Cinema du Desert. La natura sta nel movimento

cinema-du-desertDavide e Francesca sono due viaggiatori un po’ particolari. Volontari di NGO “Bambini nel Deserto” sin dal 2009, nello stesso anno salgono a bordo di un camper direzione Africa. La mission? Con “Cinema du Desert” sperano di riuscire a regalare sorrisi in giro per il mondo.

Un cinema solare itinerante: questo quanto ideato e successivamente creato dai due ragazzi. Nel 2009 acquistano un camion, lo camperizzano e dotano dell’attrezzatura necessaria per dare vita a un cinema solare en plein air. Prima tappa è l’Africa, ma non si fermano lì. In sette anni hanno macinato più di 90.000 chilometri toccando anche Asia, Mongolia ed Europa.

L’incontro e lo scambio con l’altro è sempre stata una passione di entrambi è alla fin fine è anche su questo che si fonda Cinema du Desert che, tramite il media, vuole intessere una tela di solidarietà internazionale.

“La macchina con cui viaggiamo è il nostro cinema, la nostra casa e il nostro ufficio”, Davide Bortot e Francesca Truzzi hanno abbandonato tutto per dedicarsi al bene di chi è meno fortunato. Una scelta nobile che fa uso di un mezzo di cui noi possiamo usufruire quando ci pare e piace ma che, dall’altra parte del mondo, riesce ancora a stupire, emozionare e riempire gli animi di gioia. Il potere delle immagini viene usato per costruire un ponte tra le culture, dicono i due ragazzi.

Anche la tutela ambientale è un tema particolarmente importante per la coppia, tant’è che il loro cinema giramondo funziona grazie all’energia solare: sul tetto i pannelli, un mini impianto fotovoltaico e all’interno un paio di batterie che garantiscono 6 ore di proiezione. Al calare della sera lo schermo appare magicamente su un lato del camper e lo spettacolo ha inizio.

Le reazioni sono tra le più disparate, dal gruppo di spettatori che scappa terrorizzato alla vista dell’immagine di un camion che si muove in direzione della telecamera, ai bimbi africani che chiedono il bis dopo aver visto “Kirikù e la strega Karabà”.

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Per organizzare i viaggi è però necessario un budget e spesso raccoglierlo non è cosa semplice. È grazie a piattaforme di crowdfounding come Indiegogo e Produzione dal Basso che sono più volte riusciti nel loro obiettivo. Americani, inglesi e norvegesi i più larghi di manica.

Portare il cinema itinerante in Italia è stato più difficile: “Gli italiani diffidano se non ti conoscono di persona”. Ma anche quest’impresa ha avuto il successo che si meritava e quest’estate il Cinema del Deserto è sbarcato anche in Trentino, a Vallagarina e Rovereto (città natale di Davide) e per sette serate il camion ha girovagato per paesi e quartieri.

La nuova sfida? Una campagna di crowdfounding per realizzare spedizioni in Grecia e Burkina-Faso. Che abbia inizio il passaparola.

di Ilaria De Pasqua |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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