Ground Zero. New York rinasce grazie all’arte

nuovo-ground-zeroA quindici anni dalla disfatta delle Torri Gemelle il nuovo World Trade Center può dirsi (quasi) completato. Oltre all’altissima Freedom Tower – 541, 33 metri, pari a 1776 piedi – al 9/11 Memorial – due vasche dal fondale scuro create esattamente nella posizione in cui un tempo sorgevano le due gemelle – e all’Oculus – l’hub di trasporto progettato da Calatrava – c’è adesso in cantiere anche il Perelman Center, un luogo dove sarà l’arte a farla da padrone.

Per disegnare gli ultimi tratti del nuovo volto di New York nasce un centro che tramite teatro, musica, danza, opera e cinema vuole trasformare il pulviscolo di detriti del tragico 11 settembre 2001 nel nuovo polo culturale della città.

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Un cubo avvolto esternamente da un particolare marmo traslucido, capace, al calare della notte, di passare dal bianco candido ad un colore simile all’oro. Una “struttura flessibile”, così è stata definita l’opera dell’architetto Joshua Prince-Ramus: i tre auditori distinti che lo compongono possono infatti unirsi in un’unica struttura, dando vita ad uno spazio di ampia capienza. Un progetto dal costo elevato, pari quasi a 250 milioni di dollari ma dal forte significato di rinascita. Descritto da Ronald O. Perelman (uno dei finanziatori  del progetto) come il nuovo fulcro artistico-culturale mondiale, il cubo magico rappresenta un’alternativa all’odio e alla distruzione che hanno segnato l’America e l’apertura all’arte in tutte le sue forme, che tanto sa fare quando si parla di cuori spezzati.

Bisognerà però pazientare ancora un po’ per l’apertura, prevista nel 2020.

di Ilaria De Pasqua |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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