La commemorazione tra arte, storia e nomi celebri

Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova
Tra le colline di Staglieno sorge un magnifico esempio di monumentalismo italiano dell’Ottocento. Si tratta del Cimitero Monumentale di Staglieno, una struttura di oltre 300.000 metri quadri, circondata da un ampio colonnato. Sculture dalla bellezza struggente si susseguono metro dopo metro. Nato come laboratorio artistico in cui si sono formati vari maestri della scultura, Staglieno oggi accoglie in eterno riposo personaggi come Giuseppe Mazzini, Fabrizio De Andrè e Nino Bixio.
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Cimitero Monumentale, Milano
Su progetto dell’architetto meneghino Carlo Maciachini, il Monumentale di Milano viene inaugurato nel 1866. Fuori dal comune la scelta dell’architetto, che durante la costruzione decide di non affiancarsi allo stile neoclassico tipico del periodo, bensì di accostare stili diversi di arte funeraria. Classico, barocco e romanico si fondono sapientemente per dare vita ad una struttura che non conosce tempo. Tra le riproduzioni di templi greci e forme classiche spiccano anche sculture di arte moderna firmate Giò Ponti, Lucio Fontana, Giò Pomodoro e Arturo Masini. Attualmente al suo interno sono sepolti nomi quali Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Salvatore Quasimodo e Giorgio Gaber, anche se la lista è davvero infinita. Un vero esempio di perfetto equilibrio tra componente cimiteriale e artistica.

Cimitero di San Michele, Venezia
Non vi è mai capitato di notare che a Venezia non ci sono cimiteri? A qualche centinaio di metri a nord della città si scorge però un’isola. È San Michele, sede dell’unico cimitero di tutta Venezia. Fino al XIX secolo si usava seppellire i morti sotto il lastrico nel centro cittadino, pratica non del tutto salubre. Quale luogo migliore allora di un bacino disseminato di isolette per costruire un camposanto lontano dalle abitazioni? Fu così che nacque la prima isola-cimitero. Come raggiungerla? Basta recarsi alla banchina delle Fondamenta Nove e attendere che passino i vaporetti delle linee 4.1 o 4.2. Certo, non sarà la gondola, ma vale lo stesso la pena.

La storia del Cimitero della Certosa di Bologna è piuttosto travagliata. Costruito nel XIV secolo, viene successivamente chiuso su ordine di Napoleone, che con l’editto di Saint Cloud vieta l’apertura di cimiteri all’interno delle città. La successiva riapertura vede il cimitero, lungo tutto il settecento, diventare tappa del Grand Tour italiano. Nomi famosi sepolti qui? Da Carducci a Lucio Dalla.

Ubicato nel quartiere Testaccio, ospita le tombe dei non cattolici deceduti a Roma durante un viaggio o di coloro che hanno volutamente scelto la città eterna come ultima dimora. Riposano qui importanti nomi della letteratura internazionale: da Goethe e Keats, passando per Gramsci. Oltre a tombe laiche e protestanti si possono ammirare anche quelle di esponenti dell’Islam, dello Zoroastrismo, Buddismo e Confucianesimo.
di Ilaria De Pasqua |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com















































