Pirenei spagnoli. Catalogna in salita

pirenei-spagnoliPiccoli borghi abbarbicati, paesi fantasma e villaggi d’autore. E poi chiese antiche, resti megalitici e sentieri escursionistici che attraversano paesaggi straordinari. Dal mare fino agli alti monti la Catalogna è tutta da scoprire.

Quando si pensa ai Pirenei, l’immaginazione corre ad alte montagne, picchi scoscesi e vette innevate; la catena montuosa franco-spagnola è anche questo, ma non solo. Per averne conferma, basta andare al mare. In particolare a Cap de Creus i Pirenei sembrano letteralmente sorgere dal Mediterraneo per poi estendersi fino al Golfo di Biscaglia, in Atlantico, coprendo una distanza di 430 chilometri.
Le spiagge paiono accucciate sotto i rilievi alle loro spalle, come volessero approfittare della protezione offerta dai possenti giganti. Le vette più alte si trovano nella Serra de Rodes, che, ramificandosi, si spinge fino al mare, dando origine a un paesaggio fatto di scogliere, calette e anfratti sui quali le onde e il Maestrale hanno tracciato scenari di rara bellezza. L’interno è attraversato da qualche strada e diversi sentieri; se si escludono alcuni casolari sparsi, l’intero Capo è selvaggio e solitario.
Pochi chilometri separano il mare dal Monestir de Sant Pere de Rodes a 520 metri d’altitudine. Secondo la leggenda, fu costruito nel VI secolo da alcuni monaci che cercavano un luogo sicuro dove proteggere una reliquia di grande valore, la testa di San Pietro. In realtà, le prime notizie dell’esistenza del monastero risalgono all’879 e raggiunse il massimo splendore nel X secolo. Il campanile, la torre di difesa e la chiesa sono di grande interesse e il panorama è grandioso.

Se vi affascinano i villaggi fantasma, una breve passeggiata vi condurrà a Santa Creu de Rodes, del quale restano pochi ruderi e una bella chiesa ancora in buone condizioni. Per dissetarvi dopo la camminata il posto giusto è la Serra de l’Albera, dove molte cantine offrono assaggi di vini locali. A Espolla, a Mollet de Peralada, a Capmany, solo per citarne alcune, i produttori aprono le loro “cellar” ai visitatori interessati all’enologia della zona.

Una fitta rete di sentieri o strade secondarie consente di raggiungere piccoli borghi quasi sconosciuti o scoprire resti megalitici e antiche chiese, come il Monestir de Sant Quirze de Colera, in posizione isolata, in mezzo al verde delle alture che lo circondano. Fu consacrato nel 1123 e per cinque secoli fu centro religioso di grande importanza, fin quando venne abbandonato alla fine del 1600. Altrettanto interessante è Castell de Requesens, un edificio del IX secolo, più volte ricostruito.  Ha mantenuto intatto il suo fascino e dal colle sul quale sorge, domina la vallata circostante. Protetto da tre cinte murarie, è interessante per i portali, le torri, i camminamenti e le piazzette all’interno. Per visitare un luogo simbolo della Catalogna bisogna spostarsi verso sud, fino a Figueres, ai piedi dei Pirenei. In realtà non se ne parlerebbe se non avesse dato i natali a Salvador Dalì. L’eclettico artista volle costruire qui uno straordinario museo, un vero e proprio monumento al suo imprevedibile genio.
Dopo le creazioni artistiche volute dall’uomo, è tempo di incontrare quelle della natura. Provate a immaginare un monolite roccioso alto sessanta metri e lungo mille, prodotto dall’erosione di due fiumi che ancora scorrono ai suoi piedi e tutt’intorno nient’altro che boschi. Potrebbe bastare questo a condurvi fin lì, ma se poi scoprite che sulla sommità di questo fenomeno naturale è sorto, in un lontano passato, un piccolo villaggio, allora la visita diventa una scelta obbligata. A Castellfollit de la Roca, oltre alla Chiesa di San Salvador, al Mirador Josep Pla e al Museo dell’Embutido, il museo della salsiccia, è il paese stesso ad essere un’attrazione, con le case addossate, le vie strette e la magica atmosfera che si respira. La curiosa struttura geologica di Castellfollit de la Roca segnala la vicinanza con la Zona Vulcanica de la Garrotxa, Parco Naturale dal 1985.

Una trentina di sentieri escursionistici consentono di visitare la zona, dove si trovano colate laviche e crateri, non sempre facilmente visibili. Se non avete paura di volare, approfittate dell’esperienza in mongolfiera che Vol en Globus organizza con partenza da Santa Pau. E’ il modo migliore per ammirare il particolare paesaggio di questa zona della Catalogna. Bastano trenta chilometri verso nord-ovest per continuare a volare, ma questa volta nel mito e nella leggenda.  A Sant Joan de Les Abadesses si trova l’omonimo monastero del IX secolo, voluto da Guifré el Pilós per la figlia Emma. Alla sua morte vi furono violente lotte per la successione e alla fine ebbe la meglio Ingilberga Oliva, che tuttavia trovò nel fratellastro un acerrimo nemico. Costui, ben visto da Papa Benedetto VIII, riuscì a convincerlo che all’interno del monastero regnasse l’immoralità, così che nel 1017 fu chiuso. I beni e le terre, ovviamente, passarono al fratellastro della badessa spodestata. Fiorirono allora le leggende, secondo le quali il Comte Arnau, signorotto locale, invaghito di una ragazza ritiratasi in convento, fece un patto con Satana per potere entrare. Ci riuscì, diventando invisibile, ma una volta dentro scoprì che la giovane era appena morta. Impazzito dal dolore, si dice che da allora corra sul suo destriero inseguito dalle fiamme, tenendo fra le braccia l’amata defunta. Il vicino Monestir de Santa Maria a Ripoll, fondato nell’880, ha una storia sicuramente meno bizzarra. Fu per secoli un punto di riferimento per la Cristianità fino al  1835, quando venne attaccato e dato alle fiamme. Solo la facciata della chiesa rimase indenne ed è tuttora uno dei capolavori dell’arte romanica. Anche il chiostro interno, sebbene ricostruito, vale una visita.

70ripoll-monestir-de-santa-mariaUna delle curiosità di questa zona dei Pirenei di Catalogna è la Cremagliera per Nuria. Si tratta di una ferrovia a cremagliera che sale da Ribes De Freser al santuario di Nuria, a 2000 metri, cinque chilometri con pendenze che, in certi tratti, superano il 15%. Un’esperienza da non perdere, non fosse altro per la vista delle alte montagne che circondano la valle e l’osservazione di caprioli, camosci, mufloni e marmotte presenti in gran numero.

La meta successiva è La Seu d’Urgell, capoluogo della comarca dell’Alt Urgell e ultimo avamposto spagnolo verso Andorra. Non è un caso se il Vescovo d’Urgell è, assieme al Presidente francese, il Principe del piccolo stato pirenaico, per via di un trattato del 1278. Oggi la carica è soltanto onorifica. Da visitare sono la Catedral de Santa María d’Urgell, con il bel chiostro, la Chiesa di Sant Miquel, il Museo Diocesano e il Parque Olímpico del Segre, un grande impianto per canoa e kayak costruito per le Olimpiadi del 1992. Il contatto con l’acqua continua nel Parc Natural d’Aiguestortes i Estany de Sant Maurici, nei pressi di Espot. E’ il nome stesso del parco a spiegarne il motivo: aigüestortes significa, all’incirca, “torrenti spumeggianti” e estany vuol dire “stagni”. Con i molti laghi e le torbiere, questo territorio protetto è uno dei più ricchi d’acqua di tutti i Pirenei. Decine di sentieri permettono di scoprire panorami stupendi e angoli appartati dove sostare in attesa di scorgere alcuni dei 500 cervi o dei 400 camosci che popolano questo parco di oltre 14.000 ettari. Non è possibile entrare con mezzi privati, ma a Espot si possono noleggiare veicoli 4×4 con autista. Se dopo tanta natura desiderate un salto nel passato, la vicina Val de Boì è il luogo adatto. Qui sono conservati alcuni dei più importanti monumenti romanici dell’intera Spagna e dal 2000 sono entrati a far parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO per lo stato di conservazione e in quanto testimonianza culturale pressoché unica per il loro numero in una porzione di territorio ristretta. Nello spazio di pochi chilometri si contano una decina di chiese, come Santa Eulàlia a Erill la Vall, Sant Climent e Santa Maria a Taüll, Sant Joan a Boí e molte altre. L’ultima comarca dei Pirenei di Catalogna prima di entrare in quelli aragonesi è anche l’unica della regione a essere collocata esattamente sullo spartiacque fra Spagna e Francia: è la Val d’Aran. E’ un’area di alta montagna, per secoli tagliata fuori dal resto del mondo per via dell’isolamento geografico e la mancanza di strade. Qui si parla ancora oggi una lingua tutta particolare, l’aranese, di derivazione occitana.

127valle-daran-montgarriVisitando oggi la Val d’Aran sembra difficile credere che, fino agli anni ’60, la zona intorno a Baqueria fosse la più povera in assoluto; le case sorgevano ad altitudini superiori ai 1500 metri e la neve le sommergeva per cinque mesi l’anno. Oggi c’è uno dei comprensori sciistici più frequentati dei Pirenei e, con i turisti, è arrivato il benessere. È, tuttavia, ancora possibile farsi un’idea dei tempi passati spostandosi verso nord-ovest, in direzione della Francia. Superata Vielha, capoluogo della comarca, raggiungete Bausen, poche case, tutte in pietra, abitate da meno di cinquanta persone. E’ probabile che durante la visita, non ne incontriate nessuna. Non ci sono bar né hotel, ma il villaggio nasconde una storia vera di struggente romanticismo. Nel silenzio che vi circonda, vedrete la chiesetta di Sant Pèir ad Vincula, con il piccolo camposanto; incamminatevi lungo la Carrer Major, un viottolo in ciottoli che diventa sterrato man mano che si va verso i campi. Proseguite ancora, fino a raggiungere un minuscolo recinto di pietra, con dentro una sola tomba. Lì riposa Teresa, una giovane donna morta a 32 anni, nel 1916. Vi chiederete perché non è nel cimitero del paese. Lei e Francisco Doceta s’innamorarono perdutamente, ma erano cugini. A quel tempo, solo una dispensa della Chiesa poteva legalizzare la loro unione, ma i due erano poveri e non potevano pagarla. Restarono insieme ugualmente e alla prematura morte di Teresa, Francisco scoprì che non poteva tumularla nel cimitero consacrato del villaggio, poiché la loro unione era illegittima. I compaesani, allora, lo aiutarono a costruire il camposanto che si vede oggi, dove poté seppellire la sua amata. Qualche anno dopo fu costretto a lasciare Bausen, ma la tomba di Teresa non fu abbandonata: da allora è sempre curata e un fiore non manca mai. I pochi abitanti di Bausen non l’hanno mai dimenticata.

Testo Pier Vincenzo Zoli, foto Mauro Camorani |Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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INFO UTILI

Informazioni: Turismo in Spagna

Come arrivare: l’itinerario suggerito comincia dal Mediterraneo, per cui è opportuno arrivare alla base dei Pirenei passando dal valico di Le Perthus, provenendo da Perpignan, in Francia. Dal confine italo-francese sono circa 530 chilometri.

Quando andare: ogni stagione ha le sue peculiarità: l’autunno è indicato per ammirare i colori caldi dei boschi e delle foreste e non c’è molta folla; in inverno si può sciare, sebbene l’offerta non sia così alta come sulle Alpi. La primavera è senz’altro la stagione migliore, con il clima già gradevole e un minor numero di turisti. In estate può accadere di non trovare posto negli alberghi delle località più famose, se non prenotati con anticipo.

Dove dormire: l’offerta alberghiera è ampia e per tutte le tasche. In ordine crescente di prezzo si può scegliere fra: hostales hospitales, cama y desayuno, casas rurales e hotel.

Circolazione: le strade sono, in genere, ben tenute; in quelle più panoramiche, spesso piuttosto strette e con molte curve, occorre guidare con prudenza, tenendo strettamente la propria destra. Si incontrano molte biciclette e moto.

Telefono: per chiamare in Spagna il prefisso è +34. Dalla Spagna all’Italia è +39. La rete GSM è buona ovunque.

Guide: è appena uscita nelle librerie l’unica guida italiana sui Pirenei, versante francese e spagnolo, edita dalla Casa Editrice Polaris.

Indirizzi utili: di seguito, alcuni riferimenti per ripercorrere l’itinerario suggerito.

Castell de Requesens, Tel: (0034) 646179509, email: info@castellderequesens.cat

Voli in Mongolfiera (Santa Pau): Vol en Globus, tel. +34 972 680 255, E-mail: info@voldecoloms.com

Cremagliera per Nuria (Ribes de Freser) – Per prenotare: Tel: +34 932041041, E.mail: valldenuria@valldenuria.cat

Parque Nacional De Aigüestortes Y San Maurici Espot: Tel. +34 973 624 036, Val de Boi: Tel: +34 Tel: 973 696, E-mail: info.aiguestortes@oapn.es

 

 

 

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