
Ha compiuto 60 anni il Parco a Collodi dedicato al burattino più famoso al mondo. E per questo, oggi più di ieri, merita una visita con tutta la famiglia. Nato dalla penna di Carlo Lorenzini, Pinocchio, che di anni ne ha ben 135, rivive in questo spazio alle porte di Pescia, precisamente a Collodi che – nota per i più piccoli, ma forse anche per alcuni adulti – è il paese in cui l’autore visse la sua infanzia e che ha poi adottato come pseudonimo diventando per tutti Carlo Collodi. Il Parco di Pinocchio cala il visitatore nelle atmosfere del romanzo del 1881. Dal grande Pescecane in mezzo all’acqua, con tanto di Geppetto avvilito nel suo ventre, al Gatto e alla Volpe, che confabulano da buone vecchie canaglie, qui tutto ricorda Le Avventure di Pinocchio, uno dei Made in Italy di cui il Belpaese va più fiero. Non un semplice classico per bambini ma una pietra miliare della letteratura italiana. Fondato nel 1956, questo spazio all’aperto ha mantenuto fede negli anni non solo al romanzo ma anche a se stesso, conservandosi come un luogo in cui arte, natura e divertimento convivono. E allora ecco che qui troviamo il Carrozzone di Mangiafuoco, il Teatrino meccanico di Pinocchio, la Casa della Fata Turchina, ribattezzata Fata Azzurra da Disney. E ancora giostre d’epoca alla maniera del Paese dei Balocchi, ma anche la Piazzetta dei mosaici e, qua e là, tra un cespuglio e un praticello, sculture avveniristiche di artisti affermati. E non dimentichiamo i percorsi educativi come il “Sentiero dei bisbigli” perché al Parco di Pinocchio non solo ci si diverte, ma si impara.
E poi c’è Il Museo di Pinocchio che ospita mostre d’arte ispirate alle avventure della combriccola collodiana e che fino a maggio 2017 ospiterà un progetto ambizioso, “Pinocchio esce dalla fiaba”: una mostra fotografica – che di nuovo coinvolge professionisti affermati – che ritrae gli stessi personaggi fiabeschi però in carne e ossa, e che sconfina oltre il Parco tappezzando di gigantografie i dintorni toscani. E per la pausa pranzo, tutti all’Osteria del Gambero Rosso, per assaporare appieno, è il caso di dirlo, il clima del romanzo. Da non perdere, attigui al Parco, il Giardino Garzoni e la Butterfly House. Il primo, di epoca tardo barocca, è un mirabile equilibrio di aiuole, siepi, fiori e costruzioni a gradoni. E qui fu giardiniere proprio il padre di Collodi (da non perdere la Biblioteca Collodiana, una grande raccolta di volumi a tema Pinocchio di varia provenienza).
Il secondo, una struttura in vetro e pietra ospitata nello stesso giardino, in cui convivono farfalle equatoriali e tropicali che volteggiano come creature fiabesche sfoggiando colori brillanti. Così i bambini scopriranno com’ è fatta la farfalla dei ghiacci e le (quasi) 300 specie che abitano in Italia.E qui si conclude la visita. E Pinocchio, da buon padrone di casa, ci saluta all’uscita (che poi è anche l’ingresso) riprodotto in dimensioni gigantesche con quel suo inconfondibile naso a punta e quello sguardo sbarazzino che manterrà anche da bambino vero. E noi, soprattutto quelli meno giovani a dire il vero, ricambieremo canticchiando un nostalgico “A presto, amico dei giorni più lieti”.
di Annamaria Giannetto Pini |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com




































