Nuova Zelanda on the road

La canoa di Maui

nuova-zelandaLa leggenda racconta che il semidio Maui, uscito in canoa per una battuta di pesca, catturò un pesce enorme e lo portò in superficie. Così nacque Aotearoa, la “terra della lunga nuvola bianca”: la Nuova Zelanda. L’Isola del Nord rappresenta il pesce pescato da Maui, mentre l’Isola del Sud è la sua canoa. E attraversare in auto o in camper la “canoa di Maui” è un lungo viaggio attraverso paesaggi mozzafiato, natura incontaminata, miti Maori e quotidianità neozelandese.

Lungo la East Coast

Se si arriva dall’Isola del Nord, si può prendere il traghetto da Wellington e attraccare nella piccola e pittoresca Picton. Attraversando il Marlborough – terra di vigne e brulle colline – si arriva a Kaikoura, antico villaggio di balenieri. Oggi le balene sono protette ed è possibile avvistarle durante un tour in barca mentre emergono, sfiatano e tornano nelle profondità marine con il loro tipico colpo di coda.

Da Kaikoura si scende lungo la costa orientale fino a Christchurch, una delle principali cittadine neozelandesi. Distrutta da vari terremoti tra il 2010 e il 2012, Christchurch si sta lentamente e coraggiosamente riprendendo: la cattedrale è in rovina, la facciata e il campanile crollati, ma la vita continua in una piazza “alternativa” in cui banche, uffici e locali notturni sono stati sistemati dentro coloratissimi container.

Continuando verso sud – si può deviare brevemente verso la Banks Peninsula e il villaggio coloniale francesce di Akaroa – si raggiunge Oamaru, famosa per i pinguini blu (si possono avvistare mentre rientrano sulla spiaggia al tramonto, dopo un intenso giorno di caccia) e per lo Steampunk HQ, il museo di sculture post-apocalittiche inaugurato pochi anni fa.

paesaggio-east-coastPaesaggi del sud

Continuando a scendere lungo la costa si arriva a Dunedin, ridente cittadina universitaria, e alla verdeggiante Otago Peninsula, abitata da centinaia di foche, leoni marini e dagli sfuggenti albatross, rintanati in una colonia su un dirupo a picco sul mare, a Taiaroa Head.

Da qui in poi inizia il vero sud, l’ultimo avamposto prima dell’Antartide: i grandi laghi come il Wanaka, meta privilegiata per Capodanno; le Alpi e la piccola Queenstown, capitale degli sport estremi situata all’ombra degli affilati Remarkables e sulle rive del Lago Wakatipu; l’insediamento dei cercatori d’oro cinesi ad Arrowtown, i Catlins, i fiordi e Stewart Island. E, a ovest, i ghiacci eterni del Franz Josef Glacier, oltre verdi montagne attraversate da decine di cascate. Dietro, appena visibile, la cima innevata del Mount Cook, il monte più alto del paese.

Risalendo da ovest

A questo punto si può solo risalire lungo la selvaggia West Coast, affacciata sul Mar di Tasmania e ricoperta dal rigoglioso bush natio. Il centro abitato più importante, quando ormai si è molto più a nord, è Greymouth, novemila abitanti e una lunga spiaggia di pietre. La deviazione verso le Pancake Rocks (formazioni di roccia dolomitica simili a torri di pancakes) è quasi d’obbligo, e la strada costiera che si inerpica sulle falesie è forse la più bella del paese.

L’ultima tappa è Nelson, città vacanziera a pochi chilometri dal Parco Abel Tasman, nel quale è possibile organizzare gite di vari giorni immersi nella natura selvaggia.

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di Carlo Berti foto di Elena Breuer |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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