulla porta di un laboratorio. Sono le “mounaque”, figlie di un’antica tradizione. Un tempo, se un uomo o una donna del villaggio voleva sposare qualcuno venuto da fuori, doveva pagare un “tributo”. Quando questo non avveniva, i cittadini portavano le “mounaque” nella casa dei trasgressori, decretandone la vergogna. Nei Pirenei molto spesso il passato e il presente tendono a rincorrersi. Saint Bertrand de Comminges lo dimostra. E’ un piccolo borgo, dove le strade del centro svelano piccole botteghe di artigiani, case che raccontano antiche storie, angoli di silenzio dove soffermarsi. Su tutto, imponente e un po’ severa, domina la Cattedrale di Sainte Marie, iniziata nel XII secolo e finita molto più tardi. La magia del passato continua a Saint Lizier, nel dipartimento di Ariège. Dall’austero Palais des Évêques, il palazzo episcopale, alla chiesa di Notre Dame de la Sède, dalla Cattedrale di Saint Lizier fino all’antica farmacia del 1764, tutto riporta indietro nel tempo, quando la gente comune viveva con le mucche ed invecchiare era una scommessa.

Saint-LizierPiù a oriente, Foix si svela in lontananza con le tre torri del suo castello. Nella piazza antistante l’Église de Saint Volusien, ogni venerdì, ha luogo un mercato che ha il sapore della tradizione, non fosse altro che per le saporite specialità di gastronomia locale che si possono trovare. La chiesa, un tempo modesta cappella, è dal XVII secolo un’importante abbazia. Dalla sommità di una collina, Château de Foix domina la città. Dal 1012 fu sede dei conti di Foix, potente famiglia che estese il suo dominio anche nelle zone limitrofe. All’inizio del XIII secolo, simpatizzarono per la causa dei Càtari e quando le persecuzioni della Chiesa Romana contro quelli che consideravano eretici si fecero più dure, anche i Foix ne subirono le conseguenze.
Uno dei momenti più tragici nella storia di questo movimento religioso vide protagonista Montségur, una trentina di chilometri a est di Foix. Agli inizi del XIII secolo i Càtari costruirono un castello fortificato, facendone il loro estremo rifugio. Nel 1244, dopo undici mesi d’assedio, le truppe inviate dal Papa conquistarono la fortezza. Oltre 200 occupanti, che rifiutarono l’abiura, furono arsi vivi. Oggi un ardito sentiero permette di arrivare al rudere, arroccato sulla cima di uno sperone roccioso a 1200 metri d’altitudine. Camminando fra le spesse mura a cielo aperto del castello, si respira una certa atmosfera d’inquietudine, forse per le tragiche vicende di cui fu protagonista o per l’alone di esoterismo che avvolge la sua storia.

Per fortuna basta una trentina di chilometri per riportare l’allegria; Mirepoix è una cittadina medioevale che ispira buon umore. Una serie di portici del XV secolo, sorretti da grossi pali di legno, circonda la sua piazza. Sopra al porticato, le vecchie case colorate hanno anch’esse un’ossatura in quercia e tutto contribuisce a rendere piacevole l’insieme. Qua e là, piccoli bistrò invitano ad assaggiare questa o quella specialità. La Cathédrale Saint-Maurice è il monumento principale, con la sua unica grande navata larga 22 metri, ma è l’intera Mirepoix un’attrazione, da vedere senza fretta e con tranquilla curiosità.
Per scoprire i Pirenei, s’è detto all’inizio, può volerci la vita intera o un battito di ciglia. Se a voi resta almeno un’altra settimana, andate verso oriente. Ma questo è tutto un altro viaggio!

Testo Pier Vincenzo Zoli, foto Mauro Camorani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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Info utili

Informazioni: sito ufficiale dell’Ente del Turismo Francese

Come arrivare:  

Per arrivare nei Midi-Pirenei dall’Italia in auto occorre passare il confine francese a Menton e andare verso Tolosa, per poi raggiungere Lourdes, dopo 760 km. In aereo si può atterrare a Lourdes da Bergamo, o a Tolosa da vari scali.

Quando andare:

I periodi ideali per andare nei Midi-Pirenei sono la tarda primavera e l’autunno; in piena estate i luoghi più interessanti sono piuttosto affollati.

Dove dormire: 

L’offerta alberghiera è molto vasta; Gîte d’Étape, Gîte Ruraux, Chambre d’Hôtes e Hotel accontentano le esigenze di ognuno.

Abbigliamento: 

Siamo in montagna e, durante la bella stagione, può essere molto caldo per poi, improvvisamente, trovarsi ad affrontare un inaspettato periodo di fresco.

In strada: 

La viabilità è ottima, anche nelle strade minori. Spesso i tratti panoramici sono stretti e occorre prestare attenzione ai ciclisti e alle moto che provengono dall’altro lato della strada.

Telefono: 

Il prefisso per chiamare in Francia è +33. Per l’Italia dalla Francia è +39. La rete GSM è molto buona.

Link utili: 

Lourdes: Lourdes France

Pic du Midi: Pic du Midi

Saint Lizier: Tourisme Saint Girons – Saint Lizier

Midi-Pyrénées: Turismo Midi Pyrenees

 

 

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