Idrija e Cerkno. Destinazioni Unesco non lontane dall’Italia

IdrijaMisteriosa, dall’essenza quasi inafferrabile, Idrija sorge in una conca tra le colline.
Il mondo carsico la incalza, le Prealpi pure, i torrenti si snodano come serpenti tutto intorno. Una città che per la sua mutevolezza assomiglia al mercurio, metallo che essendo capace di passare dallo stato solido a quello liquido affascina gli esseri umani sin dai primordi.

Usato per secoli nella cosmesi, nella profumeria e in medicina, il mercurio è il nume tutelare di Idrija. In passato finiva molto lontano dalla Slovenia: nei cappelli delle boutique di Vienna, nei preparati degli speziali di Istanbul e persino nelle miniere del Nuovo Mondo, dove veniva utilizzato per estrarre l’oro e l’argento dalla roccia. Oggi la città slovena condivide con Almadén, in Spagna, l’onore di essere il simbolo dell’industria europea del mercurio e per questo sa di essere Patrimonio dell’Unesco.

La storia del paese di Idrija è inseparabilmente legata alla miniera di mercurio, la seconda più grande al mondo. Oggi non è più attiva, ma è possibile visitarla con una guida entrando dalla galleria Antonijev Rov.
Osservando gli antichi strumenti di lavoro, i piccoli vagoni per il trasporto del materiale, la cappella della Santa Trinità, il visitatore ha modo di immaginare quanto fosse faticosa e dura la vita sottoterra, ma anche di emozionarsi tra i suoni e i chiaroscuri di una realtà aliena, dove la leggenda vuole che abitino i folletti.
La Casa del minatore, edificata a metà del XVIII secolo è una costruzione imponente costruita quasi interamente in legno. Oggi gli spazi del pianterreno sono un museo arioso e suggestivo, ma in passato tutto l’edificio era utilizzato come abitazione dei minatori e delle loro famiglie. La Casa del minatore ospita anche Trattoria Barbara dove gustare prelibatezze locali dopo la visita alla miniera.

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Ma Idrija non è solo legata alla storia del mercurio. A due chilometri a sud della città sorge, circondato da ripide pareti di roccia, il Divje Jezero. In sloveno Divje Jezero significa “lago selvaggio”. Essendo una sorgente di origine carsica, l’acqua risale in superficie attraverso un sifone e non è insolito che al centro del lago si formi una misteriosa cupola d’acqua. Nel fiume Idrijca (e nel suo affluente Trebuščica) ci si può imbattere invece nella trota fario, nel temolo e soprattutto nella trota marmorata. Quest’ultimo pesce è raro, ma spesso raggiunge dimensioni cospicue, tant’è vero che Idrija è meta di pescatori da tutto l’Occidente.

Divje JezeroA circa 25 chilometri da Idrija, direzione Cerkno, per la precisione a Dolenji Novaki, si può visitare l’ospedale partigiano Franja, utilizzato nella Seconda Guerra Mondiale dalla resistenza slovena per offrire cure ai partigiani e ai soldati feriti (non solo alleati, anche nemici). L’equipe ospedaliera vantava anche un medico italiano, Antonio Ciccarelli, e a dirigerlo per molto tempo fu una donna, la dottoressa Franja Bidovec.

Idrija è nota anche per altri due motivi: gli idrijski žlikrofi, prelibatissimi ravioli ripieni di patate, erba cipollina e pancetta affumicata e i merletti. Le maestre merlettaie della città sono rinomate a livello europeo – nei secoli scorsi vendevano i propri prodotti soprattutto alla signoria di Trieste e Vienna – e ogni anno, a fine giugno, si celebra il Festival internazionale del merletto.

merletti IdrijaPer gli amanti dello sport tappa consigliata è Cerkno. Ad attenderli il Cerkno Resort, un centro sportivo adatto a tutte le stagioni, ideale per sciare d’inverno e per praticare attività outdoor d’estate.

A circa 60 km da Gorizia, Idrija si presta come meta appetibile per gite giornaliere o per un weekend diverso dal solito a pochi passi dal confine italiano.

Per info: Visit Idrija  Tourism Cerkno

Per conoscere l’itinerario e per maggiori info: rivolgersi all’ente per il Turismo Sloveno di Milano 02 295 111 87.

di Redazione | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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